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	<title>NOi contro la CORRUZIONE &#187; Finanziamenti nazionali e comunitari</title>
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		<title>DAPHNE CARUANA GALIZIA.  MALTA, UN BUCO NERO NELLA UE TRA CORRUZIONE E INTRIGHI</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Oct 2017 07:50:28 +0000</pubDate>
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<p>L&#8217;omicidio della giornalista Galizia mette a nudo i punti oscuri dell&#8217;isola alta è sotto choc. È la prima volta che l&#8217;isola &#8211; scelta ogni anno da oltre 300 mila italiani per le vacanze &#8211; è testimone di un assassinio premeditato di un giornalista.</p>
<p>Lunedì, in un attentato in stile mafioso, con una carica di dinamite piazzata sotto la sua auto, è morta la più nota e controversa giornalista investigativa di Malta, Daphne Caruana Galizia.</p>
<p>E tre giorni dopo l&#8217;omicidio la polizia non ha ancora informato di quello che sta succedendo, mentre il magistrato che conduceva le indagini, una donna, è stata rimossa dopo che la famiglia della giornalista l&#8217;ha accusata di conflitto d&#8217;interessi, racconta un giornalista del “Times of Malta”, Ivan Camilleri, su La Stampa del 19 ottobre 2017, a pagina 13.</p>
<p>L&#8217;uccisione di Caruana Galizia &#8211; duramente critica nei confronti del primo ministro Joseph Muscat così come del neo eletto leader dell&#8217;opposizione Adrian Della &#8211; viene letto come l&#8217;ultimo e più grave effetto della storia recente che vede Malta in grave crisi su vari fronti.</p>
<p>Oggi è in gioco la tenuta dello stato di diritto sull&#8217;isola che fa parte dell&#8217;Unione europea.</p>
<p>Da quando il partito laburista è tornato al governo, nel 2013, le forze di polizia hanno perso gli ufficiali di maggior peso ed esperienza. Il rispetto nei confronti delle forze dell&#8217;ordine è ai minimi storici e alti ufficiali come John Rizzo uno dei migliori investigatori di Malta e per un decennio a capo della polizia &#8211; sono stati rimossi per diretto intervento del Primo ministro Joseph Muscat. La situazione è così grave che in seguito all&#8217;omicidio di questa settimana, il Primo ministro ha annunciato di aver dovuto chiedere aiuto all&#8217;Fbi per affiancare la polizia di Malta nelle indagini. Persino il ruolo del Procuratore generale di Malta è stato depotenziato in modo significativo: privato dei suoi migliori collaboratori, promossi a incarichi più remunerativi o trasferiti nei ranghi della magistratura, Peter Grech, nominato dalla precedente amministrazione, è rimasto al suo posto. Grech, un timido avvocato, non ha intrapreso alcuna azione neppure di fronte ai rapporti dell&#8217;unità investigativa finanziaria che dimostrano il coinvolgimento del capo del personale del Primo ministro, Keith Schembri, in attività di riciclaggio di denaro. L&#8217;opposizione nazionalista, responsabile della nomina di Grech quando era al governo, lo ha pubblicamente misconosciuto, chiedendone le dimissioni. Il governo tuttavia continua a difenderlo e a respingere ogni accusa. Anche il sistema giudiziario è stato intercettato dai radar governativi. In un Paese dove giudici e magistrati sono ancora scelti dal governo, quasi tutti i funzionari che sono andati in pensione sono stati sostituiti da «attivisti» del partito laburista. Il premier Muscat ha messo il suo vice &#8211; e editore dell&#8217; organo di stampa ufficiale del partito- a presiedere l&#8217;Alta Corte.</p>
<p>Negli ultimi anni Malta ha goduto di una crescita economica senza precedenti grazie soprattutto a decine di migliaia di lavoratori stranieri arrivati sull&#8217;isola richiamati dall&#8217;industria dei servizi finanziari e del gioco online. Spalancando le porte agli uomini d&#8217;affari stranieri, Muscat, che si definisce il miglior venditore di Malta, ha anche avviato un sistema per vendere la cittadinanza europea a multimilionari stranieri ansiosi di entrare in possesso di un passaporto della UE. La vendita di passaporti &#8211; ognuno costa meno di 1,5 milioni &#8211; ha attirato sull&#8217;isola ricchi oligarchi russi, grandi famiglie del Golfo e multimilionari cinesi, e ha innescato un vertiginoso sviluppo dei locali d&#8217;intrattenimento e dell&#8217;edilizia, per fornire ai nuovi «cittadini maltesi» e ai ben pagati addetti dell&#8217;industria finanziaria europea sistemazioni di lusso.</p>
