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	<title>NOi contro la CORRUZIONE &#187; Analisi e Ricerche</title>
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		<title>Una terza via per l’Europa tra sovranismo e globalizzazione. A cura di Filippo Cucuccio</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2020 17:44:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Greta Shullazi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel suo ultimo libro “L’interregno”, “edito da Hoepli , l’economista Gustavo Piga propone un viaggio nel tempo, con con l’obiettivo di tracciare una via alternativa alla marcata contrapposizione tra sovranismo e globalizzazione. Nel suo ultimo libro dal titolo “L’interregno – Una terza via per l’Europa” (Milano, Hoepli, 2020. pagg.244, Euro 19,90), Gustavo Piga, economista di lungo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><i>Nel suo ultimo libro “L’interregno”, “edito da Hoepli , l’economista Gustavo Piga propone un viaggio nel tempo, con con l’obiettivo di tracciare una via alternativa alla marcata contrapposizione tra sovranismo e globalizzazione.</i></p>
<p>Nel suo ultimo libro dal titolo “<strong>L’interregno – Una terza via per l’Europa”</strong> (Milano, Hoepli, 2020. pagg.244, Euro 19,90), <strong>Gustavo Piga</strong>, economista di lungo corso con solide esperienze internazionali e Ordinario di Economia Politica all’Università Tor Vergata di Roma propone un suggestivo viaggio nel tempo con un’attenzione particolare agli ultimi due secoli (quello in corso e il precedente)  per <strong>una ricostruzione di storia economica</strong> con considerazioni e valutazioni originali, supportate da un robusto richiamo ai fondamentali economici.</p>
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<p>L’obiettivo dichiarato dell’autore è tracciare <strong>una via alternativa, sia per l’Italia, che per l’Europa</strong> in una fase contrassegnata dalla marcata contrapposizione tra fautori del sovranismo e della globalizzazione.</p>
<p>Le comparazioni tra fenomeni economici, verificatisi nell’arco di tempo considerato, appaiono condizionate dalla convinzione che “la Storia non si ripete mai allo stesso modo” e dalla specificità dell’attuale situazione in cui si è venuta a trovare l’Europa, “con una moneta e una Banca Centrale nuove di zecca, ma anche con Istituzioni politiche invischiate nel bel mezzo di un epocale passaggio di consegne tra esecutivi nazionali ed europei” (anche a ciò va riferito il termine interregno usato nel titolo).</p>
<p>Non potendo citare per esigenze di spazio tutti gli stimolanti spunti di riflessione offerti, resi ancor più gradevoli da uno stile lieve e coinvolgente,  qui si ricorda l’approfondita analisi delle <strong>somiglianze e delle differenze dell’attuale crisi con quella del 2008</strong> e con l’altra degli anni ’30 del secolo scorso.</p>
<p>Cruciale nell’impianto del libro, articolato in 5 capitoli, compresi tra un prologo, dedicato agli<strong> effetti economici del Covid 19</strong> e un epilogo, centrato sui giovani e sulle loro motivazioni, è la parte in cui ci si sofferma su quella che viene definita <strong>la follia europea</strong>. In altri termini, le soluzioni che sono state adottate dall’Unione Europea e dai Parlamenti delle nazioni europee per fronteggiare la crisi economica del 2008, in particolare, <strong>il Fiscal Compact e i suoi aspetti nefasti. </strong>Soluzioni che hanno, purtroppo, favorito lo spirito divisivo tra le nazioni con lo sviluppo di movimenti sovranisti contrapposti ai globalisti, una contrapposizione che rischia di pregiudicare seriamente il peso specifico dell’Europa nel consesso internazionale, costringendola ad assistere impotente “alle strategie logicamente vincenti e spartitorie di Cina, Russia, Stati Uniti e forse anche di altri”.</p>
<p>Nella convinzione, dunque, di essere ben lontani nel vecchio continente da un’unione di Stati solidali, l’autore evoca l’esempio del primo Ministro del Tesoro dei costituendi Stati Uniti d’America, <strong>Alexander Hamilton</strong>, che nel 1790 propugnò con forza e impose dopo lunghe discussioni la propria idea di<strong>emettere dei Titoli di Stato unici per tutti gli Stati confederati</strong>, i Continental, segnando una nuova epoca, caratterizzata dalla rinuncia al potere impositivo da parte dei singoli Stati, ma accompagnata dal beneficio di una solidarietà prima sconosciuta tra Stati ricchi e Stati bisognosi.</p>
<p>Purtroppo, invece, nell’ambito dell’Unione Europea continua ad essere <strong>ben lontano l’obiettivo di una politica fiscale comune</strong>, cosi come la configurazione di modelli di solidarietà tra nazioni – certamente non un inedito storico, basti pensare a quanto già sostenuto da Montesquieu!-, passaggi indispensabili per una Costituzione Europea, ispirata a un principio di vera giustizia sociale.</p>
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<p>Nel libro, inoltre, vi sono spazi rilevanti per la trattazione di temi di bruciante attualità, come<strong> il MES analizzato criticamente nella sua configurazione originaria </strong>e in quella modificata dalla prossima riforma, anche se rimangono intatte  le considerazioni sulla sua relativa non convenienza per l’Italia); o come l’uso corretto ed efficace anche nel nostro Paese delle <strong>risorse previste dal Recovery Fund</strong>. Snodi cruciali per approdare a una costituzione fiscale europea, basata sull’autonomia di ogni Stato Membro e sulla sua responsabilizzazione in tema di spesa pubblica effettuata.</p>
<p>Dall’Europa all’Italia per chiedersi cosa possa fare il nostro Paese per l’Unione Europea e cosa debba fare al proprio interno per cambiare il passo di  marcia stentato, se raffrontato a quello di altre nazioni. Un’occasione utile per l’autore per esaminare criticamente <strong>la politica economica dell’Italia degli ultimi venti anni</strong> e le sue difficoltà di crescita, in assenza di un serio di rilancio delle infrastrutture, sostenuto a sua volta da un adeguato piano per l’occupazione giovanile.</p>
