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	<title>NOi contro la CORRUZIONE &#187; Letizia Pittiglio</title>
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		<title>Whistleblowing: storia di un successo americano</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Apr 2016 09:44:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Letizia Pittiglio]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/04/whistleblowing.jpg"><img class="alignleft  wp-image-5251" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/04/whistleblowing-300x200.jpg" alt="whistleblowing" width="461" height="307" /></a>Durante l&#8217;incontro con l&#8217;ambasciatore americano John R. Phillips, si è parlato del modello di <strong><i>Whistleblowing</i></strong> degli Stati Uniti e di come tale modello abbia apportato ampi benefici in termini di contrasto alle frodi e alla corruzione. Ma facendo un piccolo passo indietro, ci si potrebbe chiedere: “Cosa si intende per Whistleblowing?”. Whistleblowing tradotto in maniera letterale dall&#8217;inglese significa “soffiare il fischietto” e vuole evocare l&#8217;azione dell&#8217;arbitro che ricorre al fischietto per segnalare falli o scorrettezze durante una partita. Ma cosa ha a che fare con la lotta alla corruzione? Nel corso degli anni ci si è resi sempre più conto che coloro i quali erano i più informati sulle condotte illecite di un&#8217;azienda erano anche coloro che lavoravano nella stessa. Perché non creare allora uno strumento giuridico in grado di incentivare queste persone a segnalare un illecito? Ed è così che ha avuto origine lo strumento del “Whistleblowing”: i <i>whistleblowers</i> sono coloro che segnalano all&#8217;autorità la presenza di un fenomeno corruttivo nella propria azienda.</p>
<p align="JUSTIFY">Negli Stati Uniti, una prima legge per far fronte alle frodi, il <i>Lincoln Act</i>, fu varato negli anni della guerra di secessione ma cadde presto in disuso. Fu nel 1986, su ispirazione della <i>Lincoln Law</i>, che venne fatta passare dal Congresso americano il <i>False Claim Act</i>: la legge è, subito, divenuta il principale strumento del governo per obbligare le imprese a rispondere di frodi contro il Governo degli Stati Uniti. Una sua peculiarità è, inoltre, che fu emendato con le disposizioni “<a href="http://(http://www.phillipsandcohen.com/Qui-Tam-Whistleblowers/What-is-a-qui-tam-case.shtml" target="_blank">qui tam</a>”  promulgate dal Presidente Reagan. In sostanza, tramite queste disposizioni si permette alle persone che non sono affiliate con il governo di promuovere azioni per conto del governo.</p>
<p align="JUSTIFY">Fino ad oggi, il Tesoro ha recuperato oltre 55 miliardi di dollari dalle aziende che hanno adottato comportamenti fraudolenti nei confronti del governo (secondo le stime per ogni dollaro che il governo spende ne tornano 20).</p>
<p align="JUSTIFY">Nel 2002 in seguito agli scandali di Enron, Parmalat e WordCom che hanno avuto impatti al livello mondiale è stata varata negli Stati Uniti un&#8217;altra legge, il Serbanes-Oxley Act. Nella sezione 806 di tale legge si parla della protezione dei Whistleblowers che lavorano presso società quotate in borsa o appaltatori o subappaltatori che lavorano in società quotate in borsa. Adottando il SOX il Congresso ha posto le basi per uno smantellamento della vecchia cultura aziendale che scoraggiava i dipendenti dal denunciare comportamenti fraudolenti dall&#8217;interno o da autorità esterne.</p>
<p align="JUSTIFY">Ciò che scoraggia, infatti, di più i dipendenti dal denunciare frodi nella propria azienda sono le ritorsioni da parte dell&#8217;azienda stessa; in questo modo si cerca di incentivare i dipendenti a denunciare comportamenti scorretti garantendo loro protezione e massimo anonimato. In alcuni casi specifici è previsto che il 15 percento della somma recuperata sia destinato al whistleblower come ricompensa per la collaborazione. Lo strumento del whistleblowing è tutto basato su un equilibrio tra rischi ed incentivi; se da una parte il ripagare il whistleblower può apportare dei miglioramenti significativi in termini di maggiori denunce, da un lato potrebbe incentivare dei comportamenti di <i>moral hazard . </i></p>