<p>I risultati economici sono brillanti e alcuni maltesi, per lo più uomini d&#8217;affari, stanno facendo affari d&#8217;oro nel settore immobiliare. Progettata dal commissario europeo John Dalli, in seguito silurato con accuse di corruzione, all&#8217;epoca in cui era ministro delle Finanze nei primi Anni 90, l&#8217;industria finanziaria di Malta, attraverso la quale le compagnie straniere trasferirono le proprie società per godere degli incentivi fiscali, è ormai diventata una delle colonne portanti dell&#8217;economia maltese.</p>
<p>Sebbene molti Paesi dell&#8217;UE, in particolare la Germania e la Francia, considerano Malta come un paradiso fiscale non ufficialmente dichiarato, la Commissione europea guidata da Jean-Claude Juncker continua a considerare l&#8217;industria di Malta legale e legittima. Malgrado i Panama Papers, svelati anche attraverso il lavoro di Caruana Galizia, abbiano rivelato che il capo del personale del Primo ministro e il ministro dell&#8217;Energia sono titolari di società segrete a Panama e malgrado il sospetto che anche 6 autobomba esplose a Malta negli ultimi due anni fossero legate a traffici illeciti di droga e carburante.</p>
<p>Con l&#8217;assassinio di Caruana Galizia, l&#8217;opinione pubblica maltese sembra essere diventata improvvisamente consapevole del fatto che c&#8217;è qualcosa che davvero non va nell&#8217;isola delle vacanze.</p>
<p>La domanda è: la situazione peggiorerà?</p>
<p>L&#8217;Ue permetterà che Malta diventi uno Stato canaglia restando nell&#8217;Unione?</p>
<p><strong>Il Sito tratta, in modo sporadico, fatti di attualità, soprattutto dove sono ancora in corso attività di indagine o non dove si è ancora giunti, almeno, ad una prima sentenza, cercando di dare conto delle diverse posizioni.</strong></p>
<p><strong>Alcune volte, come in questo caso, la trattazione di un tema che viene avvertito di estrema rilevanza (quello della necessità di regolare il whistleblowing) può attraversare l’attualità .</strong></p>
<p><strong>Ci auguriamo di essere stati utili.</strong></p>
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		<title>DAPHNE CARUANA GALIZIA.  MALTA, UCCISA DA AUTOBOMBA.  L`ULTIMO POST: «CORROTTI OVUNQUE»</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Oct 2017 07:45:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Una giornalista investigativa bestia nera del premier laburista di Malta, Josep Muscat, che stava diventando una spina nel fianco pure del nuovo leader dell&#8217;opposizione nazionalista è stata fatta saltare in aria. Ieri pomeriggio una bomba l&#8217;ha uccisa al volante di una Peugeot 108. Daphne Caruana Galizia – racconta Fausto Biloslavo, su Il Giornale [&#8230;]]]></description>
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<p>Una giornalista investigativa bestia nera del premier laburista di Malta, Josep Muscat, che stava diventando una spina nel fianco pure del nuovo leader dell&#8217;opposizione nazionalista è stata fatta saltare in aria. Ieri pomeriggio una bomba l&#8217;ha uccisa al volante di una Peugeot 108.</p>
<p>Daphne Caruana Galizia – racconta Fausto Biloslavo, su Il Giornale del 17 ottobre 2017, alle pagine 1 e 18 &#8211; era una specialista di scoop su corruzione, traffico di droga, politici e mafiosi. E aveva messo a segno il colpaccio sui soldi azeri che sarebbero arrivati sul conto della moglie del primo ministro maltese, dopo vari contratti in campo energetico.</p>
<p>Caruana Galizia aveva pure sottolineato il collegamento fra Matteo Renzi, Tony Blair e lo stesso Muscat, stelle della sinistra europea, accomunati dagli accordi miliardari con l&#8217;Azerbaijan.</p>
<p>E l&#8217;ultimo post sul suo blog, Running Commentary, il più seguito dell&#8217;isola, è un graffiante commento sul processo per corruzione che coinvolge stretti collaboratori del premier maltese.</p>
<p>Due ore dopo, la giornalista d&#8217;inchiesta si è messa al volante partendo da casa sua nel villaggio di Bidnija in direzione di Mosta. La Peugeot 108 è esplosa probabilmente per una bomba a bordo azionata a distanza. Uno dei figli ha sentito il boato e visto l&#8217;auto in fiamme finita fuori strada, ma per la madre non c&#8217;era nulla da fare.</p>
