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	<title>NOi contro la CORRUZIONE &#187; Lorenzo Martinelli</title>
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		<title>Panama Papers</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Apr 2016 07:32:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Martinelli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[controlli]]></category>
		<category><![CDATA[elusione]]></category>
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		<description><![CDATA[E’ sulla bocca di tutti. E non se ne parla solo con i colleghi di lavoro o  tra le alte sfere della politica. Due signore poco fa ne parlavano mentre erano in fila alle Poste. E ieri ha detto la sua persino mia nonna: “Hanno fatto la scoperta dell’acqua calda. Queste cose si fanno da [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E’ sulla bocca di tutti. E non se ne parla solo con i colleghi di lavoro o  tra le alte sfere della politica. Due signore poco fa ne parlavano mentre erano in fila alle Poste. E ieri ha detto la sua persino mia nonna: <em>“Hanno fatto la scoperta dell’acqua calda. Queste cose si fanno da sempre,si sa.. tutto viene a galla prima o poi”</em></p>
<p style="text-align: justify;">Di cosa stiamo parlando? Dei Panama Papers ovviamente. Se volete informarvi su come tutto sia iniziato potete andare a leggere <a href="http://www.ilpost.it/2016/04/11/come-iniziato-il-caso-panama-papers/">l’articolo de Il Post</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Le notizie le abbiamo sentite. Ma siamo sicuri di aver capito di cosa si tratta?</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="  wp-image-5258 alignleft" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/04/mossackfonseca-300x200.jpg" alt="mossackfonseca" width="401" height="267" /></p>
<p style="text-align: justify;">Stiamo parlando di milioni di file segreti  che hanno rivelato una serie di conti esteri segreti in diversi paradisi fiscali &#8211; in primis Panama, da cui il nome dell’inchiesta – collegati a più di 200mila società offshore, includendo le identità degli azionisti e dei manager tra cui capi stato, politici, imprenditori e vip. Per conoscere i nomi degli italiani coinvolti può essere consultata, ad esempio, <a href="http://espresso.repubblica.it/inchieste/2016/04/05/news/panama-papers-database-tutti-i-nomi-italiani-coinvolti-1.257090">pubblicata da l’Espresso</a>:</p>
<p style="text-align: justify;">Ma ora procediamo un passo alla volta.</p>
<p style="text-align: justify;">Da dove vengono i papers?</p>
<p style="text-align: justify;">I leaks vengono da Mossack Fonseca, uno studio legale di base a Panama che lavora per migliaia di aziende, tra i cui servizi si annovera l’amministrazione di società offshore dietro pagamento di una tassa annuale. Per maggiori informazioni su Mossack Fonseca si veda <a href="http://www.ilpost.it/2016/04/04/mossack-fonseca/">qui</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi li ha resi pubblici?</p>
<p style="text-align: justify;">I papers sono stati pubblicati da un team di giornalisti di inchiesta che hanno dato vita ad una collaborazione giornalistica internazionale senza precedenti. Per più di un anno circa 300 giornalisti, di testate normalmente rivali, hanno unito le forze scambiandosi informazioni e portando avanti l’analisi dei documenti, volti ad unico obiettivo: ottenere il maggior impatto mediatico possibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma cosa si voleva ottenere realmente con la pubblicazione di questi papers, dato che di per sé non è reato aprire un conto corrente all’estero e trasferirvi denaro?</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Rientrare in questa lista non significa nulla, dal momento che possedere una società offshore è perfettamente legale. Illegale, semmai, può essere l&#8217;origine dei soldi e dei beni custoditi nelle società – e quindi il loro uso successivo &#8211; ma questo i Panama Papers non ce lo dicono. </em>(Luca Veronese &#8211; Il Sole 24 Ore)</p>
<p style="text-align: justify;">La linea di confine tra lecito ed illecito, già troppo spesso troppo sottile,  sembra quindi assottigliarsi ancora di più. Ci dà un mano Christine Lagarde (direttore operativo FMI) a non fare confusione distinguendo  <strong>«elusione fiscale» </strong>ed<strong> «evasione fiscale»:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La prima è una forma legittima di «ottimizzazione»:  le aziende e i privati cercano di pagare meno tasse possibile navigando tra i sistemi di imposizione di mezzo mondo. Gli altri sono «i criminali»: gli evasori, i riciclatori di denaro, i tesorieri dei trafficanti di droga. Il problema, come dimostrano i «Panama Papers» è che sia gli uni che gli altri usano lo stesso circuito, sono clienti degli stessi avvocati, delle stesse banche, e probabilmente degli stessi consulenti fiscali.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Quello che si voleva realmente mettere in luce con quest’inchiesta non erano semplicemente i nomi, più o meno conosciuti, delle persone coinvolte nei papers, quanto piuttosto la <strong>mancanza di efficaci controlli sui flussi finanziari internazionali verso Panama e gli altri paradisi fiscali e sull’origine di tali flussi</strong>.  Infatti, numerosi fondi sono stati collegati a traffici d’armi, di droga e ad altri traffici illegali.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Le accuse secondo cui forniamo strutture presumibilmente progettate per nascondere l&#8217;identità dei proprietari reali sono completamente false e non supportate&#8221;, </em>afferma Mossack Fonseca, che spiega<em>: &#8220;Se notiamo attività sospette o condotte poco chiare, siamo rapidi nel denunciarle alle autorità. Nello stesso modo, quando le autorità ci mostrano prove di possibili illeciti, noi cooperiamo pienamente&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il Fondo Monetario Internazionale ha le idee chiare al riguardo: dopo lo scandalo dei Panama Papers c’è la necessità di nuove regole comuni  e prevede il lancio di una nuova piattaforma sulla tassazione che metterà insieme Onu, Banca Mondiale, Ocse e Fmi intorno ad uno stesso tavolo.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è chi invece la pensa diversamente e rilancia:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>«C’è un sistema di complicità indirette — </em>osserva l’economista Joseph Stiglitz<em> — e la soluzione sarebbe quella di chiudere semplicemente i paradisi fiscali»</em></p>
<p style="text-align: justify;">E voi, cosa ne pensate?</p>