<p align="JUSTIFY">Ruolo di rilievo ha avuto l&#8217;Ambasciatore nella creazione di questo programma di premiazione dei Whistleblower, scaturito da diversi scandali soprattutto nel settore sanitario americano. Come si può leggere nell&#8217;<a href="http://www.whistleblowing.it/La%20rivincita%20dell'%20America%20con%20il%20%C2%ABfischietto%C2%BB.pdf" target="_blank">articolo</a> pubblicato da Massimo Gaggi, nel 2009, sul Corriere della Sera: “La prima crisi Wendell Potter, dirigente del gruppo assicurativo Cigna, la visse a metà del 2007 quando, viaggiando in Virginia, vide centinaia di persone disperate in fila sotto il sole per ottenere una visita e qualche cura di base gratuita, offerte da medici volontari. Potter scoprì all&#8217; improvviso che la sanità Usa stava naufragando. E capì che le falle più grosse erano proprio quelle provocate dalle assicurazioni che facevano profitti tagliando le terapie. Quando, qualche mese dopo, la Cigna negò un trapianto di fegato a un paziente che poco dopo morì, Potter decise di diventare un whistleblower. […] Potter, che nel frattempo si è dimesso, ha testimoniato di recente davanti al Congresso e le sue denunce sono servite ai parlamentari che hanno redatto le proposte di riforma della sanità Usa. Altri «dipendenti col fischietto» hanno costretto la Faa, l&#8217; authority Usa per il volo, ad ammettere buchi nella sua organizzazione e la Fda a revocare l&#8217; autorizzazione alla vendita di farmaci che non erano stati ben testati. Grazie a un altro whistleblower, si è scoperto che la criminalità organizzata ha imparato a sottrarre miliardi al Medicare (la sanità pubblica per gli anziani) facendosi rimborsare cure mai fatte.”</p>
<p align="JUSTIFY">Il whistleblowing si identifica come un procedimento di risoluzione <i>ex post</i> e non tanto come un procedimento che vada a risolvere il problema della corruzione <i>ex ante</i>. Sebbene la promozione di una cultura della prevenzione rimanga, a mio avviso, ancora come uno dei pilastri fondamentali per la lotta alla corruzione, i risultati ottenuti negli Stati Uniti tramite tale programma sono stupefacenti. “É meglio prevenire che curare” ma se non si è riusciti nel primo intento è sempre meglio poter curare.</p>
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		<title>Il rapporto &#8220;Curiamo la corruzione&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Apr 2016 09:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Letizia Pittiglio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sanità e Welfare]]></category>
		<category><![CDATA[Anticorruzione]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
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		<category><![CDATA[Siemens Integrity Initiative]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell&#8217;ambito della prima giornata nazionale contro la corruzione in sanità di ieri mattina è stato presentato il rapporto “Curiamo la corruzione. Percezione, Rischi e Sprechi in Sanità”. Quasi la totalità della spesa delle regioni è sanitaria ed è proprio per tale motivo che è in quel comparto che si annida un&#8217;ampia fetta di corruzione. “Curiamo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY">Nell&#8217;ambito della prima giornata nazionale contro la corruzione in sanità di ieri mattina è stato presentato il rapporto “Curiamo la corruzione. Percezione, Rischi e Sprechi in Sanità”. Quasi la totalità della spesa delle regioni è sanitaria ed è proprio per tale motivo che è in quel comparto che si annida un&#8217;ampia fetta di corruzione. “Curiamo la corruzione” è finanziato dalla <i>Siemens Integrity Initiative</i> e si pone come obiettivo quello di apportare un miglioramento del Sistema Sanitario Nazionale in termini di corruzione e sprechi; tre sono le macro-aree in cui l&#8217;azione di ricerca si concentra e ad oguna delle quali si occupa rispettivamente Censis, RiSSC e ISPE:</p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY">la rilevazione della <b>percezione di corruzione</b> da parte del personale apicale (l&#8217;89.3% ritiene che la corruzione pervada le pubbliche amministrazioni a prescindere dalla loro attività);</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY">l&#8217;analisi del <b>livello di rischio corruzione</b> nei processi di acquisto delle aziende sanitarie ( il 40% delle aziende sanitarie non ha svolto analisi dei rischi);</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY">l&#8217;introduzione degli<b> indicatori di spreco</b> nei conti economici delle aziende sanitarie (circa 1 miliardo di euro sono i potenziali risparmi che si possono ricavare nelle Asl per voci di spesa non collegate all&#8217;efficacia delle cure).</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">I dati per la ricerca sono stati rilevati presso aziende sanitarie soggette alle legge 190/2012 che prevede l&#8217;obbligo per la pubblica amministrazione di fare analisi di rischio. Ma solo 1 ente su 4 ha adempiuto agli obblighi di legge.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcune stime affermano che 2 milioni di italiani hanno ricevuto buste in sanità e più di 10 milioni hanno fatto visite in nero. Come ha affermato il rappresentate del Segretariato Italiano Studenti Medicina: &#8220;Il primo passo per combattere la corruzione è informare&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Per saperne di più:</p>