<p>La blogger assassinata aveva lavorato all&#8217;inchiesta giornalistica interazionale che ha rivelato migliaia di nomi, conti correnti ed informazioni imbarazzanti su politici e personaggi famosi, che hanno utilizzato il paradiso fiscale panamense. Galizia aveva scoperto che la Egrantine, una società registrata a Panama, apparteneva in realtà a Michelle Muscat, la moglie del primo ministro maltese. Sul suo blog la giornalista ha pubblicato documenti del 2016, che dimostrerebbero come la società panamense abbia ricevuto oltre 1 milione di dollari dalla Al Sahra Fzco, registrata a Dubai, di Leyla Aliyeva, figlia del padre-padrone azero liham Aliev. Negli ultimi anni gli azeri hanno firmato contratti miliardari con il governo laburista di Malta.</p>
<p>Il 29 maggio, la giornalista uccisa, evidenziava sul suo blog «il fattore comune, il collegamento, se preferite, fra Tony Blair, Joseph Muscat e Matteo Renzi». Secondo Galizia «è l&#8217;Azerbaijan» tenendo conto che l&#8217;ex premier britannico Blair ha firmato un contratto di consulenza «con gli oligarchi di Baku» e lavorato «sul progetto azero del gasdotto nel sud Italia». Il premier maltese alla notizia dell&#8217;omicidio ha subito preso posizione: «Chiunque sa che Caruana Galizia era fortemente critica nei miei confronti, sia dal punto di vista politico che personale, ma nessuno può giustificare questo atto barbaro in alcun modo».</p>
<p>Prima di saltare in aria la giornalista aveva dato del «ladro» sul suo blog a Keith Schembri, capo di gabinetto del premier maltese sotto processo per i Panama papers.</p>
<p><strong>Il Sito tratta, in modo sporadico, fatti di attualità, soprattutto dove sono ancora in corso attività di indagine o non dove si è ancora giunti, almeno, ad una prima sentenza, cercando di dare conto delle diverse posizioni.</strong></p>
<p><strong>Alcune volte, come in questo caso, la trattazione di un tema che viene avvertito di estrema rilevanza (quello della necessità di regolare il whistleblowing) può attraversare l’attualità .</strong></p>
<p><strong>Ci auguriamo di essere stati utili.</strong></p>
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		<title>DAPHNE CARUANA GALIZIA.  MALTA, UCCISA DA AUTOBOMBA.  INDAGAVA SU RICICLAGGIO E PARADISI FISCALI</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Oct 2017 07:43:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; L’ultima denuncia sul suo blog poco prima di saltare in aria. «Ci sono criminali ovunque», ha scritto Daphne Caruana Galizia, giornalista maltese. Nemmeno mezz&#8217;ora dopo, Galizia è stata uccisa da una bomba piazzata sulla sua auto. L&#8217;ultima inchiesta giornalistica di Daphne Caruana Galizia – racconta Valentina Errante, su Il Messaggero del 17 ottobre [&#8230;]]]></description>
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<p>L’ultima denuncia sul suo blog poco prima di saltare in aria. «Ci sono criminali ovunque», ha scritto Daphne Caruana Galizia, giornalista maltese. Nemmeno mezz&#8217;ora dopo, Galizia è stata uccisa da una bomba piazzata sulla sua auto.</p>
<p>L&#8217;ultima inchiesta giornalistica di Daphne Caruana Galizia – racconta Valentina Errante, su Il Messaggero del 17 ottobre 2017, alle pagine 1 e 11 &#8211; riguardava il nuovo capo dell&#8217;opposizione maltese Adrian Della e un giro di prostituzione e riciclaggio.</p>
<p>Accuse pesanti subito respinte al mittente con un querele e denunce da parte del leader nazionalista.</p>
<p>E ancora un mega business di narcotraffico che vedeva come ultimo terminale l&#8217;Isola del Mediterraneo. Ma lei, la fuori classe del giornalismo investigativo, era diventata famosa soprattutto per le scoperte sul premier maltese, Joseph Muscat, dai legami e gli affari della moglie con l&#8217;Azerbaijan, ai business dei ministri e politici locali, proprietari di società offshore.</p>
<p>Per questo lo scorso febbraio, una delegazione della Commissione UE &#8220;Panama Papers&#8221;, che proprio domani dovrebbe votare il documento conclusivo dei lavori, era volata a Malta per ascoltarla.</p>
<p>Dopo le elezioni, Galizia aveva spostato la propria attenzione su Adrian Della, il leader del partito nazionalista maltese, accusandolo di aver fatto l&#8217;avvocato per una compagnia maltese con base a Londra che era finita nelle maglie di un&#8217;inchiesta per corruzione. Secondo le sue ricerche, i soldi derivanti da un giro di prostituzione di alto bordo negli appartamenti di Londra sarebbero stati trasferiti attraverso un conto off-shore riconducibile a Della. Il politico ha respinto le accuse, sostenendo che non ha e non ha mai avuto conti personali o soldi all&#8217;estero. Ha semplicemente ammesso di aver rappresentato un cliente maltese che era in realtà il padrone di almeno una proprietà utilizzata per le pratiche illecite, ma che il suo cliente fosse estraneo e ignaro di quanto accadesse nelle sue proprietà londinesi.</p>