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<p>Alla conclusione di questo viaggio nella storia sollecitato dall’attuale periodo di transizione per l’Europa e per l’Italia, <strong>Gustavo Piga indica con chiarezza i temi critici da affrontare </strong>per entrambe. In particolare, per l’Italia risultano evidenti  la mancanza di investimenti per il pessimismo endemico legato alla già citata austerità europea e la mancanza di una riforma della pubblica amministrazione, ispirata a un reale accrescimento qualitativo delle competenze e delle conoscenze. Due aspetti problematici, che vanno interpretati come due sfide fondamentali per il futuro dei nostri giovani e, quindi, per le  possibilità di un’effettiva crescita socio – economica del Paese.</p>
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		<title>Il Patto di Assisi per una sfida generazionale. Di Filippo Cucuccio</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2020 14:28:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Greta Shullazi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi e Ricerche]]></category>

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<p>Sicuramente non sfuggono a questa classificazione metodologica i documenti emanati da Papa Francesco durante i suoi 8 anni di pontificato: oltre alla già ricordata &#8220;Fratelli Tutti&#8221;, la precedente enciclica del maggio 2015, <em>&#8220;Laudato si&#8221;</em>, con cui si è voluta richiamare l&#8217;attenzione di fedeli e non a prendersi cura attivamente dell&#8217;ambiente in cui viviamo e delle condizioni in cui lo lasceremo alle future generazioni. Così come, il discorso pronunciato il 1 maggio dello scorso anno, non a caso il giorno della festività di San Giuseppe lavoratore, in cui Papa Francesco lanciò l&#8217;iniziativa The Economy Of Francesco. Un&#8217;iniziativa dal sapore planetario, considerato che chiamava a raccolta 1.000 giovani dei 5 continenti in vista di un incontro che si sarebbe dovuto svolgere ad Assisi lo scorso marzo e, poi, prima, è stato rinviato a novembre e, quindi, tramutato in incontro prevalentemente virtuale per le note ragioni legate alla pandemia da Covid ‘19.</p>
<p>E le attese non sono certamente andate deluse alla luce di quanto emerso nel dibattito di tre giorni e che ha visto alternarsi esponenti di spicco italiani e internazionali del mondo accademico, di quello ecclesiastico, dell&#8217;imprenditoria. Tra i numerosi intervenuti di eccellenza basti ricordare il Cardinale Turkson, che ha incoraggiato i giovani a proseguire nel lavoro svolto <em>&#8220;portatori di cambiamento nel campo economico, costituendo una rete per dare un&#8217;anima all&#8217;economia&#8221;</em>; o il Premio Nobel per la Pace del 2006, Yunus, che parlando dell&#8217;esperienza del microcredito ne ha sottolineato la qualità di <em>&#8220;attività commerciale in cui l&#8217;interesse altrui è di fondamentale importanza&#8221;</em>, esempio di una finanza al servizio dell&#8217;uomo e non votata esclusivamente alla massimizzazione dei profitti, risultando così autodistruttiva; o, infine, Leonardo Becchetti, docente all&#8217;Università Tor Vergata di Roma,  che ha sottolineato come con la  Bergoglionomics  <em>&#8220;l&#8217;economia non è più la scienza triste, ma ricerca delle condizioni di ricchezza , di senso e di soddisfazione della vita… il nuovo paradigma già oggi produce buone pratiche e criteri di selezione delle politiche pubbliche…&#8221;</em>.</p>
<p>Ma il dibattito è stato soprattutto l&#8217;occasione giusta per i giovani per riferire sinteticamente tutto ciò che si è svolto nei mesi precedenti, il reale valore aggiunto di questa iniziativa. Infatti, a coloro che volevano aderirvi era richiesto non un impegno di tipo generico, ma un lavoro preparatorio indirizzato su dodici specifici temi: lavoro e cura; management e dono; finanza e comunità; agricoltura e giustizia; energia e povertà; profitto e vocazione; policies per la felicità; CO2 delle disuguaglianze; business e pace; economia e donna; imprese in transizione; vita e stili di vita. A ciascuno di essi corrispondevano altrettanti cosiddetti Villaggi, autentici laboratori di ricerca e di approfondimento, a formare una rete condivisa di idee e proposte.</p>
<p>Una rete che si è avvalsa anche dell&#8217;opera di referenti e coordinatori, oltre all&#8217;apporto fondamentale dei due docenti universitari, Luigino Bruni, Direttore Scientifico dell&#8217;evento e Suor Alessandra Smerilli, Consigliere dello Stato della Città del Vaticano, incaricati di accompagnare e sostenere lo sviluppo delle idee e delle proposte che venivano man mano elaborate dai 1.000 giovani di 115 Paesi che avevano aderito all&#8217;iniziativa e che venivano discusse e condivise nell&#8217;ambito di webinar, succedutisi incessantemente nei mesi precedenti lo svolgimento dell&#8217;evento.</p>
<p>Non potendo dare conto in questa sede del vissuto di ciascuno di questi villaggi, ci si limita a ricordare, a mo&#8217; di esempio, alcuni aspetti di quanto avvenuto in uno di essi, condotti idealmente per mano da Daniela Condò, ricca di esperienze manageriali nel settore bancario e in quello dell&#8217;education universitaria e post universitaria, presente nel Villaggio che si è occupato di management e dono. La linea guida di questo, come degli altri Villaggi, è stata &#8220;il promuovere un processo di cambiamento globale, affinché l&#8217;economia  sia più giusta, fraterna, inclusiva e sostenibile senza lasciare nessuno indietro&#8221;.</p>
<p>Quanto al tema specifico del dono nell&#8217;ambito del management in questa ottica &#8220;esso si rivela un passaggio centrale per una nuova economia a misura d&#8217;uomo&#8221; con un capovolgimento dei canoni classici dell&#8217;economia. Un esempio? Durante i numerosi webinar che hanno segnato il percorso di questo Villaggio, tra gli altri, è stato particolarmente valorizzato l&#8217;aspetto della responsabilità sociale d&#8217;impresa. Sostenendo l&#8217;idea che <em>&#8220;non solo una parte del reddito d&#8217;impresa venga destinata ad un&#8217;attività di responsabilità sociale, ma anche  diffondendo la logica del dono, della gratuità nell&#8217;ambito di un&#8217;impresa che alla fine risulti essere realmente  al servizio dell&#8217;uomo e non viceversa&#8221;</em>.</p>