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		<title>ANTI-CORRUPTION COMPLIANCE IN HIGH RISK MARKETS (Washington July21-22)</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jul 2015 23:21:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Martinelli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Estero]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell’economia di oggi non importa quanto si è anziani o esperti, non si sa mai abbastanza del settore in cui si opera. Quello che fa la differenza, per andare avanti ed essere sempre al top, è saper trovare il tempo e valutare il costo-opportunità di partecipare ad un evento legato al proprio lavoro. Spesso le [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/07/anti-corruption-compliance.png"><img class="  wp-image-3299 aligncenter" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/07/anti-corruption-compliance-300x67.png" alt="anti-corruption-compliance" width="412" height="92" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Nell’economia di oggi non importa quanto si è anziani o esperti, non si sa mai abbastanza del settore in cui si opera. Quello che fa la differenza, per andare avanti ed essere sempre al top, è saper trovare il tempo e valutare il costo-opportunità di partecipare ad un evento legato al proprio lavoro. Spesso le persone sottovalutano i vantaggi derivanti dal partecipare ad una conferenza, di qualunque genere essa sia.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questa ragione l’American Insititute Conference ha lavorato duramente per organizzare una Conferenza molto ben strutturata che potrà dare, a chi parteciperà, molte informazioni utili in un breve periodo di tempo. Stiamo parlando del sesto GLOBAL FORUM ON ANTI-CORRUPTION COMPLIANCE IN HIGH RISK MARKETS, una Conferenza di due giorni che si terrà il 21-22 Luglio a Washington.</p>
<p style="text-align: justify;">Fare business nei mercati ad alto rischio può essere molto redditizio. Mentre le società generalmente desiderano fortemente avere l’opportunità di affacciarsi nel solido mercato di consumo domestico cinese o di sfruttare le risorse (olio &amp; gas) russe , la minaccia di arresti e le multe multimilionarie collegati ad episodi di corruzione stanno significativamente alternando il panorama del business internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Le sempre maggiori indagini e applicazioni della legge condotte dai regolatori locali, e l’accresciuta cooperazione tra Stati Uniti e autorità di esecuzione straniere, mostrano il bisogno per le società di individuare le norme e gli sforzi di verifica dello stato dell’arte. Le società che localizzano il proprio core business nei mercati ad alto rischio devono essere coscienziose e rivalutare l’efficacia dei loro controlli, la funzione delle norme e sviluppare strategie di rischio su misura, alla luce di una stretta globale in tema di applicazione delle norme e rispetto delle regole</p>
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		<title>Corruption and Development (London June29th)</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jun 2015 08:25:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Martinelli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[costi corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[disuguaglianza]]></category>
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		<description><![CDATA[L’evento che avrà luogo a Londra il prossimo 29 Giugno cercherà di dare delle risposte a quelle domande a cui tutti cercano di rispondere nella speranza di fermare il dilagante fenomeno corruttivo: “Quali sono le condizioni che facilitano la corruzione, quali costi e quali i modi più efficaci di combatterla?” Sono numerosi e di ogni [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/06/DFIDEvidencePaperCover.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-2686" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/06/DFIDEvidencePaperCover.jpeg" alt="DFIDEvidencePaperCover" width="200" height="282" /></a>L’evento che avrà luogo a Londra il prossimo 29 Giugno cercherà di dare delle risposte a quelle domande a cui tutti cercano di rispondere nella speranza di fermare il dilagante fenomeno corruttivo: “Quali sono le condizioni che facilitano la corruzione, quali costi e quali i modi più efficaci di combatterla?”</p>
<p style="text-align: justify;">Sono numerosi e di ogni genere i fattori che favoriscono o incoraggiano in qualche modo la corruzione: economici, politici, amministrativi, sociali, culturali. E’ un fenomeno collettivo &#8211; piuttosto che semplicemente individuale &#8211; che va oltre il guadagno privato coinvolgendo ampi interessi  all’interno dei sistemi politici. Ed è proprio questa carattere collettivo e sistemico della corruzione che la rende così ingarbugliata e difficile da definire con chiarezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli effetti della corruzione sulla crescita macroeconomica rimangono un contestato oggetto di discussione tra gli esperti. Prevale l’ipotesi che la corruzione abbia un effetto negativo sulla disuguaglianza economico-sociale e sulla fornitura di servizi primari: per questa ragione essa grava sulle persone povere in misura maggiore rispetto al resto della popolazione. La mancanza di equità, la ridotta legalità e la sempre minore fiducia nelle istituzioni possono essere considerate sia come una causa sia come un effetto della corruzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia non si può fare di tutta l’erba un fascio. Non tutti i tipi di corruzione sono uguali, per tale motivo sono necessarie risposte diverse a seconda del contesto di riferimento.  Certamente le misure anti-corruttive sono più efficaci quando supportate da altri fattori contestuali e quando integrate in un ampio pacchetto di riforme istituzionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle giuste condizioni, le istituzioni di controllo e le società adeguatamente organizzate possono combattere efficacemente la corruzione.</p>
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		<title>Il desiderio di Charmain Gooch</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2015/05/il-desiderio-di-charmain-gooch/</link>
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		<pubDate>Fri, 22 May 2015 06:55:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Martinelli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[legge globale]]></category>
		<category><![CDATA[società anonime]]></category>

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		<description><![CDATA[“Voglio porvi una questione semplice ma devastante, che attraversa il mondo intero e affligge tutti noi. Le società anonime. Le compagnie anonime ci stanno rendendo difficile e talvolta impossibile scoprire chi siano i veri responsabili di alcuni crimini terribili.” Così si è espressa Charmain Gooch, Direttore e Co-Fondatore della Gloabl Witness, quando le è stato [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">“Voglio porvi una questione semplice ma devastante, che attraversa il mondo intero e affligge tutti noi. Le <strong>società anonime</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Le compagnie anonime ci stanno rendendo difficile e talvolta impossibile scoprire chi siano i veri responsabili di alcuni crimini terribili.”</p>
<p style="text-align: justify;">Così si è espressa <strong>Charmain Gooch</strong>, Direttore e Co-Fondatore della Gloabl Witness, quando le è stato consegnato <a href="https://www.ted.com/about/programs-initiatives/ted-prize">il premio TED 2014</a> a Vancouver.</p>