<p>La giornalista lavorava anche sui soldi delle cosche riciclati nell&#8217;Isola e un giro enorme di narcotraffico: una triangolazione tra Calabria, Sudamerica e Malta. Anche questi affari, secondo la reporter, sarebbero stati gestiti attraverso società off-shore. Il nome dell&#8217;azienda maltese, invece, sarebbe &#8220;Haru Pharma Limited&#8221;. Indagini che portano all&#8217;elenco di italiani con società a Malta. E da qui dritti in Calabria, con gli affari delle cosche. Sul traffico di droga, il nome che ricorreva era quello di Antoine Azzopardi. La pista era questa. Tutta da verificare. Erano le ultime indagini, probabilmente quelle che poco meno di mezz&#8217;ora prima dell&#8217;esplosione le avevano fatto scrivere sul suo blog &#8220;Running commentary&#8221; «<em>Ci sono criminali ovunque</em>». Il sospetto è che sulla strada delle sue inchieste possa avere incrociato anche la strada della criminalità più feroce.</p>
<p>II premier maltese non è stato l&#8217;unico bersaglio della reporter. Nell&#8217;inchiesta internazionale Panama Papers, Galizia aveva svelato il ruolo di due politici locali, Konrad Mizzi, all&#8217;epoca ministro dell&#8217;Energia, e Keith Schembri, capo di gabinetto del premier Muscat, in una serie di società finanziarie che portavano ai paradisi fiscali. Rivelazioni che avevano fatto sorgere più di un dubbio sull&#8217;opportunità di affidare a Malta la presidenza di turno del Consiglio europeo, visto che in quella sede La Valletta avrebbe dovuto convincere gli altri Paesi dell&#8217;Ue ad approvare riforme importanti come quella fiscale e sull&#8217;anti-riciclaggio.</p>
<p><strong>Il Sito tratta, in modo sporadico, fatti di attualità, soprattutto dove sono ancora in corso attività di indagine o non dove si è ancora giunti, almeno, ad una prima sentenza, cercando di dare conto delle diverse posizioni.</strong></p>
<p><strong>Alcune volte, come in questo caso, la trattazione di un tema che viene avvertito di estrema rilevanza (quello della necessità di regolare il whistleblowing) può attraversare l’attualità .</strong></p>
<p><strong>Ci auguriamo di essere stati utili.</strong></p>
<p><strong>Articoli correlati </strong></p>
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		<title>Fondi Europei: funziona la strategia antifrode (Parte II)</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2016 11:18:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rizzo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell’articolo “Fondi europei: funziona la strategia antifrode, parte I&#8221; abbiamo preliminarmente visto la lista delle dieci grandi opere che in Italia hanno ricevuto più fondi europei (per il ciclo 2007-2013). Ma andiamo ora ad analizzare nello specifico i dati della tabella a fine pagina. In Italia per gli anni in questione sono stati stanziati 27.952.613.430,00 [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/06/flags_small.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3817" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/06/flags_small-300x200.jpg" alt="flags_small" width="300" height="200" /></a>Nell’articolo “<a href="http://anticorruzione.eu/2016/01/fondi-europei-funziona-la-strategia-antifrode-parte-i/" target="_blank">Fondi europei: funziona la strategia antifrode, parte I</a>&#8221; abbiamo preliminarmente visto la lista delle dieci grandi opere che in Italia hanno ricevuto più fondi europei (per il ciclo 2007-2013). Ma andiamo ora ad analizzare nello specifico i dati della tabella a fine pagina.</p>
<p style="text-align: justify;">In Italia per gli anni in questione sono stati stanziati 27.952.613.430,00 miliardi di euro, ma di questa cifra è stato utilizzato solo il 58,28% (pari a 16.290.125.356,32 miliardi di euro)(<a href="http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2014/10/16/news/il_grande_spreco_dei_fondi_strutturali2-97555412/&gt;." target="_blank">fonte</a>). Ciò significa che non si è usufruito di quasi 12 miliardi di euro. La Sezione di controllo per gli affari comunitari e internazionali della Corte dei Conti ha promosso, relativamente all’anno 2014, un’<a href="http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/controllo/sez_contr_affari_com_internazionali/2014/14_01_2015_audizione.pdf" target="_blank">indagine