<p>E&#8217; stato molto entusiasmante – aggiunge Daniela Condò &#8211; assistere e partecipare a questo sforzo collettivo di tanti giovani, tra cui nel suo villaggio si ricorda l&#8217;apporto appassionato di Emanuele Mendola, già impegnato da tempo nel sociale, in quanto parte attiva del blog &#8220;Noi contro la corruzione&#8221;, una costola ideologica del Master Anticorruzione di secondo livello dell&#8217;Università di Tor Vergata. Un&#8217;iniziativa, quest&#8217;ultima, indirettamente rappresentata anche da una partecipante all&#8217;altro Villaggio dell&#8217;agricoltura e della giustizia, Greta Shullazi, anch&#8217;essa animatrice solerte del blog appena citato.</p>
<p>Parole e concetti, quelli appena ricordati, che bene si coniugano con quanto affermato da Papa Francesco nell&#8217;ultima enciclica &#8220;Fratelli Tutti&#8221;, dove si sottolinea, in un contesto di reale fratellanza tra gli uomini, il valore della gratuità, superando e sovvertendo la logica mercantile, attualmente prevalente, del reciproco scambio di convenienze materiali.</p>
<p>E nel videomessaggio conclusivo dell&#8217;evento inviato dal Papa si  trova significativamente un&#8217;ulteriore sottolineatura di questo impegno dei giovani per cambiare gli stili di vita, i modelli di produzione e di consumo, le strutture consolidate di potere che oggi reggono le società. Con un loro coinvolgimento non generico, ma continuo e ben indirizzato, al punto &#8220;di sporcarsi le mani&#8221;; altrimenti, questo il monito del Papa, &#8220;la storia vi passerà sopra&#8221;.</p>
<p>Da quanto detto si può ora meglio capire perché The Economy of Francesco non vada considerato soltanto in quanto rientra nell&#8217;importante galleria di iniziative della Chiesa Cattolica sulla dottrina sociale. Ma, proprio per non essere esclusivamente un insieme di messaggi, pur autorevoli, calati dall&#8217;alto, debba essere valutato  quale strumento di mobilitazione, consapevolezza e approfondimento di temi cruciali per le future generazioni, nello spirito di San Francesco; dilatandosi, inoltre, a messaggio universale e condiviso, perché sorretto da un impegno comune  effettivo,  articolato in efficaci azioni concrete.</p>
<p>Come ha detto Papa Francesco, l&#8217;evento è stato un punto di partenza, &#8221; la spinta iniziale di un processo che siamo invitati a vivere come vocazione, come cultura e come patto&#8221;. Il nuovo patto dell&#8217;uomo con il proprio ambiente, con la propria società nelle sue diverse componenti, il Patto di Assisi. Una sfida, che i giovani hanno finora mostrato di saper accogliere, aprendo un libro in cui molte pagine dovranno ancora essere scritte per poterla vincere.</p>
</div>
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		<title>Anticorruzione &#8211; Anti-Corruption &#8211; a.a. 2020-2021  Master di secondo livello della Macroarea di Economia &#8211; Dipartimento di Economia e Finanza &#8211; Durata 1 anno &#8211; CFU 60 &#8211; Modalità didattica mista: presenza/distanza</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2020 13:32:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Greta Shullazi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi e Ricerche]]></category>

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		<description><![CDATA[🔴 Aperto il bando di iscrizione per il🔸Master Anticorruzione🔸organizzato dall&#8217; Università di Roma Tor Vergata. &#8220;La formazione per il buon governo e la buona gestione delle imprese e delle amministrazioni pubbliche&#8221; è il titolo del #Master che ha come scopo quello di formare leader in grado di orientare il governo e la gestione delle imprese [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://s.w.org/images/core/emoji/72x72/1f534.png" alt="🔴" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Aperto il bando di iscrizione per il<img src="http://s.w.org/images/core/emoji/72x72/1f538.png" alt="🔸" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />Master Anticorruzione<img src="http://s.w.org/images/core/emoji/72x72/1f538.png" alt="🔸" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />organizzato dall&#8217; Università di Roma Tor Vergata.</p>
<p>&#8220;La formazione per il buon governo e la buona gestione<br />
delle imprese e delle amministrazioni pubbliche&#8221; è il titolo del #Master che ha come scopo quello di formare leader in grado di orientare il governo e la gestione delle imprese e delle amministrazioni pubbliche verso il bene comune, per la rinascita e il rilancio del sistema Italia post Covid-19.</p>
<p><img src="http://s.w.org/images/core/emoji/72x72/1f5d3.png" alt="🗓" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Inizio 19 marzo 2021.</p>
<p>Per tutte le info ➡️ https://web.uniroma2.it/module/name/Content/newlang/italiano/action/showpage/navpath/OFF/content_id/88993/section_id/6989</p>
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		<title>Sanità, Colonnello Bortoletti: &#8220;Ecco come ho risanato un buco di 1 miliardo e mezzo di euro all&#8217;ASL di Salerno&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2020 09:34:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Greta Shullazi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Analisi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[Azione di governo]]></category>

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		<description><![CDATA[La storia del Colonnello Maurizio Bortoletti: &#8220;Ecco come ho risanato un buco di 1 miliardo e mezzo di euro all&#8217;ASL di Salerno&#8221; Il link: https://www.la7.it/nonelarena/video/sanita-colonnello-bortoletti-ecco-come-hon-risanato-un-buco-di-1-miliardo-e-mezzo-di-euro-allasl-di-22-11-2020-351634]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2020/11/1F4592FB-05A0-4033-A7BD-53F483CE73EE.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-7466" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2020/11/1F4592FB-05A0-4033-A7BD-53F483CE73EE.jpeg" alt="1F4592FB-05A0-4033-A7BD-53F483CE73EE" width="750" height="723" /></a>La storia del Colonnello Maurizio Bortoletti: &#8220;Ecco come ho risanato un buco di 1 miliardo e mezzo di euro all&#8217;ASL di Salerno&#8221;</p>
<p>Il link: https://www.la7.it/nonelarena/video/sanita-colonnello-bortoletti-ecco-come-hon-risanato-un-buco-di-1-miliardo-e-mezzo-di-euro-allasl-di-22-11-2020-351634</p>
