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	<title>NOi contro la CORRUZIONE &#187; Francesco Fazzi</title>
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		<title>EPIFANIA SENZA BANCHETTI A PIAZZA NAVONA</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2015 15:16:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Fazzi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come lo scorso anno, ancora una volta con molta probabilità nella capitale non verranno allestiti banchetti per la storica Festa della Befana del 6 gennaio a piazza Navona. La gara per l’assegnazione dei banchi per il mercato natalizio nel centro di Roma, secondo quanto emerso dalle analisi svolte dall’Autorità nazionale Anticorruzione (Anac), avrebbe presentato delle [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/12/mercatino-natale-piazza-navona-roma.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4608" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/12/mercatino-natale-piazza-navona-roma-300x226.jpg" alt="mercatino-natale-piazza-navona-roma" width="300" height="226" /></a>Come lo scorso anno, ancora una volta con molta probabilità nella capitale non verranno allestiti banchetti per la storica Festa della Befana del 6 gennaio a piazza Navona.</p>
<p style="text-align: justify;">La gara per l’assegnazione dei banchi per il mercato natalizio nel centro di Roma, secondo quanto emerso dalle analisi svolte dall’Autorità nazionale Anticorruzione (Anac), avrebbe presentato delle “Macroscopiche irregolarità” come le definisce Raffaele Cantone presidente proprio dell’Anac.</p>
<p style="text-align: justify;">L’autorità anticorruzione dopo accurati controlli ha inviato la documentazione al nuovo commissario di Roma, Francesco Paolo Tronca il quale ha incaricato un’apposita Commissione Ispettiva Interna, al fine di verificare la correttezza dei procedimenti amministrativi connessi appunto all’assegnazione dei posteggi e delle locazioni per l’allestimento dei classici banchetti della storica piazza romana nel periodo natalizio. Dalle indagini svolte, sono emerse, andando a confermare quanto era stato rinvenuto dall’Anac, delle irregolarità formali e sostanziali che non hanno lasciato altra scelta al commissario F.P. Tronca se non quella di annullare tutti gli atti relativi alla gara. A questo punto si attende solo l’ufficialità dell’annullamento del bando da parte del I Municipio guidato da Sabina Alfonsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma la domanda di tutti è: e adesso cosa si fa?</p>
<p style="text-align: justify;">Annullato il bando è praticamente impossibile cominciare da zero una nuova gara considerando il poco tempo a disposizione visto che l’allestimento dovrebbe iniziare l’8 Dicembre come da tradizione. Ma l’obiettivo di tutti, specialmente del presidente del I Municipio, è quello di trovare un “piano B” in poco tempo, in modo da non lasciare per il secondo anno consecutivo la capitale e i tutti i romani senza il tipico mercatino natalizio. Per ora una delle proposte avanzate e più accreditate sarebbe quella di organizzare la festa di Emergency, la ONLUS made ini italy fondata da Gino Strada nel maggio del 1994.</p>
<p style="text-align: justify;">Staremo a vedere.</p>
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		<title>Nuove misure anticorruzione: ecco come in Brasile si reagisce allo scandalo Petrobas</title>
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		<pubDate>Tue, 19 May 2015 12:13:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Fazzi]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
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		<description><![CDATA[Non sono sicuramente tempi facili questi per il Brasile, dal momento che, nell’ultimo periodo, si è trovato in casa uno degli scandali più imponenti a livello globale. Da qualche tempo, infatti, per alcune personalità di rilievo della politica del paese, il procuratore generale Rodrigo Janot ha esplicitamente chiesto alla Corte Suprema di aprire un’inchiesta con [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Non sono sicuramente tempi facili questi per il Brasile, dal momento che, nell’ultimo periodo, si è trovato in casa uno degli scandali più imponenti a livello globale.</p>
<p style="text-align: justify;">Da qualche tempo, infatti, per alcune personalità di rilievo della politica del paese, il procuratore generale Rodrigo Janot ha esplicitamente chiesto alla Corte Suprema di aprire un’inchiesta con l’obiettivo di mandarle a processo, in quanto sospettate di aver accettato mazzette dalla Petrobras, l’ente petrolifero dello Stato, che sembra fosse in crisi da ormai qualche tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">La presidente Brasiliana, senza indugio, si è schierata immediatamente dalla parte della giustizia dichiarando che “il nostro governo è intransigente contro la corruzione, abbiamo il dovere di combattere l’impunità e la corruzione”.</p>