conoscitiva</a> sulla “Attuazione ed efficacia delle politiche della UE in Italia” . Dal rapporto si evince che “le Amministrazioni italiane, a livello centrale e regionale, sono state costantemente impegnate in una corsa contro il tempo per cercare di far fronte ai forti ritardi iniziali nell’avvio dei progetti ed alle difficoltà attuative sorte in itinere” . Per questo motivo si è proceduto con delle riprogrammazioni, “intese ad accelerare l’attuazione della settennale Programmazione, a riorientare gli interventi, a concentrare le risorse ed a riavviare nuove azioni, in parte sostitutive delle precedenti” . Ed effettivamente questi ritardi e difficoltà attuative sono riscontrabili nei numeri. Analizzando le cifre dei Fondi strutturali concessi alle regioni italiane, possiamo vedere che dieci grandi opere su tutte hanno avuto contributi pari a 1.437.516.712,00 miliardo di euro in fondi europei (per il ciclo 2007-2013). Il progetto italiano con il finanziamento complessivo europeo più alto è quello del “Completamento della Linea 1” della metropolitana di Napoli. La Linea 1 ha visto negli ultimi anni l’apertura di 4 stazioni. L’opera ha finora ottenuto finanziamenti pari a 1 miliardo e 376 milioni di euro , di cui oltre 430 milioni di fondi europei. Ma appena il 40% dei fondi totali sono stati ad oggi utilizzati per ‘completare’ una delle più grandi incompiute d’Italia. Il sito opencoesione.gov.it certifica infatti che solo 555 milioni di euro sono stati corrisposti in pagamenti per l’opera in questione. Anche il “Completamento della Linea 6” della metropolitana di Napoli figura nella “top 10” delle opere con il maggior finanziamento europeo. Il progetto ha infatti ottenuto 129.787.500,00 milioni di euro di fondi europei, su un totale di 643.220.000,00 milioni di euro . Il 56% di questi fondi risulta ad oggi corrisposto in pagamenti, e il Presidente del Consiglio dei Ministri lo scorso 10 aprile ha annunciato l’arrivo di ulteriori 3,6 miliardi di euro con il decreto “sblocca incompiute”. Altri quattro grandi progetti della regione Campania hanno un posto di rilievo nella “top 10 “ di cui sopra. Secondo il portale opencoesione.gov.it il primo ottobre 2012 dovevano iniziare i lavori per riqualificare e trasformare il porto di Napoli. Per il progetto, denominato “Logistica e porti sistema integrato portuale di Napoli”, l’Unione Europea ha destinato 115 milioni e 650 mila euro su 154 milioni di finanziamento totale , ma i pagamenti effettuati sono ancora fermi a quota zero euro.<br />
Stesso discorso relativamente al progetto del “Completamento della riqualificazione e recupero del fiume Sarno”, la cui data di inizio lavori non è ancora prevista, nonostante l’Unione Europea abbia da tempo stanziato 150.582.823 milioni di euro in fondi strutturali . Tornando alla Città metropolitana di Napoli, un altro progetto interessa la zona: “Risanamento ambientale e valorizzazione Regi Lagni”. I Regi Lagni sono un reticolo di canali rettilinei frutto di un’opera di canalizzazione e bonifica dell’area metropolitana di Napoli; i fondi europei destinati all’opera (172.500.000,00 milioni di euro)  servivano a bonificare una zona che, ricerche ambientali, hanno chiarito essere inquinata . Neanche 1 euro dei 230 milioni di euro complessivi è stato però utilizzato.<br />
Sempre a Napoli erano destinati finanziamenti europei per 155.175.000,00 milioni di euro, stanziati per il progetto di “Riqualificazione urbana area portuale Napoli Est” . Su un totale di oltre 206 milioni di euro in finanziamenti pubblici, solo poco più di 97 mila euro sono stati spesi. Dal sito del comune di Napoli si legge che gli interventi sono stati suddivisi in 11 appalti, e che per 5 di questi ancora non esiste un bando ; la fine dei lavori, secondo opencoesione.gov.it, è tuttavia prevista per il 31 dicembre 2015.<br />
Passando invece alla Sicilia, anche qui quattro grandi opere presenziano nella “top 10” delle opere italiane con il più alto finanziamento europeo ottenuto per il ciclo 2007-2013. Le percentuali d’utilizzo dei fondi europei sono qui più alte rispetto a quelle registrate per la Campania, ma comunque non raggiungono mai la totalità dei fondi.<br />
Per raddoppiare la linea ferroviaria della tratta Fiumetorto – Cefalù Ogliastrillo (20 km di rotaie, di cui 4 in galleria ) l’Unione Europea ha stanziato 164.767.500,00 milioni di euro, su un totale di 333 milioni di euro . I lavori, iniziati nel 2008, hanno la fine prevista nel giugno 2016. In sette anni è stato utilizzato il 52% dei finanziamenti totali, e l’opera non è ancora terminata.</p>