<p style="text-align: justify;">“<strong>Global Witness</strong> è un team molto forte di attivisti, investigatori, giornalisti e avvocati. Siamo tutti guidati dallo stesso credo, e cioè che il cambiamento è realmente possibile. Quindi cosa fa esattamente Global Witness? Noi investighiamo e denunciamo per scoprire le persone responsabili del sovvenzionamento di conflitti, di aver rubato milioni ai cittadini di tutto il mondo – detto anche furto di Stato – e della distruzione dell’ecosistema. E quindi lottiamo per cambiare il sistema stesso. E lo facciamo perché molte delle nazioni ricche di risorse naturali come petrolio, diamanti o legname sono terra natale di alcune tra le persone più povere e indigenti del pianeta. E molta di questa ingiustizia è resa possibile dalle pratiche di business oggi accettate. Una di queste sono le società anonime.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci siamo scontrati con le societ<a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/05/10172756_623574461070108_39468214040910393_n.jpg"><img class="alignleft  wp-image-2350" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/05/10172756_623574461070108_39468214040910393_n-289x300.jpg" alt="10172756_623574461070108_39468214040910393_n" width="346" height="359" /></a>à anonime in molte delle nostre investigazioni, come nella <em>Repubblica Democratica del Congo</em> dove abbiamo scoperto quanti accordi riservati che coinvolgevano le società anonime avessero privato i cittadini di una delle nazioni più povere del pianeta di più di un miliardo i dollari: il doppio del budget nazionale per istruzione pubblica e salute. O in <em>Liberia</em>, dove un’ azienda internazionale di disboscamento feroce usava società sussidiarie per cercare di prendersi una grande fetta delle foreste libiche. O la corruzione politica in <em>Sarawak (Malesia)</em>, che ha portato alla distruzione della maggior parte delle sue foreste, sempre attraverso l’utilizzo di società anonime. E la cosa orrenda è che ci sono così tanti esempi là fuori, provenienti da ogni estrazione sociale. E’ uno scandalo di dimensioni epiche nascosto alla luce del sole. Che sia lo spietato cartello della droga del Messico, <a href="http://it.ibtimes.com/chi-sono-gli-zetas-il-narcocartello-messicano-piu-sanguinario-1315709"><em>Los Zetas</em></a>, che usa società anonime per riciclare i profitti, mentre la sua violenza legata alla droga sta dividendo intere comunità in tutta l’America. O che siano le società anonime, che hanno riempito gli americani di debiti e di spese legali senza mai mostrare il proprio volto, mettendo le famiglie davanti alla scelta di pagare o perdere la casa per un debito di poche centinaia di dollari.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma per ogni caso che portiamo alla luce, ce ne sono altrettanti che rimarranno nascosti a causa del sistema vigente. E la semplice verità è che molte delle persone responsabili di crimini oltraggiosi d’aver rubato a milioni di persone, rimangono senza un volto e sfuggono ai controlli, e lo fanno con tranquillità in modo legale. E questo è davvero ingiusto.</p>
<p style="text-align: justify;">Finora non si è mai discusso globalmente se vada bene abusare in questo modo delle società anonime. In un’epoca in cui c’è così tanta informazione alla luce del sole, perché queste informazioni fondamentali sui titolari delle società devono rimanere nascoste? Perché gli evasori fiscali, gli ufficiali governativi corrotti, i trafficanti d’armi e molti altri, dovrebbero essere in grado di occultarci le loro identità? Perché questa segretezza deve essere una pratica accettata?</p>
<p style="text-align: justify;">Le società anonime possono essere nella norma adesso, ma non è stato sempre così. Le società venivano create per dare alla gente l’opportunità di innovarsi senza mettere in pericolo gli affari, per limitare il rischio finanziario, non erano pensate per essere usate come scudo morale. Le società non erano pensate per essere anonime, e non devono esserlo.</p>
<p style="text-align: justify;">E così siamo arrivati al mio desiderio. <strong><em>Desidero che a tutti noi sia dato sapere chi possiede e controlla le società affinchè non possano più essere usate anonimamente contro il bene pubblico</em></strong>. Insieme contrastiamo il parere del mondo, cambiamo la legge e diamo il via ad una nuova era di apertura nel business.</p>
<p style="text-align: justify;">Per fare tutto questo c’è solo un modo. Insieme, dobbiamo <strong><em>cambiare la legge globale per creare dei registri pubblici che elenchino i veri titolari delle aziende</em></strong> e ai quali possano accedere tutti senza alcuna scappatoia.</p>
<p style="text-align: justify;">Possiamo davvero fare sì che il cambiamento avvenga. Ora un semplice inizio è andare su <a href="https://www.facebook.com/EndAnonymousCompanies">https://www.facebook.com/EndAnonymousCompanies</a> per supportare la campagna e diffondere il verbo</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Si tratta di essere dalla parte giusta della storia. Cittadini, innovatori, imprenditori, individui insieme possiamo dare una spinta a questo movimento globale. Mettiamo fine alle società anonime”</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">bibliografia:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.globalwitness.org/campaigns/corruption-and-money-laundering/the-ted-prize/">https://www.globalwitness.org/campaigns/corruption-and-money-laundering/the-ted-prize/</a></p>
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		<title>L&#8217;Eurobarometro della corruzione</title>
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		<pubDate>Thu, 07 May 2015 07:20:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Martinelli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[crimini]]></category>
		<category><![CDATA[global corruption barometer]]></category>

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		<description><![CDATA[La corruzione, sotto la forma di corruzione politica, attività corruttive commesse da e con gruppi criminali, corruzione tra privati o la cosiddetta corruzione minore, continua ad essere una delle più gradi sfide che l’Europa si trova ad affrontare oggigiorno ogni giorno. Mentre la natura e l’obiettivo della corruzione cambia da uno Stato membro ad un [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La <strong>corruzione</strong>, sotto la forma di corruzione politica, attività corruttive commesse da e con gruppi criminali, corruzione tra privati o la cosiddetta corruzione minore, continua ad essere <strong>una delle più gradi sfide </strong>che l’Europa si trova ad affrontare oggigiorno ogni giorno. Mentre la natura e l’obiettivo della corruzione cambia da uno Stato membro ad un altro, essa danneggia l’Europa intera riducendo i livelli d’investimento, ostacolando il corretto funzionamento del mercato ed avendo un impatto negativo sulle finanze pubbliche. I costi economici provocati dalla corruzione in Europa ammontano infatti a <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2014-04-15/la-corruzione-costa-europa-120-miliardi-anno-135306.shtml?uuid=ABUUiCBB">120 miliardi di euro</a> annui.