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		<title>UN NUOVO AUTOGRAFO LEOPARDIANO «SOPRA LA RIPUTAZIONE DI Q. ORAZIO FLACCO PRESSO GLI ANTICHI», CON IGNOTE NOTIZIE AUTOBIOGRAFICHE. PROF. VITTORIO CAPUZZA</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2020/11/un-nuovo-autografo-leopardiano-sopra-la-riputazione-di-q-orazio-flacco-presso-gli-antichi-con-ignote-notizie-autobiografiche-di-vittorio-capuzza/</link>
		<comments>http://anticorruzione.eu/2020/11/un-nuovo-autografo-leopardiano-sopra-la-riputazione-di-q-orazio-flacco-presso-gli-antichi-con-ignote-notizie-autobiografiche-di-vittorio-capuzza/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2020 15:20:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Greta Shullazi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi e Ricerche]]></category>

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		<description><![CDATA[Vittorio Capuzza, Un nuovo autografo leopardiano (novembre 2020) &#8211; Comunicato &#160; Dalle carte napoletane emerge questo inedito e ignoto scritto leopardiano che, stando al titolo, doveva avere funzione avantestuale al Discorso sulla fama di Orazio poi pubblicato nello Spettatore del 15 dicembre 1816; invece, nel contenuto Leopardi espone in poco più di una pagina manoscritta [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2020/11/Vittorio-Capuzza-Un-nuovo-autografo-leopardiano-novembre-2020-Comunicato.pdf">Vittorio Capuzza, Un nuovo autografo leopardiano (novembre 2020) &#8211; Comunicato<br />
</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dalle carte napoletane emerge questo inedito e ignoto scritto leopardiano che, stando al titolo, doveva avere funzione avantestuale al Discorso sulla fama di Orazio poi pubblicato nello Spettatore del 15 dicembre 1816; invece, nel contenuto Leopardi espone in poco più di una pagina manoscritta alcune osservazioni relative sia alle dispute letterarie della Francia del XVIII secolo, con particolare accenno alle argomentazioni di Anne Dacier, sia ad una struttura su « tre stati » del procedimento che gli « spiriti grandi » seguono nel rapportarsi con gli scrittori antichi. Compaiono in questa seconda sezione dell’autografo degli interessanti e ignoti aspetti autobiografici di Giacomo Leopardi.</p>
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		<title>Derivati, demonizzarli o rivalutarli? Articolo a cura di Filippo Cucuccio</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2020 19:05:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Greta Shullazi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il controverso tema dei derivati è stato al centro del webinar promosso dalla Facoltà di Economia dell’Università La Sapienza di Roma e dall’Associazione nazionale per lo Studio dei Problemi del Credito Saranno stati in parecchi, tra quanti si sono collegati all’evento webinar “I derivati: uno strumento finanziario da demonizzare o da rivalutare?”, organizzato dalla Facoltà [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><i>Il controverso tema dei derivati è stato al centro del webinar promosso dalla Facoltà di Economia dell’Università La Sapienza di Roma e dall’Associazione nazionale per lo Studio dei Problemi del Credito</i></p>
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<p><img class="entry-thumbnail wp-post-image" src="https://www.firstonline.info/wp-content/uploads/2020/01/Soldi-480x270.png" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" srcset="https://www.firstonline.info/wp-content/uploads/2020/01/Soldi-480x270.png 480w, https://www.firstonline.info/wp-content/uploads/2020/01/Soldi-300x169.png 300w, https://www.firstonline.info/wp-content/uploads/2020/01/Soldi-768x432.png 768w, https://www.firstonline.info/wp-content/uploads/2020/01/Soldi-1024x576.png 1024w, https://www.firstonline.info/wp-content/uploads/2020/01/Soldi.png 1200w" alt="Derivati, demonizzarli o rivalutarli?" width="480" height="270" /></p>
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<p>Saranno stati in parecchi, tra quanti si sono collegati all’evento <strong>webinar “I derivati: uno strumento finanziario da demonizzare o da rivalutare?”</strong>, organizzato dalla Facoltà di Economia dell’Università Sapienza di Roma in collaborazione con l’Associazione Nazionale per lo Studio dei Problemi del Credito – ANSPC, a rimanere stupiti apprendendo dalla relazione di Domenico Siclari, Ordinario di Diritto dell’Economia e dei Mercati finanziari, che in realtà <strong>il tema dei derivati ha ricevuto un’attenzione giuridica </strong>non solo in questi ultimi anni, ma molto prima. Lo testimoniano inequivocabilmente due esempi: una sentenza di un tribunale francese e una norma codicistica della Germania, risalenti addirittura al secolo XIX.</p>
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<p>Ma di derivati quest’anno in Italia si è soprattutto parlato dopo la <strong>sentenza a Sezioni Unite della Corte di Cassazione </strong>dello scorso maggio, intervenuta nella lite giudiziaria apertasi nel 2003 tra il Comune di Cattolica e la Banca Nazionale del Lavoro, sancendo alcuni importanti principi in materia di trasparenza delle condizioni e di informazioni tra intermediario finanziario e cliente.</p>
<p>Volendo uscire da questa ottica per proiettarci in un contesto ancor più ampio <strong>Paolo Cucurachi,</strong> Ordinario di Economia degli Intermediari Finanziari presso l’Università del Salento di Lecce, ha opportunamente sottolineato che, affrontando questo argomento, bisogna tener conto dell’aspetto dimensionale di questo mercato. Su base mondiale, stando ai dati del secondo semestre del 2019 della Banca dei Regolamenti Internazionali 560 trilioni di dollari, di cui 523 relativi a derivati sui tassi di interesse.</p>
<p>Inoltre, – ha aggiunto Cucurachi – “<strong>i derivati come qualsiasi strumento finanziario non sono né buoni né cattivi</strong>, ma devono essere utilizzati con consapevolezza per assolvere le funzioni ad essi attribuite”; funzioni che possono essere di copertura, di speculazione o di arbitraggio. In particolare, soffermandosi sui derivati di copertura sembra corretto  “valutare congiuntamente l’operazione originaria con quella derivante di copertura… anche per evitare la confusione tra flussi associati al derivato con il guadagno o la perdita derivante dall’operazione di copertura”.</p>