<table style="width: 642px;" border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td style="width: 141px;"><strong>PROGETTO</strong></td>
<td style="width: 161px;"><strong>INVESTIMENTO</strong><strong>TOTALE</strong></td>
<td style="width: 170px;"><strong>FONDI EUROPEI</strong></td>
<td style="width: 170px;"><strong>PAGAMENTI EFFETTUATI</strong></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 141px;"></td>
<td style="width: 161px;">Euro</td>
<td style="width: 170px;">Euro</td>
<td style="width: 170px;">Euro</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 141px;"><strong>Completamento della Linea 1 della metropolitana di Napoli</strong></td>
<td style="width: 161px;">1.376.000.000,00</td>
<td style="width: 170px;">430.026.064</td>
<td style="width: 170px;">555.660.155,16 (40%)</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 141px;"><strong>Completamento della Linea 6 della metropolitana di Napoli</strong></td>
<td style="width: 161px;">643.220.000,00</td>
<td style="width: 170px;">129.787.500</td>
<td style="width: 170px;">361.881.561,12 (56%)</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 141px;"><strong>Logistica e porti sistema integrato portuale di Napoli</strong></td>
<td style="width: 161px;">154.200.000,00</td>
<td style="width: 170px;">115.650.000</td>
<td style="width: 170px;">0,00 (0%)</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 141px;"><strong>Completamento della riqualificazione e recupero del fiume Sarno</strong></td>
<td style="width: 161px;">217.472.302,30</td>
<td style="width: 170px;">150.582.823</td>
<td style="width: 170px;">0,00 (0%)</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 141px;"><strong>Risanamento ambientale e valorizzazione Regi lagni</strong></td>
<td style="width: 161px;">230.000.000,00</td>
<td style="width: 170px;">172.500.000</td>
<td style="width: 170px;">0,00 (0%)</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 141px;"><strong>Riqualificazione urbana area portuale Napoli Est</strong></td>
<td style="width: 161px;">206.900.000,00</td>
<td style="width: 170px;">155.175.000</td>
<td style="width: 170px;">97.720,98 (0,05%)</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 141px;"><strong>Raddoppio Palermo-Messina – Tratta Fiumetorto-Ogliastrillo</strong></td>
<td style="width: 161px;">333.000.000,00</td>
<td style="width: 170px;">164.767.500</td>
<td style="width: 170px;">174.279.149,67 (52%)</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 141px;"><strong>Progetto di adeguamento a 4 corsie della SS640 di Porto Empedocle</strong></td>
<td style="width: 161px;">594.583.224,23</td>
<td style="width: 170px;">151.627.393</td>
<td style="width: 170px;">406.106.892,09 (81%)</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 141px;"><strong>Raddoppio Palermo C.le/Brancaccio-Palermo Not.lo-Punta Raisi</strong></td>
<td style="width: 161px;">1.077.252.563,00</td>
<td style="width: 170px;">139.993.226</td>
<td style="width: 170px;">258.126.844,6 (24%)</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 141px;"><strong>Velocizzazione della linea ferroviaria Palermo-Agrigento</strong></td>
<td style="width: 161px;">167.500.000,00</td>
<td style="width: 170px;">112.369.706</td>
<td style="width: 170px;">44.895.488,57 (27%)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Fondi Europei: funziona la strategia antifrode (Parte I)</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2016 11:21:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rizzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Finanziamenti nazionali e comunitari]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[frodi]]></category>