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/05/eurobarometro.jpg"><img class="alignleft  wp-image-2259" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/05/eurobarometro.jpg" alt="?????????" width="322" height="268" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La corruzione va anche a <strong>minare la fiducia nelle istituzioni</strong> e ad indebolire le politiche contabili della leadership politica alla guida di ogni paese. Inoltre, <strong>essa alimenta altri crimini</strong>. I gruppi criminali difatti usano la corruzione per commettere altri reati, quali il traffico di droga e in esseri umani. Nei Paesi dell’Europa dell’Est<strong> la corruzione è una preoccupazione reale, che si insinua quotidianamente nella vita delle persone comuni</strong>. Una piovra nera che getta il suo inchiostro sulla politica sì, ma anche sul <strong>settore della sanità.</strong> Un sistema che si regge soprattutto sulle mazzette e i pagamenti in nero, ma non si ferma qui.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando i servizi sanitari sono di primaria importanza o quando i tempi per prenotare una visita sono troppo lunghi, si verificano spesso casi in cui il cliente ritiene conveniente pagare operatori della sanità tramite <strong>“<em>additional payment</em>”</strong>, pagamenti extra &#8211; in forma di denaro e non &#8211; offerti per ottenere un favore o un trattamento privilegiato. E in una situazione in cui il mercato e l’economia oscillano tra alti e bassi, quando i salari non sempre rispettano le aspettative di chi li guadagna, molti medici decidono di prendere parte al gioco accettando questi “regali” di cui sopra. Circa un europeo su quattro (26%) pensa che sia accettabile lo scambio di favori tra privati e pubblica amministrazione o un servizio pubblico particolare. Una proporzione leggermente inferiore (23%) pensa sia accettabile lo scambio di regali, e circa un europeo su sei (16%) è favorevole ad un pagamento sottobanco di natura monetaria<sup>1</sup>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni giorno, in tutto il mondo, persone comuni affrontano i costi della corruzione. In molti paesi, la corruzione affligge i cittadini dalla nascita alla morte. In Bangladesh, il recente crollo di un’industria storica, che ha ucciso più di 1100 persone a causa del mancato rispetto degli standard di base di sicurezza, è stato collegato ad un caso di corruzione<sup>2</sup>.</p>
<p style="text-align: justify;">Sin dal suo debutto nel 2003, Il <a href="http://www.transparency.org/gcb2013"><strong>Global Corruption Barometer</strong></a> ha effettuato sondaggi sulla vita di persone comuni per confrontare la corruzione in tutto il mondo. E’ rilevante riportare che le persone sottoposte al sondaggio non si vedono come vittime impotenti della corruzione, ma credano di essere parte della soluzione. In India, nel 2011, milioni di persone hanno manifestato per richiedere la creazione di una commissione indipendente contro la corruzione; in Brasile, una petizione cittadina ha portato alla promulgazione di una legge che bandisce i politici corrotti dall’esercizio delle loro funzioni. Tale barometro sottolinea il <strong><em>forte desiderio dei cittadini di prendere parte  alla lotta contro la corruzione</em></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli sforzi per fermare la corruzione sono iniziati negli anni Novanta quando era un argomento di cui non si sentiva spesso parlare. Vent’anni dopo, il Global Corruption Barometer dimostra che le persone riconoscono molto bene l’estensione del problema e che sono pronte a prendersi le proprie responsabilità nel fronteggiarlo.</p>
<p style="text-align: justify;">In media tre intervistati su quattro (76%) ritengono che la corruzione sia diffusa nel proprio paese. Superano il valore medio alcuni paesi tra cui: Grecia (99%), Italia (97%), Lituania, Spagna e Repubblica Ceca (tutte e tre 95%), Croazia (94%), Romania (93%), Slovenia (91%), Portogallo e Slovacchia (entrambi 90%). I paesi scandinavi sono gli unici Stati membri in cui la maggioranza degli intervistati pensa che la corruzione sia poco diffusa – Danimarca (75%), Finlandia (64%) e Svezia (54%)<sup>3</sup>.</p>
<p style="text-align: justify;">I numeri parlano da soli. Vorremmo tutti leggere cifre che dimostrino un sempre maggiore impegno nella lotta alla corruzione. E c’è solo un modo per riuscirci.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Never stop fighting corruption. </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em> </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><sup>1, 3  </sup><a href="http://ec.europa.eu/public_opinion/archives/ebs/ebs_397_en.pdf">http://ec.europa.eu/public_opinion/archives/ebs/ebs_397_en.pdf</a></p>
<p style="text-align: justify;"><sup>2 </sup>“The Most Hated Bangladeshi, Toppled from a Shady Empire”, New York Times, 2013</p>
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		<title>Emendamento al ddl anticorruzione sul falso in bilancio</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2015/03/emendamento-al-ddl-anticorruzione-sul-falso-in-bilancio/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2015 08:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Martinelli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Azione di governo]]></category>
		<category><![CDATA[Anticorruzione]]></category>
		<category><![CDATA[ddl]]></category>
		<category><![CDATA[emendamento]]></category>
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		<category><![CDATA[pene aumentate]]></category>
		<category><![CDATA[sanzioni pecuniarie]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ da poco più di una settimana che sentiamo in giro che il Governo Renzi desidera introdurre una nuova e più stringente normativa sul reato di falso in bilancio. Il testo del governo riguardante l&#8217;atteso emendamento al ddl anticorruzione che riformula il reato di falso in bilancio è stato presentato il 16 marzo scorso dal viceministro [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">E’ da poco più di una settimana che <a href="http://argomenti.ilsole24ore.com/parolechiave/falso-bilancio.html">sentiamo in giro</a> che il Governo Renzi desidera introdurre una nuova e più stringente normativa sul reato di falso in bilancio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Il testo del governo riguardante l&#8217;atteso <strong>emendamento al ddl anticorruzione</strong> che riformula il reato di falso in bilancio è stato presentato il 16 marzo scorso dal viceministro della Giustizia Enrico Costa in Commissione Giustizia del Senato, dove è attualmente in discussione il ddl anticorruzione. Secondo quaqnto riporato dalle principali testate giornalistiche il presidente del Senato Pietro Grasso, primo promotore del disegno di legge, <a href="http://espresso.repubblica.it/palazzo/2015/03/16/news/falso-in-bilancio-ecco-l-emendamento-alleluia-e-arrivato-esulta-pietro-grasso-1.204196">ha accolto con soddisfazione la notizia</a>: “C&#8217;è una buona notizia. Alleluja, alleluja! Il famoso emendamento sul falso in bilancio è arrivato e questa è una novità importante”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/03/110354180-default.