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	<title>NOi contro la CORRUZIONE &#187; Che si dice in giro</title>
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		<title>BUROCRAZIA E SPRECHI.  MEZZO MILIONE DI EURO PER DUEMILA BUSTE.</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Nov 2017 21:38:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi e Ricerche]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; Baciata due volte dalla fortuna, la signora Sara Zagaria. Nel Paese dove i fornitori della pubblica amministrazione aspettano mesi (e qualcuno anni) per vedere i soldi, la pagano sull&#8217;unghia. Il mandato di pagamento del Ministero dell&#8217;Istruzione precede addirittura di cinque giorni la fattura – come racconta Sergio Rizzo, su La Repubblica del 22 novembre [&#8230;]]]></description>
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<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/10/procedimento-amministrativo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6254" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/10/procedimento-amministrativo.jpg" alt="procedimento amministrativo" width="360" height="314" /></a></p>
<p>Baciata due volte dalla fortuna, la signora Sara Zagaria. Nel Paese dove i fornitori della pubblica amministrazione aspettano mesi (e qualcuno anni) per vedere i soldi, la pagano sull&#8217;unghia. Il mandato di pagamento del Ministero dell&#8217;Istruzione precede addirittura di cinque giorni la fattura – come racconta Sergio Rizzo, su La Repubblica del 22 novembre 2017, a pagina 26 &#8211; per la fornitura da parte della sua tipografia Grafiche Serenissima sas di buste e carta con l&#8217;intestazione &#8220;Ufficio scolastico regionale per il Veneto&#8221;.</p>
<p>Chi poi lo compila decide di fare un viaggio a ritroso nel tempo, quando la moneta unica non esisteva e i 253 euro e 68 centesimi della fattura corrispondevano a 491.192 lire.</p>
<p>Magari facessero tutti il calcolo all&#8217;indietro, deve pensare: chissà quanti sprechi si eviterebbero. Soltanto che gli scappa la penna e accanto a quel numero strabiliante, 491.192, anziché &#8220;lire&#8221;, scrive &#8220;euro&#8221;.</p>
<p>Mezzo milione per duemila buste di carta da lettera forse è un conto che dovrebbe saltare agli occhi, invece nessuno se ne accorge.</p>
<p>Dopo qualche giorno il tipografo va all&#8217;Unicredit e ritira 491.192 euro: guardandosi bene dal segnalare l&#8217;errore.</p>
<p>La vita scorre felice per quasi due anni, prima che il ministero realizzi e chieda i soldi indietro. La signora risponde che sa bene di aver incassato qualcosina in più del dovuto. Restituirebbe anche volentieri la differenza, se non ci fosse la crisi e non si trovasse momentaneamente in difficoltà. Allora provano a chiederli alla banca, che risponde ovviamente picche. Non resta a quel punto che Equitalia. Ma la ditta risulta insolvente e ogni tentativo di recuperare i quattrini va a vuoto. Così si mette in moto prima la Procura della repubblica e dopo la Corte dei conti, che imbastisce un procedimento per danno erariale a carico dei funzionari pubblici responsabili del pasticcio.</p>
<p>L&#8217;istruttoria va avanti per mesi: vengono ricostruiti i fatti, formulate le accuse, esaminate le controdeduzioni. Finisce con un dirigente condannato a pagare 98 mila euro: uno solo, perché due suoi colleghi vengono graziati e un terzo prosciolto per prescrizione.</p>
<p>Ma c&#8217;era da aspettarselo, visto che sono passati sette anni.</p>
<p>Quanto all&#8217;unico chiamato a rispondere, c&#8217;è ancora l&#8217;appello e non se ne può prevedere l&#8217;esito. Altrettanto impossibile è fare il conto esatto di quanto sia costata ai contribuenti la stangatina all&#8217;Ufficio scolastico del Veneto, fra annessi e connessi.</p>
<p>Ma poche storie come questa danno l&#8217;idea di come funzioni (male) un Paese nel quale la burocrazia aiuta i furbetti. E una cosa si può affermare con certezza: sono state le buste da lettera più care del mondo.</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>DIGITALIZZAZIONE DELLA GIUSTIZIA: IL RAPPORTO SULLO STATO DELLA GIUSTIZIA IN ITALIA PRESENTATO AL FORUM THE EUROPEAN HOUSE AMBROSETTI DI CERNOBBIO.</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Sep 2017 19:17:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Che si dice in giro]]></category>