<p>Dal canto suo<strong> Dario Focarelli, Direttore Generale dell’ANIA</strong> ha ricordato un esempio particolarmente significativo di applicazione di questo strumento in Italia. A seguito della delibera IVASS n.86 del 2018 “le imprese assicurative possono utilizzare una strategia dei derivati per la protezione del valore dei titoli in portafoglio delle gestioni separate”. Il tutto naturalmente accompagnato da adeguati presidi di governance e di tutela del consumatore che coinvolgono la responsabilità dei Consigli di Amministrazione delle imprese e la verifica da parte di società di revisione della correttezza del risultato finanziario dell’operazione .</p>
<p>Il vantaggio per le imprese – ha  ribadito Focarelli – è quello di “una maggiore stabilità nel tempo del rendimento delle gestioni, aspetto particolarmente apprezzato dagli assicurati, a maggior ragione in un periodo di grande volatilità e incertezze”.</p>
<p>A fronte di queste considerazioni che vengono dalle realtà dei mercati rimane il dato di fatto – come ha ricordato <strong>Nello Rossi, Direttore di Questione Giustizia</strong>, già Avvocato Generale presso la Corte di Cassazione, che il tema dei derivati in Italia evoca una pluralità di contenziosi: da quello civile sulla natura giuridica del contratto e sulle condizioni di validità; a quello amministrativo sulle condizioni di legittimità della stipula da parte di enti pubblici e sul rispetto delle regole e delle competenze relative alla loro attività; a quello erariale per la responsabilità dei pubblici funzionari che hanno stipulato contratti derivati risultati dannosi non solo per gli enti locali, ma anche per le amministrazioni centrali; a quello penale, in cui sono state diverse le ipotesi di reato configurate dalla magistratura. Dalla truffa contrattuale, all’usura, alle false comunicazioni sociali; dall’ostacolo alla vigilanza, alla bancarotta fraudolenta.</p>
<p>Oggettivamente la materia dei derivati, anche a giudizio di Nello Rossi, si contraddistingue per la sua complessità, anche perché non ci si è certamente fermati all’esempio applicativo più semplice, quello dei plain vanilla, ma si è andati ben oltre. C’è, infine, da osservare che <strong>la grande maggioranza dei procedimenti si è conclusa con una richiesta di archiviazione</strong> e che “nella elaborazione giurisprudenziale penalistica è estremamente difficile  rintracciare delle costanti per la grande varietà dei contratti finanziari derivati e per la novità delle questioni affrontate”.</p>
<p>Per giungere allora a una soddisfacente risposta al quesito contenuto nel titolo di questo incontro (strumento da demonizzare o rivalutare) sembra utile affidarsi, sia al monito di <strong>Paolo Cucurachi</strong>, che punta il dito sulla necessità di sanare il deficit culturale che affligge il nostro Paese rispetto ad altre realtà nazionali in cui “<strong>i derivati hanno pieno diritto di cittadinanza</strong>”; sia all’esortazione di Domenico Siclari, che invita a ”riflettere sulle prospettive di ragionamento dell’immediato futuro che devono tendere ad assicurare certezza del diritto e buon funzionamento del mercato”. Il che tradotto sul piano della concretezza operativa significa auspicare che normativa e giurisprudenza da un lato, mercato e operatori dall’altro possano veramente andare a braccetto a beneficio della crescita culturale ed economico – finanziaria del Paese.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Covid-19 e pandemia, il diritto fondamentale ad essere informati  di GIOVANNI TARTAGLIA POLCINI</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2020 14:13:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Greta Shullazi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi e Ricerche]]></category>

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		<description><![CDATA[Viviamo uno dei momenti più difficili della nostra storia. Diminuiscono progressivamente le certezze sul futuro, e in una situazione di dissonanza cognitiva globale non possiamo esercitare in alcun modo il nostro fondamentale diritto ad essere correttamente informati su che cosa stia accadendo. Il virus viene infatti gestito mediaticamente come una notizia di cronaca da spettacolarizzare, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Viviamo uno dei momenti più difficili della nostra storia.</p>
<p>Diminuiscono progressivamente le certezze sul futuro, e in una situazione di dissonanza cognitiva globale non possiamo esercitare in alcun modo il nostro fondamentale diritto ad essere correttamente informati su che cosa stia accadendo.</p>
<p>Il virus viene infatti gestito mediaticamente come una notizia di cronaca da spettacolarizzare, che occupa in modo totalizzante ogni spazio informativo.</p>
<p>Gli input che riceviamo sono contraddittori e confusi, per una pletora di fonti, una davvero sproporzionata stratificazione di competenze scientifiche e settoriali, una straordinaria debolezza della scienza e della migliore conoscenza.</p>
<p>Lo smarrimento, la sfiducia, gli interrogativi irrisolti paradossalmente crescono, anziché vedere soddisfatto, con il minimo sindacale, il sacrosanto ed irrinunciabile bisogno di ciascuno di sapere.</p>
<p>Potrei intrattenere il lettore elencando qui di seguito decine di quesiti, ancora senza risposta, a distanza di quasi un anno ormai, dallo scoppio di questa crisi.</p>
<p>Ma non voglio soffermarmi oggi sul tema della salute e della malattia, né su quello delle conseguenze della pandemia sull’economia, sull’ordine e la sicurezza pubblica, sull’approfittamento dello stato di bisogno collettivo che si registra nelle iniziative della criminalità o sulle polemiche sulla efficienza politica e di governance.</p>
<p>Cadrei nel tranello del circo mediatico sulla pandemia, tradendo lo stesso intento di questa riflessione.</p>
<p>Quello che mi preme evidenziare in questa sede è difatti un tema distinto, non meno rilevante e non sempre adeguatamente approfondito.</p>