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-1963" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/03/110354180-default-300x154.jpg" alt="110354180-default" width="489" height="251" /></a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">L’emendamento del governo prevede l’aumento delle sanzioni per chi commette il reato di falso in bilancio. In particolare la norma prevede la pena della reclusione <strong>da 3 a 8 anni per gli amministratori delle società quotate</strong> che commettano il reato di falso in bilancio esponendo consapevolmente nei bilanci e nelle comunicazioni sociali fatti materiali rilevanti non rispondenti al vero. Gli amministratori delle <strong>società non quotate, </strong>invece, vengono punite con una pena inferiore &#8211; <strong>da 1 a 5 anni-</strong>. La legge ora in vigore, che fu approvata nel 2005, prevede che non siano punibili le falsità che determinano una variazione del risultato economico di esercizio, al lordo delle imposte, non superiore al 5% o una variazione del patrimonio netto non superiore all&#8217;1%.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">L&#8217;emendamento prevede inoltre che la magistratura proceda d&#8217;ufficio, tranne quando ad essere coinvolta è una società non quotata al di sotto dei limiti di fallibilità; per le <strong>piccolissime realtà</strong>, infatti, il reato sarà procedibile soltanto “a querela della società, dei soci, dei creditori, o degli altri destinatari della comunicazione sociale”. Diverse anche le <strong>sanzioni pecuniarie</strong> per le società quotate e per quelle non quotate: da 400 a 600 quote per le società quotate e da 200 a 400 per quelle non quotate; inoltre il testo del governo stabilisce una sanzione minore, da 100 a 200 quote, per le società non quotate a cui viene riconosciuto il fatto di lieve entità.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">E il presidente del Consiglio Matteo Renzi chiosa in un tweet: <em>&#8220;Contro corruzione proposte governo: <strong>pene aumentate e prescrizione raddoppiata</strong>. E l’Autorità oggi è Legge con presidente Cantone &#8220;</em>, riferendosi anche ad un ddl appena approvato alla Camera sull&#8217;allungamento dei tempi di prescrizione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">La Commissione Giustizia, che in un primo momento aveva ritardato la seduta per l’assenza di alcuni deputati, dopo due anni dal deposito del testo in aula, finalmente in questi giorni ha dato avvio al dibattito parlamentare alla legge sulla corruzione, il cui <strong>voto in aula è stato finalmente fissato per il primo aprile.</strong></span></p>
<p><strong>E</strong><strong> Piero Grasso, </strong>intervenendo a un convegno sul contrasto alla mafie a Montecitorio, saluta la discussione in aula al Senato del ddl anticorruzione di cui è primo firmatario, con queste parole:</p>
<p style="text-align: center;"><em>“I dati sulle condanne per i reati dei <strong>colletti bianchi</strong>, <strong>corruzione</strong>,<strong>peculato</strong>, <strong>riciclaggio</strong>, <strong>falso in bilancio</strong>, dimostrano che il rischio penale è infinitamente più basso di quello legato ai delitti più tradizionalmente commessi dalle mafie, nonostante tutti siano concordi nel segnalare un aumento esponenziale del fenomeno”.</em></p>
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		<title>Come fermiamo i Paesi dall’esportare la corruzione?</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2015/03/come-fermiamo-i-paesi-dallesportare-la-corruzione/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Mar 2015 16:14:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Martinelli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[Anti-Bribery Convention]]></category>
		<category><![CDATA[corruption-free]]></category>
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		<category><![CDATA[OECD]]></category>
		<category><![CDATA[Trasparency International]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando l’azienda canadese Griffiths Energy International Inc. ha corrotto un pubblico ufficiale della Repubblica del Chad per acquisire zone petrolifere, è stato un colpo basso per uno dei paesi più sviluppati del mondo. Quando la Siemens Industrial Turbomachinery ha pagato mazzette agli amministratori delegati della compagnia petrolifera nazionale russa per fornire le turbine a gas per la costruzione di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Quando l’azienda canadese Griffiths Energy International Inc. <a style="color: #000000;" href="http://de.scribd.com/doc/125043392/statement-of-facts-griffiths-energy-enforcement-action-canada">ha corrotto un pubblico ufficiale della Repubblica del Chad</a> per acquisire zone petrolifere, è stato un colpo basso per uno dei paesi più sviluppati del mondo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Quando la Siemens Industrial Turbomachinery <a style="color: #000000;" href="http://bigstory.ap.org/article/siemens-subsidiary-fined-over-russian-bribes">ha pagato mazzette</a> agli amministratori delegati della compagnia petrolifera nazionale russa per fornire le turbine a gas per la costruzione di un gasdotto, ha contribuito a peggiorare la condizione di un paese che è già considerato come <a style="color: #000000;" href="http://www.transparency.org/cpi2013/results">altamente corrotto</a>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">E quando il CEO della compagnia britannica Vostok Energy ha corrotto il direttore della <a style="color: #000000;" href="http://www.oecd.org/daf/anti-bribery/anti-briberyconvention/UnitedKingdom_StepsTaken_March2014.pdf">Banca Europea per la Ricostruzione lo Sviluppo</a> attraverso il versamento di un ingente somma di denaro su un conto svizzero intestato ad una società offshore, ha violato l’obiettivo della banca di “promuovere le economie di mercato affinché funzionino bene…”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Nel 2013, questi casi sono stati scoperti e risolti. Ma queste sono eccezioni, non la regola. Infatti, solo quattro dei quarantuno Paesi nell’Organisation for Economic Cooperation and Development (OECD) stanno lavorando attivamente per fermare le tangenti estere pagate dalle loro compagnie ai mercati oltreoceano.