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		<description><![CDATA[Fabrizio Massaro, a pagina 41 del Corriere della sera del 1 settembre 2017, evidenzia come dal Rapporto, in generale, la giustizia sembra diventata un po&#8217; più efficiente. Perché, oltre alle leggi, è l&#8217;efficienza della magistratura che ha un impatto diretto sui cittadini. Efficienza e risparmi passano per la valorizzazione della risorsa tecnologica: oltre al processo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6076" style="width: 638px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/09/processo-civile-telematico.jpg"><img class=" wp-image-6076" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/09/processo-civile-telematico.jpg" alt="judge hammer on keyboard" width="628" height="428" /></a><p class="wp-caption-text">judge hammer on keyboard</p></div>
<p>Fabrizio Massaro, a pagina 41 del Corriere della sera del 1 settembre 2017, evidenzia come dal Rapporto, in generale, la giustizia sembra diventata un po&#8217; più efficiente. Perché, oltre alle leggi, è l&#8217;efficienza della magistratura che ha un impatto diretto sui cittadini.</p>
<p>Efficienza e risparmi passano per la valorizzazione della risorsa tecnologica: oltre al processo telematico in materia civile, introdotto nel 2014, è partito quello presso la Cassazione e, a inizio 2017, quello amministrativo.</p>
<p>Il semplice risparmio nel costo medio di 7 euro per comunicazione tramite ufficiale giudiziario, sostituito dalla comunicazione telematica, ha fatto risparmiare al ministero 66 milioni di euro (dai 60 milioni dell&#8217;anno prima).</p>
<p>Solo nel 2016 il ministero ha investito 88 milioni di euro, usati (anche) per comprare 35 mila nuovi computer rinnovando il 40% delle dotazioni.</p>
<p>È un altro imbuto che si allarga.</p>
<p>Passa anche da qui, oltre che dalla formazione non solo dei giudici ma del resto del personale, l&#8217;efficienza dei tribunali.</p>
<p>E il ministero è tornato ad assumere: a fine 2016 sono stati messi a concorso 800 posti da assistente giudiziario.</p>
<p>Inoltre i meccanismi di «degiurisdizzazione» (cioè ottenere giustizia fuori dai tribunali) come l&#8217;arbitrato e la «negoziazione assistita» adesso vengono spinti con incentivi fiscali ma è troppo presto per misurarne i risultati concreti.</p>
<p>Lo sforzo comunque viene premiato: la mediazione civile, secondo AMBROSETTI, «<em>ha centrato gli obiettivi preposti e negli ultimi tre anni ha visto circa 186 mila iscrizioni annue, alleggerendo il carico sui tribunali»</em>. Nel 2011 erano stati 60 mila. Naturalmente non è risolutiva dei problemi dei tribunali, avendo ambiti limitati (tra questi, condominio, proprietà e altri diritti reali, successioni, assicurazioni, contratti bancali, affitto d&#8217;azienda). E poi comincia anch&#8217;essa a mostrare segni di fatica: l&#8217;aumento delle pendenze fa allungare i tempi delle decisioni, dagli 83 giorni del 2013 ai 115 del 2015.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.corriere.it/economia/17_agosto_31/lento-recupero-giustizia-civile-italia-8eabdff0-8e8c-11e7-ae8d-f3af6c904a41.shtml" target="_blank">http://www.corriere.it/economia/17_agosto_31/lento-recupero-giustizia-civile-italia-8eabdff0-8e8c-11e7-ae8d-f3af6c904a41.shtml</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>SE ALL’ INFLAZIONE NORMATIVA SI SOMMA IL PESSIMO LINGUAGGIO DELLE NORME, COSÌ AFFONDA LA LEGALITÀ</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2017/09/se-all-inflazione-normativa-si-somma-il-pessimo-linguaggio-delle-norme-cosi-affonda-la-legalita/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Sep 2017 16:30:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Che si dice in giro]]></category>
		<category><![CDATA[anticorruption]]></category>