		<category><![CDATA[Transparency International]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel periodo 2014-2020 l’Unione Europea investirà 325 miliardi di euro nelle regioni europee tramite i Fondi strutturali e di investimento europei. Questi soldi serviranno a promuovere la crescita economica e la creazione di posti di lavoro, nonché a garantire lo sviluppo – anche sociale – delle zone più deboli. A minacciare i risultati di queste [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/02/consiglioeuropa322.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1535" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/02/consiglioeuropa322-300x204.jpg" alt="consiglioeuropa322" width="300" height="204" /></a>Nel periodo 2014-2020 l’Unione Europea investirà 325 miliardi di euro nelle regioni europee tramite i Fondi strutturali e di investimento europei. Questi soldi serviranno a promuovere la crescita economica e la creazione di posti di lavoro, nonché a garantire lo sviluppo – anche sociale – delle zone più deboli. A minacciare i risultati di queste politiche ci sono però la frode e la corruzione, due mali da estirpare necessariamente per garantire l’efficacia dei progetti europei.<br />
In questa prospettiva si è svolto più di un anno fa il “Seminario sulle misuri anti-frode e anti-corruzione nei fondi strutturali e di investimento europei”, tenutosi a Napoli il 25 giugno 2014 e organizzato dalla Commissione europea in collaborazione con Transparency International Italia e il Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica.<br />
Il seminario, che ha cercato di rispondere alla domanda “Cosa si può fare, effettivamente, per prevenire le frodi e la corruzione nell’utilizzo dei Fondi?”, ha fatto da apripista a un tema che è poi stato d’attualità per tutto il 2015, soprattutto in seguito alla pubblicazione dei rapporti del COLAF (Comitato per la lotta contro le frodi nei confronti dell’Unione Europea) e dell’OLAF (Ufficio europeo per la lotta antifrode).<br />
I dati elaborati da Transparency International sul livello di corruzione percepita nel Mondo nel 2014, collocano l’Italia al sessantanovesimo posto su 174 <a href="http://www.transparency.org/cpi2014/results" target="_blank">paesi</a>. Questo a testimoniare quanto quello della corruzione sia un problema sentito e diffuso nel nostro paese.<br />
Il rapporto dell’<a href="http://ec.europa.eu/anti_fraud/media-corner/press-releases/press-releases/2015/20150602_01_it.htm" target="_blank">OLAF</a> ha mostrato che in Europa la strategia antifrode sembra funzionare, dal momento che nel solo 2014 è stato raccomandato il recupero di 901 milioni di euro, l&#8217;importo più elevato di recuperi finanziari per il bilancio dell&#8217;UE degli ultimi cinque anni. Un grosso contributo è arrivato in tal senso dall’Italia, secondo paese in Europa per numero di frodi ai danni dei fondi europei, ma primo per reattività verso gli illeciti. Nonostante il settore dei <a href="http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/istruzione/pon/2014_2020/fondi_cosa_sono" target="_blank">Fondi strutturali</a> sia particolarmente esposto al rischio di frode, la relazione del <a href="http://www.politicheeuropee.it/attivita/19457/relazione-colaf-2014" target="_blank">COLAF</a> ha riportato che in Italia nel 2014 si è registrato un calo dei casi di irregolarità: siamo passati da oltre 62 milioni di euro a 58.802.878 milioni di euro . Un risultato da attribuire alla stretta collaborazione tra Guardia di Finanza e OLAF, come sostiene il direttore Giovanni Kessler: “La nostra struttura ha con la GdF una cooperazione eccellente, ormai tradizionale, che ha portato ottimi risultati. Un rapporto molto forte e proficuo che spiega anche i tanti casi di indagini. Con loro s&#8217;è stabilito un circolo virtuoso di scambi di informazioni che purtroppo non troviamo in altri <a href="http://www.politicheeuropee.it/comunicazione/19353/rapporto-olaf-bene-italia" target="_blank">Paesi</a>” .</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Le riforme strutturali prevedono interventi anti-corruzione</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2015/04/le-riforme-strutturali-prevedono-interventi-anti-corruzione/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Apr 2015 10:44:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Piero Massotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Finanziamenti nazionali e comunitari]]></category>
		<category><![CDATA[DEF]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[report anti-corruzione]]></category>