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a style="color: #000000;" href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/03/corruptionexporting1.png"><img class="aligncenter  wp-image-1895" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/03/corruptionexporting1-300x162.png" alt="corruptionexporting" width="667" height="360" /></a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Sono passati 15 anni da quando la OECD Anti-Bribery Convention è stata introdotta. In base a questo accordo, i Paesi delle principali economie hanno preso l’impegno di criminalizzare, investigare e perseguire quegli individui e quelle compagnie che corrompono pubblici ufficiali di altri Paesi. Quando guardiamo alla performance dei Paesi che hanno aderito alla Convenzione, è ovvio che c’è ancora molto da fare per raggiungere l’obiettivo di un economia globale <em>corruption-free</em>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Sebbene le tangenti estere siano meno visibili ai cittadini dei Paesi che le pagano, tali Paesi e i politici che li guidano sono obbligati dalla Convenzione ad assicurarsi che le compagnie non distribuiscano mazzette per corrompere impiegati statali e amministratori che operano a centinaia o migliaia di chilometri da casa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Purtroppo ci sono ancora 22 Paesi che mostrano “little or no enforcement” della OECD Anti-Bribery Convention. Tra loro troviamo il Giappone, la Russia, la Spagna, la Corea del Sud e l’Olanda. Otto Paesi mostrano un “limited enforcement” e cinque paesi riportano invece un “moderate enforcement”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><img class="alignright  wp-image-1894" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/03/2014_ExportingCorruption_Bands_6201-300x204.jpg" alt="2014_ExportingCorruption_Bands_620" width="408" height="278" /></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Ci sono dei miglioramenti che vale la pena riportare, ma la performance complessiva della maggioranza dei 41 Paesi che hanno accettato di combattere le tangenti estere nei traffici commerciali internazionali è lontana dall’essere soddisfacente. Solo due Paesi sono migliorati nell’ultimo anno – Canada e Nuova Zelanda – e due Paesi sono invece peggiorati : Bulgaria e Danimarca, entrambi regrediti dalla categoria “Limited Enforcement” a “Little or No Enforcement”. La classifica degli altri Paesi non è cambiata secondo <a style="color: #000000;" href="http://www.transparency.org/whatwedo/publication/exporting_corruption_progress_report_2013_assessing_enforcement_of_the_oecd">il report dell’anno scorso</a>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Nel 2013 Transparency International ha fatto rilevanti raccomandazioni sui doveri sostanziali e organizzativi dei Paesi aderenti alla Convenzione cercando di guardare ai prossimi passi da fare. Come è possibile fare di meglio? E’ questa la domanda a cui si cerca di rispondere chiamando all’azione l’OECD Working Group on Bribery  e i governi dei Paesi nelle seguenti aree:</span></p>
<ol>
<li style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">I governi dovrebbero provvedere a fornire adeguati supporti, inclusi personale e fondi per l’esecuzione, ai Paesi che manifestano scarsa o lenta applicazione della OECD Anti-Bribery Convention.</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Resta essenziale continuare a monitorare secondo un rigoroso programma come si comportano al riguardo i Paesi che hanno aderito alla Convenzione.</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">L’OECD dovrebbe indire incontri nei Paesi dove il problema è più grave per discutere come i loro interessi possano essere rappresentati al meglio in un procedimento legale per tangenti estere. L’OECD Working Group dovrebbe preoccuparsi di ottenere più informazioni possibili riguardo al problema nei Paesi più colpiti, archiviarle e riutilizzarle in futuro per affrontare sempre meglio questo male solo apparentemente incurabile</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">I governi e il Working Group on Bribery dovrebbero raccogliere e pubblicare i dati sulle richieste di assistenza legale comune relative alle tangenti estere.</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">In molti Paesi i dettagli dei casi, siano essi pendenti o conclusi, non sono disponibili. Inoltre un certo numero di Paesi (inclusa la Germania) rende anonimi i casi nascondendo tutti i dettagli che sarebbero in grado di identificare le compagnie o gli individui perseguiti o colpevoli di reat0. Questo modus operandi impedisce che l’informazione passi ai media e alla società. Pubblicare le attività poste in essere e sottoporle a giudizio sarebbe il deterrente adeguato per i Paesi per seguire la via dell’Anti-Bribery Convention ed avrebbe un effetto preventivo in caso di scarso impegno.</span></li>
</ol>
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		<title>Da Roma Antica alla Francia rivoluzionaria: il fine giustifica i mezzi</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2015 10:11:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Martinelli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia e Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[ladro]]></category>
		<category><![CDATA[mediocrità]]></category>
		<category><![CDATA[pregiudizi]]></category>
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		<description><![CDATA[Se la corruzione nacque con l’uomo, nell’antica Roma la corruzione nacque con il latte della lupa. Non a caso Marco Porcio Catone, detto “il Censore”, un forte sostenitore delle virtù di Roma, venne accusato 44 volte  di corruzione. Difficilmente saranno state tutte fondate, in quanto l’accusa di corruzione era un’arma frequentemente usata dai politici, ma pare difficile [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Se la corruzione nacque con l’uomo, nell’antica Roma la corruzione nacque con il latte della lupa. Non a caso Marco Porcio Catone, detto “il Censore”, un forte sostenitore delle virtù di Roma, venne accusato 44 volte  di corruzione. Difficilmente saranno state tutte fondate, in quanto l’accusa di corruzione era un’arma frequentemente usata dai politici, ma pare difficile scommettere che Catone fosse estraneo a tutte e 44 le accuse.</p>
<p style="text-align: justify;">I confini tra la correttezza e la corruzione sono sempre stati assai sottili. Lo dimostra un libro di Carlo Alberto Brioschi, “Breve storia della corruzione”, che ricostruisce con mille aneddoti, fatti, citazioni e dotti rimandi filosofici e letterari, le vicende della tangente, della raccomandazione, della <img class="alignleft  wp-image-1630" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/02/finegiustmez-300x168.jpg" alt="finegiustmez" width="352" height="197" />concussione e insomma della politica mercenaria, come dice il sottotitolo, «dall&#8217; età antica ai giorni nostri».  <em>«A chi importa se Giulio Cesare era un ladro?»</em>, scrive Brioschi nella domanda provocatoria che apre il libro. E ha ben motivo di chiederselo: il tempo non solo placa i dolori, ma cancella le ombre. Basti rileggere le Storie di Sallustio:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>«Ognuno afferrava quello che poteva, strappava, rubava. Tutto si divise in parti e quelli dilaniavano lo Stato che stava tra loro. Lo Stato veniva governato dall&#8217; arbitrio di pochi»</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il fine giustificava spesso i mezzi. E se fu così a Roma, così sarà anche in Francia. In 1700 anni non è cambiato molto se diamo retta al pensiero del cardinal Richelieu, che scrive così:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>«l’onestà non serve a niente. Sapete come ci si fa strada a Parigi? Con lo sfavillio del genio o con l’abilità della corruzione. Bisogna entrare nella massa degli uomini come un colpo di cannone o scivolarvi come la peste. Tutti si piegano sotto la potenza del genio, ma esso è odiato, è calunniato perché pretende senza dare. La corruzione è forte. Il talento è raro. Quindi la corruzione è l’arma della mediocrità.»</em></p>