		<category><![CDATA[Anticorruzione]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
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		<description><![CDATA[Scrive Michele Ainis sull’ESPRESSO  del 30 agosto 2017 che, così, ciascun interprete (il giudice, il burocrate, il commercialista, l’avvocato) diventa un legislatore in miniatura, nel senso che crea la regola, invece d’applicarla. Provateci un po’ voi, del resto, a interpretare leggi che suonano come altrettanti abracadabra, che si contraddicono l’una con l’altra senza mai abrogarsi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/09/1388729884-ipad-466-0.jpg"><img class=" size-full wp-image-6055 aligncenter" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/09/1388729884-ipad-466-0.jpg" alt="1388729884-ipad-466-0" width="665" height="221" /></a></p>
<p><strong>Scrive </strong><em><strong>Michele Ainis</strong></em><em><strong> sull’ESPRESSO  del </strong></em><strong>30 agosto 2017</strong> che, così, ciascun interprete (il giudice, il burocrate, il commercialista, l’avvocato) diventa un legislatore in miniatura, nel senso che crea la regola, invece d’applicarla. Provateci un po’ voi, del resto, a interpretare leggi che suonano come altrettanti abracadabra, che si contraddicono l’una con l’altra senza mai abrogarsi espressamente, che dicono, disdicono, e alla fine maledicono.<br />
<strong>E, aggiungiamo noi, immaginatevi quali prateria si aprono per la corruzione, per le cortesie a futura memoria, per gli “aiutini” ricordando i fagioli di Raffaella Carrà.<br />
</strong>Da qui, continua il prof. Ainis, un campionario che avrebbe fatto gola a Ionesco, maestro del teatro dell’assurdo.:</p>
<ol>
<li>La costituzione di pegno sui prosciutti (legge n. 401 del 1985).</li>
<li>Gli «effetti letterecci», menzionati dal testo unico in materia sanitaria per indicare cuscini e lenzuola delle camere d’albergo.</li>
<li>La norma con i logaritmi (art. 39 del decreto legislativo n. 277 del 1991).</li>
<li>Le «nuove imprese innovative» di cui straparla la legge n. 388 del 2000 (art. 106).</li>
<li>Le «modalità per la sosta dei cadaveri in transito», disciplinate dal regolamento di polizia mortuaria (decreto presidenziale n. 285 del 1990).</li>
<li>Il divieto d’usare ruote quadrate, prescritto dal vecchio codice della strada (art. 66).</li>
</ol>
<p>Questo virus non corrompe unicamente l’universo del diritto: no, corrompe anche la nostra vita democratica. Come diceva Hegel, non c’è democrazia se le leggi sono appese tanto in alto da non poter essere lette. Ma a quanto pare la questione non interessa più nessuno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <a href="http://espresso.repubblica.it/attualita/2017/08/30/news/troppe-leggi-cosi-affonda-la-legalita-1.308756" target="_blank">http://espresso.repubblica.it/attualita/2017/08/30/news/troppe-leggi-cosi-affonda-la-legalita-1.308756</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>“IL MONDO DI MEZZO ESISTE, MAFIA CAPITALE NO”.  ORGANIZZAZIONE DIVERSA DALLE ASSOCIAZIONI MAFIOSE TRADIZIONALI. NO ALLA GERARCHIA E ALLA SUBORDINAZIONE.</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2017/08/il-mondo-di-mezzo-esiste-mafia-capitale-no-organizzazione-diversa-dalle-associazioni-mafiose-tradizionali-no-alla-gerarchia-e-alla-subordinazione/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Aug 2017 09:57:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Che si dice in giro]]></category>
		<category><![CDATA[attività criminali]]></category>
		<category><![CDATA[criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[criminalità organizzata]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia Capitale]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>

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		<description><![CDATA[Il modello organizzativo delle mafie tradizionali è incompatibile con quello della criminalità organizzata romana. Roberto Galullo su Il Sole 24 Ore commenta la vicenda, spiegando come sia ormai chiaro che “mafia capitale” fosse un’organizzazione criminale con logiche organizzative completamente diverse da quelle tradizionali. A tal proposito, la realtà romana è sempre stata caratterizzata dall’assenza di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/11/IMG_5336.jpg"><img class=" size-full wp-image-5999 aligncenter" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/11/IMG_5336.jpg" alt="IMG_5336" width="640" height="360" /></a></p>