<p><a href="http://www.altalex.com/documents/news/2013/02/19/legge-anticorruzione-analisi-della-legge-n-190-2012">Legge 190/2012</a></p>
<p><a href="https://www.curiamolacorruzione.it/" target="_blank">Progetto &#8220;Curiamo la corruzione&#8221;</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/04/grafico-sanita.jpg"><img class=" size-medium wp-image-5196 alignleft" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/04/grafico-sanita-300x212.jpg" alt="grafico-sanita" width="300" height="212" /></a></p>
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		<title>Lobbying e conflitto di interessi: il caso Mediaset</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2016 12:40:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Letizia Pittiglio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="section">
<div class="section">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/02/Schermata-02-2457445-alle-13.36.09.png"><img class="size-medium wp-image-5023" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/02/Schermata-02-2457445-alle-13.36.09-300x233.png" alt="Schermata 02-2457445 alle 13.36.09" width="300" height="233" /></a></p>
<div class="column" style="text-align: justify;">
<p>Molto spesso i politici durante l’iter di approvazione di una legge subiscono pressioni da parte di gruppi di interesse. E’ questo il cosiddetto fenomeno di lobbying diretta: gruppi di persone che sono in grado di influenzare la classe dirigente, tramite diversi mezzi, per ottenere favoritismi. In alcuni casi queste pressioni, per esempio laddove non sono trasparenti, generano veri e propri casi di conflitto di interessi. Nello studio &#8220;<strong>Market-based Lobbying: Evidence from Advertising Spending in Italy</strong>&#8221; pubblicato nel 2014 dal <strong>National Bureau of Economic Research</strong> degli Stati Uniti viene affrontata una diversa tipologia di lobbying detta indiretta: le imprese cercano di influenzare businessmen politici attraverso <em>proxy</em> commerciali (figura 1). In particolare, è stato riscontrato che nel caso in cui un politico controlli una particolare attività commerciale, allora molti gruppi aziendali spostano la propria spesa verso quell’attività nella speranza di assicurarsi una regolamentazione favorevole.</p>
</div>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/02/Schermata-02-2457445-alle-13.36.18.png"><img class=" size-medium wp-image-5024 aligncenter" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/02/Schermata-02-2457445-alle-13.36.18-300x221.png" alt="Schermata 02-2457445 alle 13.36.18" width="300" height="221" /></a></p>
<div class="section" style="text-align: justify;">
<div class="section">
<div class="section">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>Lo studio sopracitato analizza l’influenza della lobbying indiretta al caso Italia, certamente peculiare giacché è permesso ai funzionari governativi che ricoprono cariche politiche di rilievo di mantenere le proprie partecipazioni aziendali.<br />
Durante le varie legislature che si sono susseguite in Italia si è cercato di mettere in atto proposte di legge volte a risolvere il problema del conflitto di interessi: la <strong>legge 20 luglio 2004 n. 215</strong> (tutt&#8217;ora in vigore) prevede l&#8217;incompatibilità nell&#8217;assumere incarichi differenti da quelli di governo, o nell&#8217;adottare atti od omissioni da cui deriverebbe &#8220;<em>un&#8217;incidenza specifica e preferenziale sul patrimonio</em>&#8221; ma non l&#8217;ineleggibilità del soggetto sottoposto ad un potenziale conflitto di interessi. Quest&#8217;ultimo aspetto è, altresì, definito come conflitto d&#8217;interessi solo quando da un atto od omissione deriverebbe un &#8220;<em>danno per l&#8217;interesse pubblico</em>&#8220;.</p>