<p style="text-align: justify;">E a sentir le sue confessioni non sembra pensarla tanto diversamente Luigi XIV, il Re Sole:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>«Non c&#8217;è governatore di provincia che non commetta qualche ingiustizia, soldato che non viva dissolutamente, signorotto che non si atteggi a tiranno. Anche il più onesto degli ufficiali si lascia corrompere, incapace di andare controcorrente. Così il popolo, invece di un solo sovrano, ne ha mille».</em></p>
<p style="text-align: justify;">In una Francia dove regnano l’ambizione, gli abusi di potere e la cospirazione, c’è ancora qualcuno disposto a combattere per innalzare il potere della giustizia e della libertà, anche se talvolta con metodi &#8211; quelli del Terrore &#8211; che una democrazia moderna rifiuta. E Maximilien Robespierre fa sentire la sua voce nel «<em>discorso </em><em>contro le nuove fazioni e i deputati corrotti»</em><strong>:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>«</em></strong><em>Nel sistema instaurato con la rivoluzione francese tutto ciò che è immorale è impolitico, tutto ciò che è atto a corrompere è controrivoluzionario. Le debolezze, i vizi, i pregiudizi sono la strada della monarchia. </em><em>Io sono fatto per combattere il crimine, non per governarlo.<strong>»</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Non è ancor giunto il tempo in cui gli uomini onesti possono servire impunemente la patria. I difensori della libertà saranno sempre dei proscritti, finché alla masnada dei furfanti sarà consentito di operare con facilità.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sky atlantic presenta &#8220;1992&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2015 15:18:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Martinelli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Tutto era cominciato un mattino d&#8217;inverno, il 17 febbraio 1992, quando, con un mandato d&#8217;arresto, una vettura dal lampeggiante azzurro si era fermata al Pio Albergo Trivulzio e prelevava il presidente, l&#8217;ingegner Mario Chiesa, esponente del Partito Socialista Italiano con l&#8217;ambizione di diventare sindaco di Milano. Lo pescano mentre ha appena intascato una bustarella di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/02/skyatlantichdlogo_1.jpg"><img class="alignleft  wp-image-1550" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/02/skyatlantichdlogo_1-300x197.jpg" alt="skyatlantichdlogo_1" width="303" height="199" /></a>&#8220;Tutto era cominciato un mattino d&#8217;inverno, il 17 febbraio 1992, quando, con un mandato d&#8217;arresto, una vettura dal lampeggiante azzurro si era fermata al Pio Albergo Trivulzio e prelevava il presidente, l&#8217;ingegner Mario Chiesa, esponente del Partito Socialista Italiano con l&#8217;ambizione di diventare sindaco di Milano. Lo pescano mentre ha appena intascato una bustarella di sette milioni, la metà del pattuito, dal proprietario di una piccola azienda di pulizie che, come altri fornitori, deve versare il suo obolo, il 10 per cento dell&#8217;appalto che in quel caso ammontava a 140 milioni.</em>&#8221;<br />
(Enzo Biagi, Era Ieri. Rizzoli, 2006)</p>
<p style="text-align: justify;">E’ l’inizio di Mani Pulite, e così comincia una fiction da dieci puntate prodotta da Sky Cinema che vedremo su Sky Atlantic a fine marzo.<br />
Conosciamo molto degli anni &#8217;70, sul terrorismo e gli anni di piombo.  La politica di quegli anni è stata osservata con la lente d&#8217;ingrandimento – basti pensare, abbastanza recentemente, all’Andreotti de &#8220;Il Divo”. Gli anni &#8217;90, invece, sono ancora relativamente inesplorati. E pensare che si trattò di un decennio spartiacque, di cui il 1992, con Mani Pulite, fu l&#8217;anno di snodo. E sono proprio quei dodici mesi, ritmati da Tangentopoli, con arresti, dimissioni e purtroppo anche suicidi,  ad essere al centro di questa nuova serie tv.</p>
<p style="text-align: justify;">Diretta da Giuseppe Gagliardi, e nata da un&#8217;idea di Stefano Accorsi che ne è anche il protagonista, “1992” ha aperto la sezione dedicata alle storie televisive del Festival di Berlino in programma dal 5 al 15 Febbraio.<br />
A quanto si apprende dalle prime indiscrezioni sui contenuti, non si tratta di un film documento, quanto piuttosto di un racconto dei  fatti di quell&#8217;anno attraverso i cambiamenti che causano nella vita quotidiana di «sei persone comuni», personaggi di fantasia ma ben calati in un preciso  contesto storico:</p>
<p style="text-align: justify;">-Pietro Bosco (Guido Caprino) è un reduce della guerra in Iraq alla ricerca di se stesso che si ritrova nella Lega Nord; ma le zavorre che vengono dal passato non lo abbandonano.<br />
-Veronica Castello (Miriam Leone) è una soubrette che frequenta i potenti per fare successo; ma i potenti cambiano e deve reinventarsi.<br />
-Giulia Castello (Elena Radonicich) è la sorella “seria” di Veronica, una giornalista che sogna di fare reportage e si trova suo malgrado a coprire la cronaca giudiziaria; nel turbinio di Mani Pulite, si trova così ad occupare una posizione di osservatrice privilegiata.<br />
-Leonardo Notte (Stefano Accorsi) è un milanese rampante, con qualche conto in sospeso col suo passato<br />
-Bibi Mainaghi (Tea Falco) è la figlia di un industriale lombardo coinvolto in Mani Pulite. Eredita la guida dell’azienda di famiglia e mostra qualità nascoste.<br />
-Luca Pastore (Domenico Diele) è un giovane con un forte senso di giustiziache si ritrova nella squadra della procura. Nelle notti insonni per le indagini, si aiuta con i farmaci per non cedere al sonno.</p>
<p style="text-align: justify;">Lasciando spazio per protagonisti e «vittime» che il 1992 portò alla ribalta, la serie getta nuova luce su quegli eventi, che innesta nel contesto politico più generale. Avanza la la Lega Nord,  si consuma la fine della Prima Repubblica, e alza la testa la mafia, con gli attentati a Falcone e Borsellino.</p>
<p style="text-align: justify;">Speriamo che “1992” possa rappresentare una buona occasione per riflettere su fatti ancora attuali. Attuali perché molte delle questioni allora aperte, sul fronte della lotta alla corruzione, evidentemente non sono ancora risolte</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Alla ricerca della legalità perduta. Gioca il tuo ruolo</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jan 2015 10:45:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Martinelli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola e Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[corruttopoly]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