<p>Il diritto all’informazione inteso come diritto di informarsi, cioè di attingere informazioni da più fonti o come diritto di essere informati, non ha un legame testuale con la nostra Carta Fondamentale.</p>
<p>A differenza di altri testi costituzionali (art. 5 Legge fondamentale Germania 1949; art. 20-D Cost. Spagna 1978) infatti, e di quanto previsto da dichiarazioni internazionali e/o sovranazionali (art. 19 Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo 1948; art. 10 CEDU; art. 19 Patto internazionale sui diritti civili e politici 1966; art. 11 Carta dei diritti fondamentali dell’Ue), la Costituzione repubblicana non contempla espressamente e letteralmente un diritto all’informazione.</p>
<p>È evidente che la posizione giuridica soggettiva in argomento non possa essere messa in discussione nella sua sostanza poiché coperta ampiamente dalla previsione di cui all’art.21 della Carta.</p>
<p>La stessa Corte costituzionale ha più volte ribadito che il diritto ad essere informati è risvolto passivo della libertà di manifestazione del pensiero.</p>
<p>Epperò, il deficit testuale viene considerato frutto di un’opzione legislativa da chi nega alla posizione il rango di diritto, discorrendo di interesse ad essere informati e da chi ritiene che quel diritto non sia azionabile in un ipotetico giudizio.</p>
<p>Si tratta di sofismi giuridici e di questioni interpretative per addetti ai lavori.</p>
<p>Sul piano pratico, il precipitato tecnico di questa problematica ha però risvolti di enorme rilevanza che non possono e non devono essere trascurati.</p>
<p>Si è detto, infatti, che il diritto all’informazione è una conseguenza del principio democratico, per il quale è coessenziale una pubblica opinione vigile e informata.</p>
<p>In questa diversa ottica potrebbe addirittura evocarsi, per completare il quadro, il principio di accesso ai documenti delle Pubbliche amministrazioni (legge n.349/1986; legge n.142/1990; D.lgs. 267/2000; legge n.15/2005), che trova un unico limite nella tutela del segreto, ammesso solo per la tutela di interessi costituzionalmente protetti (legge n.124/2007).</p>
<p>In questo quadro mi chiedo se oggi, a fronte di ciò che sta accadendo, l’opinione pubblica sia realmente informata e possa pertanto definirsi vigile.</p>
<p>Probabilmente, non dobbiamo trascurare per il futuro anche questo aspetto della vicenda straordinaria che stiamo vivendo, per il semplice dato logico e consequenziale che solo una disseminazione valoriale e la consapevolezza di quanto accade conducono alla auspicata e migliore risposta collettiva: solo se si comprende il sostrato di un obbligo si risponde con consapevole condivisione e si assicura il conseguimento dello scopo sotteso alle determinazioni anche limitative delle libertà fondamentali.</p>
<p>In questi termini, il soddisfacimento del diritto all’informazione è anche precondizione del successo di qualsivoglia determinazione di governance.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La prevenzione della corruzione negli appalti pubblici: intervista a Daniela Condò del Master Anticorruzione dell&#8217;Università di Roma Tor Vergata</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Oct 2020 20:23:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Greta Shullazi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi e Ricerche]]></category>

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		<description><![CDATA[Abstract Il 12 ottobre inizia il Modulo VII del Master Anticorruzione dell&#8217;Università degli Studi di Roma &#8211; Tor Vergata, al quale parteciperà con una docenza anche Alessandro Renna, Founder e CEO di 4cLegal. In questa intervista, Daniela Condò racconta il modulo e fa il punto sul Master nel suo complesso. *** Avvocato Condò, come si [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="wow fadeInUp animated img_articolo"><img style="box-sizing: border-box; font-family: Verdana, sans-serif; border: 0px; vertical-align: middle; max-width: 100%; width: 345px; height: auto; padding-bottom: 30px;" src="https://www.4clegal.com/sites/default/files/styles/article_cover/public/articles/2020-10/talks_condo.jpg?itok=QCApiO7O" alt="Immagine dell'articolo: &lt;span&gt;La prevenzione della corruzione negli appalti pubblici: intervista a Daniela Condò del Master Anticorruzione dell'Università di Roma Tor Vergata&lt;/span&gt;
" /></div>
<div id="article" class="txt_articolo">
<h3><a id="article-abstract"></a><strong>Abstract</strong></h3>
<div class="article__field-abstract">
<p>Il 12 ottobre inizia il Modulo VII del Master Anticorruzione dell&#8217;Università degli Studi di Roma &#8211; Tor Vergata, al quale parteciperà con una docenza anche Alessandro Renna, Founder e CEO di 4cLegal. In questa intervista, Daniela Condò racconta il modulo e fa il punto sul Master nel suo complesso.</p>
</div>
<div class="article__body">
<p class="text-align-center">***</p>
<p><strong>Avvocato Condò, come si sta strutturando il Master quest’anno?</strong></p>
<p>Il Master Anticorruzione quest’anno si struttura prima di tutto <strong>on line</strong>, con lezioni che si svolgono da remoto. Ci sono <strong>12 moduli tematici</strong>, ognuno prevede interventi di docenti universitari e di esperti in materia di Anticorruzione, con l’obiettivo di trovare il giusto <strong>equilibrio tra teoria e pratica</strong>.</p>
<p>L’anticorruzione è un tema <strong>poliedrico</strong>, che può essere affrontato -e lo facciamo- dal punto di vista aziendale, etico, giuridico, economico, informatico, logistico, organizzativo, gestionale,<strong> </strong>tecnico-culturale e strategico. Sono quindi “multidisciplinari” anche i docenti: abbiamo giuristi, tra cui <strong>Alessandro Renna</strong> [CEO e Founder di 4cLegal, ndr], economisti, aziendalisti, statistici, filosofi. I moduli sono inoltre <strong>intersettoriali</strong> poiché abbracciano imprese private e amministrazioni pubbliche operanti in settori diversi, per non parlare delle peculiarità di quelle aziende che vedono una compartecipazione tra pubblico e privato.</p>