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>Un secondo punto di particolare problematicità risiederebbe nel fatto &#8220;<em>che la legge 215 non ricomprende la “mera proprietà” di un&#8217;impresa né tra le ipotesi di incompatibilità né tra le ipotesi di conflitto di interessi</em>&#8220;. Nella legge in vigore non si pone, cioè, nessuna risoluzione per il problema alla radice, ma solo un&#8217;inutile risoluzione ex post. Nella XVII legislatura (quella odierna), in risposta ad un&#8217;interrogazione parlamentare è stato affermato che &#8220;<em>la Camera dei deputati sta esaminando una riforma complessiva della disciplina vigente in materia di incompatibilità e di conflitti di interesse, già contenuta nella legge n. 215 del 2004. In particolare, è stato predisposto un testo unificato [&#8230;] che innova la vigente disciplina, prospettando una regolamentazione anche preventiva del conflitto di interessi e modificando la disciplina delle ineleggibilità dei parlamentari e dei consiglieri regionali</em>&#8220;.</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
<div class="column">
<p style="text-align: justify;">Nello studio pubblicato dal National Bureau of Economic Research viene considerato il caso dell&#8217;ex primo ministro Silvio Berlusconi, tramite l&#8217;analisi dei dati pubblicitari dal 1993 al 2009, un periodo nel quale è stato primo ministro per tre volte, mantenendo il controllo della più grande rete televisiva privata in Italia. La profittabilità dei tre canali Mediaset dipende dagli <strong>introiti pubblicitari</strong> e dallo studio dei dati è stato rilevato che gli investimenti pubblicitari venivano direzionati verso la rete televisiva esercitando in tal modo un&#8217;attività d&#8217;influenza nel processo legislativo. L&#8217;acquisto di pubblicità sulle reti Mediaset da parte di gruppi nei settori regolamentati (quelli cioè soggetti ad una disciplina sull&#8217;organizzazione del mercato) aumenta sempre quando Berlusconi è al governo (figura 2). E&#8217; stato, inoltre, calcolato che i profitti di Mediaset siano cresciuti di un miliardo di euro durante il periodo 1993-2009 e che le imprese regolamentate abbiano ricevuto notevoli rendimenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/02/Schermata-02-2457445-alle-13.36.25.png"><img class=" size-medium wp-image-5025 aligncenter" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/02/Schermata-02-2457445-alle-13.36.25-300x205.png" alt="Schermata 02-2457445 alle 13.36.25" width="300" height="205" /></a></p>
<div class="column">
<div class="column" style="text-align: justify;">
<p>Questo tipo di lobbying opera solo nel caso in cui non vi sia una legislazione che vieti esplicitamente la concentrazione simultanea di interessi politici ed economici. A differenza degli Stati Uniti, l&#8217;Italia non ha regole in materia. Al di fuori dell&#8217;Italia si possono trovare alti casi di lobbying indiretta come, per esempio, quello tailandese riguardante Thaksin Shinawatra, primo ministro tra 2001 e il 2006 e quello dell’ex presidente del Cile, Sebastian Piñera, entrambi proprietari delle più influenti emittenti televisive del paese. O ancora il caso di Nitin Gadkari, leader del partito di opposizione indiano BJP tra il 2010 e il 2013 e azionista principale del gruppo Purti, con interessi nel settore energetico, dello zucchero e dell&#8217;alcool.</p>
<p>&#8220;<em>L&#8217;investimento pubblicitario aggira gli obblighi di trasparenza del finanziamento ai partiti, ma può rivelarsi molto efficace</em>&#8221; dice <strong>Ruben Durante da Yale</strong>, uno dei quattro economisti che ha lavorato allo studio.</p>
</div>
<div class="section" style="text-align: justify;">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>Il caso specifico dell&#8217;Italia può essere generalizzato a qualsiasi caso in cui vi sia una elevata concentrazione di poteri economici e politici su un solo individuo: è il caso dei sistemi dittatoriali o oligarchici. In un sistema democratico, un&#8217;adeguata regolamentazione in termini di leggi sul conflitto di interessi eliminerebbe o almeno attenuerebbe l’effetto del lobbying indiretto, tentando di smentire almeno per una volta la sentenza di Marco Porcio <strong>Catone</strong>: “<em>I ladri di beni privati passano la vita in carcere e in catene, quelli di beni pubblici nelle ricchezze e negli onori</em>”.</p>
</div>
</div>
<div class="section"></div>
</div>
<p style="text-align: justify;">
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
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