<p>Il modello organizzativo delle mafie tradizionali è incompatibile con quello della criminalità organizzata romana. <strong>Roberto Galullo</strong> su Il Sole 24 Ore commenta la vicenda, spiegando come sia ormai chiaro che “mafia capitale” fosse un’organizzazione criminale con logiche organizzative completamente diverse da quelle tradizionali. A tal proposito, la realtà romana è sempre stata caratterizzata dall’<strong>assenza di gerarchia </strong>ma contraddistinta da figure di spicco come Ernesto Diotallevi, Michele Senese e Massimo Carminati. Lo scopo finale di “mafia capitale” erano quelli descritti dall’articolo 416 bis ma anche l’infiltrazione nel tessuto sociale e istituzionale capitolino. “Mafia capitale” si contraddistingueva per la <strong>struttura reticolare </strong>e<strong> capillare</strong> che la faceva percepire nelle aree soggiogate alla sua azione, preservando il potere intimidatorio delle tradizionali organizzazioni criminali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: Roberto Galullo, <em>LA «CIFRA ROMANA» DELLA CRIMINALITÀ. RAPPORTI FLUIDI E STRUTTURA RETICOLARE</em>, su “Il Sole 24Ore”, 21 luglio 2017, pagine 1 e 8.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>IL FMI BOCCIA L’ITALIA SU PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E PRODUTTIVITA’</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Aug 2017 09:27:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Fondo Monetario riconosce che l’Italia ha fatto qualche passo avanti in termini di risanamento del debito. Due, però, rimangono i punti critici: costo del lavoro per unità di prodotto (CLUP) e l’efficienza della Pubblica Amministrazione. Per quanto riguarda il primo i dati risultano molto deludenti. Infatti l’Italia ha un CLUP del 20-30 % inferiore [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/11/IMF.jpg"><img class=" size-full wp-image-5982 aligncenter" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/11/IMF.jpg" alt="IMF" width="460" height="307" /></a></p>
<p>Il Fondo Monetario riconosce che l’Italia ha fatto qualche passo avanti in termini di risanamento del debito. Due, però, rimangono i punti critici: costo del lavoro per unità di prodotto (<strong>CLUP</strong>) e l’efficienza della <strong>Pubblica Amministrazione</strong>. Per quanto riguarda il primo i dati risultano molto deludenti. Infatti l’Italia ha un CLUP del 20-30 % inferiore rispetto a quello tedesco. D’altra parte il costo del lavoro per unità di prodotto non tiene in considerazione la <strong>qualità</strong> dei manufatti ottenuti; fattore che potrebbe spezzare una lancia a favore del sistema Italia. Per quanto riguarda, invece, l’efficienza della Pubblica Amministrazione il FMI afferma che c’è «un clima di corruzione percepita» in tutti i campi della PA; soprattutto nel settore del procurement dove privato e pubblico entrano in contatto.</p>
<p>Fonte: <em>Per il Fondo Monetario Internazionale la Pubblica Amministrazione frena la crescita dell’Italia, solo 1,3 %</em>. Corriere della sera, 20 luglio 2017, pagina 29, Giuseppe Sarcina ( http://www.corriere.it/digital-edition/CORRIEREFC_NAZIONALE_WEB/2017/07/20/29/il-fmi-italia-crescita-verso-l13-il-freno-la-pubblica-amministrazione_U43340973276709w0F.shtml ).</p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
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		<title>GLOBAL ECONOMIC CRIME SURVEY DI PWC: CYBERCRIME, UN GRAVE PERICOLO PER IL FUTURO</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Jul 2017 19:50:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Che si dice in giro]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160; In Italia, il cybercrime è il terzo tipo di frode più diffuso (20% degli intervistati). Nonostante questo non sia una minaccia così diffusa nel presente, il 30% degli intervistati dichiara che comunque sia un pericolo per il futuro. Sembra dunque idoneo investire in strategie volte alla prevenzione di questo crimine dato che la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/11/cybercrime.png"><img class="  wp-image-5960 aligncenter" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/11/cybercrime.png" alt="cybercrime" width="548" height="572" /></a></p>