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		<description><![CDATA[L’agenda del Governo Italiano ha preso in considerazione interventi anti-corruzione nel Documento di Economia e Finanza 2015 e nella premessa del testo, dove si descrivono le riforme strutturali il secondo punto è così descritto: “La diminuzione dei costi indiretti per le imprese connessi agli adempimenti burocratici e all’attività della Pubblica Amministrazione, mediante la semplificazione e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/04/Le_riforme_strutturali.pdf" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-2033 " src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/04/pdfdown.jpg" alt="pdfdown" width="55" height="51" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">L’agenda del Governo Italiano ha preso in considerazione interventi anti-corruzione nel Documento di Economia e Finanza 2015 e nella premessa del testo, dove si descrivono le riforme strutturali il secondo punto è così descritto:</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>La diminuzione dei costi indiretti per le imprese connessi agli adempimenti burocratici e all’attività della Pubblica Amministrazione, mediante la semplificazione e la maggiore trasparenza delle burocrazie (riforma della Pubblica Amministrazione, <strong>interventi anticorruzione</strong>, riforma fiscale)</em>;” (MEF, 2015a), pg 8.</p>
<p style="text-align: justify;">Aver posto da subito questo obiettivo, a mio parere è già molto importante perché mette in chiaro le intenzioni future del Governo. Successivamente nel descrivere il quadro macroeconomico e le strategie di ripresa, il Documento spiega come sia strutturata l’agenda degli investimenti, riportando ancora attenzione al fenomeno corruttivo come componente patologica dell’investimento:</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Gli investimenti delle imprese in Italia sono frenati anche da fenomeni di corruzione e dai problemi che ostacolano l’adeguato funzionamento della giustizia, in particolare civile. Per contrastare i<strong> fenomeni di corruzione</strong> nel settore pubblico e aumentare la trasparenza sono stati adottati diversi interventi normativi, che hanno consentito tra l’altro la nascita e il rafforzamento dell’Autorità Nazionale Anticorruzione; in materia di corruzione e tempi di prescrizione di alcuni reati, ulteriori misure sono al vaglio del Parlamento. Al fine di accrescere la produttività della giustizia si è scelto di specializzare maggiormente l’attività degli uffici giudiziari: è stato istituito il tribunale delle imprese e si è intervenuti sulla distribuzione geografica degli uffici giudiziari, conseguendo economie di scala</em>.”(MEF,2015a), pg 9.</p>
<p style="text-align: justify;">Dare rilevanza a questi temi è molto importante giacché equivale al perseguimento di obiettivi di equità ed efficienza. Un esempio di applicazione di tali obiettivi sarebbe cercare maggiore efficacia in materia di misure di contrasto all’evasione fiscale. L’evasione comporta effetti economici molto rilevanti sotto diversi e importanti profili: determina effetti distorsivi sull’allocazione delle risorse ed interferisce con il normale funzionamento della concorrenza nel mercato; genera un’alterazione dell’equità e della progressività del sistema tributario; infine, è sinergica alla corruzione e alla criminalità economico-organizzata.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Governo ha posto, sul Documento programmatico per eccellenza, obiettivi senza dubbio necessari se si vuole ripristinare le condizioni per vivere ed investire in questo paese.</p>
<p style="text-align: center;">Figura 1: l’azione del Governo in materia di misure di contrasto all’evasione fiscale</p>
<p style="text-align: center;"> <a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/04/Immagine1.jpg"><img class="size-medium wp-image-2155" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/04/Immagine1-300x195.jpg" alt="Immagine1" width="300" height="195" /></a></p>
<p style="text-align: center;">Fonte: Agenzia delle Entrate, MEF (2015b),pg 125</p>
<p style="text-align: justify;">I risultati già sono visibili: nella figura 1 è riportato che  la strategia di contrasto all’evasione ha riportato nelle casse del Governo o ha sottratto alle mani del malaffare 14 mila milioni di euro nel 2014. Un andamento che cresce inarrestabile dal 2008. Stiamo facendo meglio degli anni precedenti e si spera di fare ancora progressi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Riferimenti bibliografici</strong></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>MEF (2015a). Documento di economia e finanza 2015. Sezione I, Programmi di stabilità dell’Italia, aprile.</li>
<li>MEF (2015b). Documento di economia e finanza 2015. Sezione II, Analisi e tendenze della Finanza Pubblica, aprile.</li>
</ul>
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