<p>Ciascun modulo è strutturato con parti generali, alla luce del nuovo <strong>contesto normativo</strong> e degli impatti gestionali, e approfondimenti specialistici con testimonianze di settore, al fine di rendere disponibili professionalità in grado di operare sia nelle imprese che nelle amministrazioni pubbliche per gli adempimenti di legge e nella costruzione di un sistema organico di contrasto alla corruzione, con un occhio all’efficienza e alla <strong>sostenibilità</strong> delle azioni proposte e poste in essere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Quali sono i numeri di questa edizione?</strong></p>
<p>L’edizione in corso del Master è la quinta: per il resto penso sia più bello parlare di <strong>istituzioni</strong>, <strong>persone</strong> e <strong>figure</strong> che di cifre. Abbiamo rinnovato il Protocollo con l’Autorità Nazionale Anticorruzione, con le Fondazione Promo PA e GMG Group/LAB PA, e rafforzato i parternariati con autorevoli Istituzioni e aziende, come la Fondazione Gabriele Berionne, Acciai Speciali Terni, Legislazione Tecnica e la stessa 4cLegal.</p>
<p>Anche quest’anno l’aula del Master è frequentata da un mix, che apprezziamo molto, di <strong>brillanti giovani</strong> e <strong>professionisti con esperienza</strong>, cui il Master intende fornire ulteriori competenze, conoscenze, esperienze e contatti. Il mercato italiano evidenzia una domanda consistente di <strong>professionalità</strong>adeguate nell’area dell’anticorruzione, della compliance, dell’internal audit, del risk management, sia nelle imprese che nelle amministrazioni pubbliche, con competenze in ambito economico-legale in merito alle tematiche del controllo in generale e del contrasto al fenomeno della corruzione in particolare.</p>
<p>La lunga fase di crisi economica e post-Covid ha reso queste figure ancora più importanti ed essenziali per una crescita durevole e sostenibile. La <strong>forte richiesta di stage</strong>, da parte di imprese e amministrazioni pubbliche, che ha caratterizzato anche la quinta edizione è una prova evidente di tale necessità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Cosa ci dice invece sul modulo di ottobre, che inizia lunedì 12?</strong></p>
<p>Il prossimo Modulo del Master Anticorruzione sarà il settimo e affronterà il tema della <strong>prevenzione della corruzione negli appalti pubblici</strong>, esaminandone i profili economici e giuridici: un tema che naturalmente interessa da vicino l’attività di 4cLegal a partire dal <strong>beauty contest digitale</strong>.</p>
<p>Il Modulo sarà aperto dal Prof. Gustavo Piga, Promotore del Master Anticorruzione, con una docenza sull&#8217;economia della corruzione negli appalti. Seguirà la docenza dell’Avv. Alessandro Di Sciascio sul tema delle procedure telematiche, aggregazione degli acquisti centrali di committenza e il ruolo della Consip. Sono poi previsti interventi sulla digitalizzazione degli appalti pubblici (Prof. Arturo Danesi), sulla lotta alla corruzione negli appalti (Dott. Luigi Donato, Capo del Dipartimento Immobili e Appalti della Banca d’Italia), sui motivi di esclusione degli appalti pubblici (Avv. Simona Ventullo), sulla metodologia del disservizio (Prof. Luciano Hinna), sull’esecuzione degli appalti pubblici, il linguaggio amministrativo, la trasparenza e i reati di corruzione nel contesto dei delitti contro la Pubblica Amministrazione (Prof. Vittorio Capuzza). Come anticipato ci sarà anche Alessandro Renna, che svolgerà una docenza sul tema “<strong>La prevenzione in contesti di particolare criticità ambientale. La fattispecie degli incarichi di assistenza legale in giudizio</strong>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Infine, quali sono le misure che avete preso in relazione alla situazione COVID-19?</strong></p>
<p>Il Master ha lavorato per offrire continuità didattica anche durante il periodo di chiusura attraverso modalità di erogazione delle lezioni on line, come anticipato, vantando una lunga esperienza e un corpo docenti perfettamente formato.</p>
<p>Con la chiusura dell’Ateneo abbiamo trovato nuovi modi per interagire con gli Allievi, mantenendo costante e vivace il network costruito negli anni anche con gli <strong>Alumni</strong> e tutta la comunità del Master Anticorruzione. La condivisione dei valori e il prezioso supporto dato dalle Istituzioni che hanno vivacizzato con i loro esponenti le diverse tavole rotonde organizzate dal Master hanno consentito di affrontare i difficili mesi della chiusura.</p>
<p>Al momento la didattica sta continuando on line per disposizioni organizzative dell’Ateneo, con registrazioni di tutte le lezioni per fornire un servizio ancora più completo agli studenti.</p>
</div>
</div>
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		<title>Save the date#20 ottobre 2020. Convegno di Studi Webinar &#8220;Spunti di riflessione per una legalità di contrasto alla criminalità economica internazionale&#8221;, Banca d&#8217;Italia, Sede di Milano e ANSPC 🇮🇹</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Sep 2020 19:40:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Greta Shullazi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi e Ricerche]]></category>

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		<description><![CDATA[Convegno di Studi Webinar &#8220;Spunti di riflessione per una legalità di contrasto alla criminalità economica internazionale&#8221;, organizzato il prossimo 20 ottobre, ore 15.30, da Banca d&#8217;Italia, Sede di Milano e ANSPC 🇮🇹]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Convegno di Studi Webinar &#8220;Spunti di riflessione per una legalità di contrasto alla criminalità economica internazionale&#8221;, organizzato il prossimo 20 ottobre, ore 15.30, da Banca d&#8217;Italia, Sede di Milano e ANSPC <img src="http://s.w.org/images/core/emoji/72x72/1f1ee-1f1f9.png" alt="🇮🇹" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2020/09/9FBE9055-0DAD-44DC-897C-E16D57A79F49.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-7444" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2020/09/9FBE9055-0DAD-44DC-897C-E16D57A79F49.jpeg" alt="9FBE9055-0DAD-44DC-897C-E16D57A79F49" width="711" height="966" /></a></p>
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		<title>Minima Politica. Sei lezioni di democrazia  di Filippo Cucuccio</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2020/08/minima-politica-sei-lezioni-di-democrazia-di-filippo-cucuccio/</link>