<p>In Italia, il <strong>cybercrime</strong> è il terzo tipo di frode più diffuso (20% degli intervistati). Nonostante questo non sia una minaccia così diffusa nel presente, il 30% degli intervistati dichiara che comunque sia un pericolo per il futuro. Sembra dunque idoneo investire in strategie volte alla prevenzione di questo crimine dato che la maggior parte dei costi gravano sulle società che ne sono colpite.</p>
<p>Stando ai dati, il 60% delle imprese considera il cybercrime come un fenomeno esterno; il 25% come fenomeno risultante dal coordinamento tra interno ed esterno dell’organizzazione; e, infine, una porzione irrisoria (6%) ritiene che provenga dall’interno della stessa.</p>
<p>La percentuale di organizzazioni che, in Italia, ha implementato le strategie per fronteggiare il cybercrime è al di sopra della media globale. Inoltre, il nostro paese si distingue per una maggiore fiducia nell’intervento delle forze dell’ordine.</p>
<p>È possibile consultare il report integrale su <a href="http://anticorruzione.eu/biblioteca/analisi-ricerche-e-studi/">http://anticorruzione.eu/biblioteca/analisi-ricerche-e-studi/</a> e sul sito <a href="http://www.pwc.com/gx/en/services/advisory/forensics/economic-crime-survey.html">http://www.pwc.com/gx/en/services/advisory/forensics/economic-crime-survey.html</a>.</p>
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		<item>
		<title>GLOBAL ECONOMIC CRIME SURVEY DI PWC: CORRUZIONE, MALE SENZA CONFINI</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Jul 2017 19:32:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Che si dice in giro]]></category>

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		<description><![CDATA[In Italia la corruzione ha colpito nel 2016 il 23% degli intervistati; in aumento rispetto agli anni precedenti (+10% rispetto al 2014). Se da un lato questi dati sembrano preoccupanti, dall’altro sono sintomo di un aumento dei controlli da parte delle autorità interne ed amministrative che ha permesso di far emergere di più i fenomeni [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/11/corruzione.png"><img class="alignleft size-full wp-image-5962" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/11/corruzione.png" alt="corruzione" width="563" height="241" /></a>In Italia la <strong>corruzione</strong> ha colpito nel 2016 il 23% degli intervistati; in aumento rispetto agli anni precedenti (+10% rispetto al 2014). Se da un lato questi dati sembrano preoccupanti, dall’altro sono sintomo di un aumento dei controlli da parte delle autorità interne ed amministrative che ha permesso di far emergere di più i fenomeni corruttivi. Allo stesso tempo i dati dimostrano una certa resistenza nel condividere il tema: solo il 6% dei partecipanti ha dichiarato di aver ricevuto la richiesta di pagamento di una tangente. Un dato assai in contrasto con la classifica di “Transparency international” sulla percezione della corruzione che vede l’Italia solo al penultimo posto in Europa e al pari di Senegal, Sud Africa e Montenegro al livello internazionale. Bisogna, perciò, puntare su una <strong>cultura</strong> della legalità tramite programmi di <strong>etica</strong> e <strong>compliance</strong> aziendale e non solo.</p>
<p>È possibile consultare il report integrale su <a href="http://anticorruzione.eu/biblioteca/analisi-ricerche-e-studi/">http://anticorruzione.eu/biblioteca/analisi-ricerche-e-studi/</a> e sul sito <a href="http://www.pwc.com/gx/en/services/advisory/forensics/economic-crime-survey.html">http://www.pwc.com/gx/en/services/advisory/forensics/economic-crime-survey.html</a>.</p>
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