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		<description><![CDATA[“Alla ricerca della legalità perduta. Gioca il tuo ruolo” è un progetto realizzato da un gruppo di docenti e dottorandi del Dipartimento di Scienze Statistiche dell’Università di Bologna, che ha “trasformato” la ricerca sulla corruzione in un gioco di ruolo, proposto a studenti di alcuni istituti superiori bolognesi. Lo spirito dell’iniziativa dell’Ateneo è quello di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>“Alla ricerca della legalità perduta. Gioca il tuo ruolo”</em> è un progetto realizzato da un gruppo di docenti e dottorandi del Dipartimento di Scienze Statistiche dell’Università di Bologna, che ha “trasformato” la ricerca sulla corruzione in un gioco di ruolo, proposto a studenti di alcuni istituti superiori bolognesi. Lo spirito dell’iniziativa dell’Ateneo è quello di divulgare il sapere accademico attraverso canali non convenzionali al mondo universitario.</p>
<p><img class="wp-image-1284 aligncenter" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/01/legalità-perduta-300x225.jpg" alt="legalità perduta" width="463" height="347" /></p>
<p style="text-align: justify;">La ricerca sulle tematiche legate alla corruzione e all’illegalità si compone principalmente di tre aspetti: lo studio delle cause della corruzione e dei suoi effetti sulla vita economica e sociale di una comunità; la comprensione dei meccanismi che governano le pratiche corruttive; l’elaborazione di efficaci strumenti di contrasto alla corruzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Come trasmettere tutto ciò in modo non convenzionale? Fortunatamente la corruzione è un classico oggetto di studio della teoria dei giochi, dunque è stato abbastanza immediato individuare proprio in un gioco lo strumento per raggiungere questo obiettivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il gioco è ambientato a <strong>Corruttopoly</strong>, città immaginaria investita dalla corruzione, nella quale si fronteggiano due opposte fazioni: i corrotti e gli onesti. Ai partecipanti sono assegnati ruoli (il corruttore, il magistrato, il giornalista, l’intermediario e il comune cittadino), strumenti (di tipo legislativo, economico, politico e sociale) e obiettivi che incidono sulle interazioni tra i giocatori, il livello di legalità in cui avvengono e l’esito finale del gioco, positivo solo grazie alla partecipazione attiva e consapevole della cittadinanza di <em>Corruttopoly</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Le classi coinvolte hanno partecipato molto attivamente. Lo strumento del gioco si è infatti rivelato efficace e in grado di stimolare la curiosità e l’interesse degli studenti, i quali sono stati portati a riflettere sulle dinamiche del fenomeno corruttivo e sui suoi molteplici effetti <em>vivendoli in prima persona</em>, replicando episodi di corruzione realmente avvenuti.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualche parola in più sul gioco. A <em>Corruttopoly</em> imperversano corruzione e illegalità. Ma il neo-eletto Sindaco vuole combattere contro di esse, e chiama a raccolta tutti gli abitanti per coinvolgerli nella battaglia per la legalità. Gli abitanti di <em>Corruttopoly</em> si dividono in due fazioni, a cui sono assegnati segretamente, pescando una carta. Ci sono <em>i corrotti</em>, una minoranza di persone, ma informate perché si conoscono tra loro, e <em>gli onesti</em>, la maggioranza disinformata di <em>Corruttopoly</em>. Una situazione analoga alla realtà dei paesi più corrotti, dove i pochi mangiano sulle spalle dei tanti. L’elemento centrale e innovativo del gioco è il <strong>“termometro della legalità”</strong>. È una scala nella quale è riportato il livello di legalità vigente in ogni momento del gioco nella città di <em>Corruttopoly</em>. Il valore diminuisce al ridursi della popolazione onesta, mentre aumenta quando va in carcere un membro della fazione dei corrotti. Il termometro della legalità fa riferimento al <a href="http://www.transparency.org/cpi2014">Corruption Perception Index (CPI)</a> &#8211; un indicatore pubblicato annualmente a partire dal 1995 da Transparency International che associa a punteggi alti una minore corruzione percepita -, e le sue variazioni determinano l’eventuale approvazione di strumenti legislativi anti o pro corruzione, che agiscono sui poteri speciali di cui sono dotati i giocatori, favorendo l’una o l’altra fazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il principio di fondo è derivato dalla ricerca empirica che dimostra come nei paesi dove c’è maggiore corruzione si approvano leggi che favoriscono i corrotti, mentre nei paesi virtuosi si creano norme anti-corruzione più severe ed efficaci. Così ad esempio, nel gioco proposto, se aumenta la legalità entra in vigore il Piano Speciale Anti-Corruzione che dota il magistrato di nuovi e più potenti strumenti di indagine e fornisce protezione al <em>whistleblower</em>, una figura che si potrebbe paragonare al pentito, fino ad arrivare all’istituzione dell’agente provocatore, anche conosciuto come test d’integrità, che blocca la corruzione prima ancora che questa si verifichi.</p>
<p style="text-align: justify;">I giocatori, oltre a ricoprire il ruolo segreto di onesti cittadini o di corrotti, si vedono assegnare anche un alias, corrispondente al lavoro che svolgono, il lavoro per il quale sono ufficialmente conosciuti da tutti i cittadini di <em>Corruttopoly</em>. Durante la notte i corrotti decidono quale cittadino onesto eliminare. Al risveglio dei cittadini si narra una storia di corruzione dove è protagonista, non nel senso di fautore o complice, ma nel senso di vittima della corruzione, una persona che svolgeva il mestiere corrispondente al giocatore eliminato. Considerato il target dell’iniziativa &#8211; studenti delle scuole superiori &#8211; sono stati scelti casi di corruzione che potessero toccarli più da vicino, metaforicamente parlando. E dunque tra i casi che si narrano c’è l’allenatore di volley che si ritrova senza squadra dopo che è emerso che la società riceveva sponsorizzazioni gonfiate con le quali si riciclava denaro per tangenti sulle mense scolastiche, o lo studente bravo e preparato che però nei test d’accesso all’università si vede scavalcare da altri che hanno corrotto i membri della commissione ed è dunque costretto ad andarsene, e così via. Le storie raccontate sono tutte tratte da episodi di corruzione realmente avvenuti, e oltre alla funzione narrativa che ricoprono nello sviluppo del gioco, permettono di far capire ai ragazzi gli effetti devastanti della corruzione in tantissimi ambiti: dai servizi ai trasporti, dall’istruzione alla sanità; dalle attività economiche più complesse e avanzate fino ai diritti fondamentali di ogni cittadino, come la partecipazione alla vita pubblica della comunità che si abita.</p>
<p style="text-align: justify;">Per sapere di più sul funzionamento di questo innovativo e coinvolgente gioco di ruolo che, riprendendo la struttura di Lupus in tabula, ci trasporta in un intreccio di personaggi tutto nuovo, non vi resta che andare al seguente link:  <a href="http://www.allaricercadellalegalitaperduta.it/">http://www.allaricercadellalegalitaperduta.it/</a></p>
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