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		<pubDate>Sat, 01 Aug 2020 16:19:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Greta Shullazi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi e Ricerche]]></category>

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		<description><![CDATA[La recensione al libro di Gianfranco Pasquino Con questo libro, dal titolo chiaramente evocativo dei Minima Moralia del filosofo Theodor Adorno della Scuola di Francoforte, Gianfranco Pasquino, professore emerito di Scienza Politica all’Università di Bologna e Accademico dei Lincei, rivolge al lettore un invito a compiere un altro passo sul percorso, non sempre semplice, delle conoscenze [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La recensione al libro di Gianfranco Pasquino</p>
<p>Con questo libro, dal titolo chiaramente evocativo dei <em>Minima Moralia</em> del filosofo Theodor Adorno della Scuola di Francoforte, Gianfranco Pasquino, professore emerito di Scienza Politica all’Università di Bologna e Accademico dei Lincei, rivolge al lettore un invito a compiere un altro passo sul percorso, non sempre semplice, delle conoscenze indispensabili che ogni cittadino dovrebbe avere per vivere consapevolmente il suo tempo nella nostra società civile in una prospettiva, sia nazionale, sia di più ampio respiro europeo. Infatti, dopo la <em>Costituzione in trenta lezioni</em>e <em>L’Europa in trenta lezioni</em> degli ultimi anni, l’intento, dichiarato esplicitamente dall’A. nelle pagine introduttive di questa novità editoriale, è quello di sviluppare e rafforzare le conoscenze politiche minime; una sorta di bagaglio, della cui utilità/necessità ci si rende meglio conto, man mano che si procede nella lettura.</p>
<p>Il percorso intellettuale offerto al lettore si articola in sei capitoli, dedicati ad altrettanti argomenti fondamentali della scienza politica: dalle leggi elettorali alla rappresentanza politica; dai Presidenti della Repubblica al <em>deficit</em> democratico; dalla governabilità al tema &#8220;non liberali, non democrazie&#8221;.</p>
<p>La loro trattazione, non solo si avvale di un robusto repertorio bibliografico, ma risulta anche arricchita da significativi ed esemplificativi riferimenti storici. Dal punto iniziale, focalizzato sull’analisi della scelta dei sistemi elettorali, una scelta di cui si rivendica la natura sempre politica, si giunge, toccando le altre tappe appena ricordate, alla stazione finale. Ove il lettore potrà comprendere, attraverso le considerazioni di Pasquino, di come non possano esistere reali democrazie senza la contestuale presenza  dei principi base del liberalismo.</p>
<p>Il percorso intellettuale, così delineato, segue  una traiettoria logica che  permette di affrontare gradualmente, via via, la complessità della rappresentanza politica, la suggestione della valutazione dei poteri del Presidente della Repubblica in Italia, il reale significato dell’espressione &#8220;<em>deficit</em>democratico&#8221; e, infine, il tema della governabilità, analizzata attraverso la lente della stabilità, considerata precondizione ineludibile dell’efficacia decisionale.</p>
<p>Un viaggio in sei tappe, si diceva, condotto da Pasquino con notevole lucidità, all&#8217;insegna dei precetti democratici appresi dai suoi maestri Bobbio e Sartori, esaminando temi che, nonostante la loro presunta basicità, in realtà si rivelerebbero di ostica comprensibilità senza la paziente &#8220;guida assistita&#8221; dell’A.</p>
<p>Scorrono, così, pagine, in cui si percepisce in modo evidente la passione vibrante di chi ha vissuto in campo accademico, e non solo, i diversi aspetti della scienza politica, senza, peraltro, pagare dazio a una precisione chirurgicamente scientifica con cui sono  analizzati e scomposti nelle loro diverse componenti.</p>
<p>Alla fine della lettura di questo libro ci si ritrova, pertanto, con una solida piattaforma concettuale da cui ripartire, avendo l’opportunità non banale di confrontarsi con accresciuta consapevolezza con le applicazioni (più o meno ben riuscite) della democrazia nella vita quotidiana.</p>
<p>Da sottolineare , poi, un altro pregio di questo libro: il linguaggio utilizzato, agevole e condito con un sottile filo di intelligente e affilata ironia, che svolge un ruolo non secondario nello stimolare il lettore ad accogliere i dubbi sollevati nel testo come propellente per ulteriori approfondimenti.</p>
<p><em>Minima Politica </em>presenta, in definitiva, una sua utilità molteplice, rivelandosi valido strumento di approccio per chi è digiuno di alcune delle nozioni base della scienza politica e della vita democratica. E’, inoltre,  pungolo, per chi si è già inoltrato sulla strada della loro conoscenza, ad approfondire in chiave di sistematicità (un tasto su cui l’A. batte insistentemente) i diversi aspetti del complesso mondo della scienza politica; con l’ulteriore beneficio di accrescere in chi lo legge la convinzione che non si tratta di temi distaccati dalla nostra realtà quotidiana, bensì legati agli snodi cruciali dei diritti e dei doveri dei singoli cittadini, dell&#8217;<em>homo politicus</em> e delle istituzioni.</p>
<p>Quest’ultimo aspetto costituisce, poi,  la chiave d’accesso per individuare e respingere in modo efficace i possibili pericoli che minacciano la democrazia. E qui l’A. regala al lettore una ricetta fondamentale per tutelare la vera democrazia, articolata in tre punti critici da valutare costantemente con particolare attenzione: il monitoraggio delle procedure elettorali e di eventuali pratiche scorrette ad esse riferibili; la libertà di espressione del pensiero e della sua espressione attraverso i <em>mass media</em>; l’integrale e totale indipendenza della magistratura dal potere politico ed economico.</p>
<p>Una ricetta, che, non è difficile prevederlo, susciterà nel prossimo futuro ulteriori contributi di riflessione e sistematizzazione di quanti vorranno continuare a confrontarsi con una realtà in continuo movimento, utilizzando la lente d’osservazione  della scienza politica.</p>
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