<p style="text-align: justify;">Con estrema prontezza, infatti, il governo Brasiliano guidato dalla presidente Dilma Rousseff, esponente del partito Laburista Cristiano,  ha voluto dare un segnale forte al paese e non solo, presentando, al Congresso che dovrà approvarle,  una serie di misure anti-corruzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra queste, le aziende responsabili di crimini contro la pubblica amministrazione pagheranno ammende fino al venti percento dei loro profitti totali. Inoltre, per coloro che si sono arricchiti con azioni illecite, d’ora in poi , sarà previsto il sequestro di tutti i beni. Altra novità, tutt’altro che trascurabile, è che per essere nominati in posizioni governative, con queste nuove leggi, i candidati dovranno vantare una fedina penale immacolata e non avere alcun procedimento in corso.</p>
<p style="text-align: justify;">Tali misure, come detto dalla stessa Rousseff, serviranno per ridare credibilità alle istituzioni e per riavvicinare i cittadini al mondo politico, dopo che sono rimasti comprensibilmente scossi dallo scandalo e da una serie di misure adottate negli ultimi anni, giudicate inefficaci oltre che dispendiose.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto, guardando per un attimo in casa nostra, possiamo notare che la situazione non è poi cosi diversa da quella del Brasile in quanto a scandali; e allora la domanda sorge spontanea, perché una reazione cosi dai governi nostrani non è ancora avvenuta. In fondo potremmo prendere qualche spunto dal governo Brasiliano non credete?</p>
<p style="text-align: justify;">
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>LA CENSURA ALLEATA DELLA CORRUZIONE</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2015 07:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Fazzi]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[censura]]></category>
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		<description><![CDATA[E’ di questi giorni la notizia che alcuni ricercatori specialisti di sicurezza informatica hanno portato alla luce una nuova arma informatica usata dalla Cina. Questo strumento informatico, denominato “Il Grande Cannone”, dà la possibilità di attaccare e manipolare siti web, contenenti informazioni scomode per il governo di Pechino, trasferendo virus su computer e server di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/04/cina-stretta-di-vite-sulla-rete-pechino-vuole-schedare-tutti-gli-utenti-638x425-1-1024x682-2yvsxxjvkj3fqz82vhmeio.jpg"><img class="alignleft  wp-image-2093" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/04/cina-stretta-di-vite-sulla-rete-pechino-vuole-schedare-tutti-gli-utenti-638x425-1-1024x682-2yvsxxjvkj3fqz82vhmeio-300x131.jpg" alt="cina-stretta-di-vite-sulla-rete-pechino-vuole-schedare-tutti-gli-utenti-638x425-1-1024x682-2yvsxxjvkj3fqz82vhmeio" width="373" height="163" /></a>E’ di questi giorni la notizia che alcuni ricercatori specialisti di sicurezza informatica hanno portato alla luce una nuova arma informatica usata dalla Cina. Questo strumento informatico, denominato “Il Grande Cannone”, dà la possibilità di attaccare e manipolare siti web, contenenti informazioni scomode per il governo di Pechino, trasferendo virus su computer e server di tutto il mondo. La presenza di un dispositivo del genere in questo paese non ci dovrebbe stupire, vista l’esistenza già del “Grande Firewall”, un sistema che viene utilizzato per individuare e bloccare tutte le ricerche internet che il governo giudica controverse.</p>
<p style="text-align: justify;">“Il Grande Cannone”, riesce a gestire computer e server in collegamento remoto, senza che gli utilizzatori abituali dei propri personal computer se ne accorgano.</p>
<p style="text-align: justify;">Con questi sistemi di censura a distanza la Cina si assicura il primato di “nemico del web”, dal momento che, non solo può controllare l’opinione pubblica all’interno del paese, ma anche all’estero.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ per tale motivo che la prima potenza asiatica risulta essere la principale sospettata dell’attacco al sito GitHub, sito che si occupa dello sviluppo di software, con sede a San Francisco, in California. Secondo quanto emerso dalle indagini, in seguito alla pubblicazione su questo sito internet di alcune pagine dai contenuti proibiti nel paese orientale, il sito sarebbe stato congelato e paralizzato proprio utilizzando “Il Grande Cannone”.</p>
<p style="text-align: justify;">Sicuramente non è una novità che il governo cinese sia particolarmente interessato al controllo dell’opinione pubblica, ma se negli anni passati il controllo ideologico puntava in particolar modo a evitare l’azione collettiva piuttosto che le critiche personali degli individui, con l’evoluzione del web, questo confine è sempre meno definito e difficilmente individuabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Del resto non ci dobbiamo dimenticare che la Cina è il paese dove il Governo ha minacciato di chiudere Sina, uno dei portali di news più frequentati dagli utenti cinesi, se non avesse provveduto a rafforzare la censura; inoltre, è il paese dove è severamente vietato l’uso di alcuni tra i più importanti social network come Twitter, Youtube e Facebook.</p>
<p style="text-align: justify;">Un controllo mediatico così elevato non può non avere effetti sulla campagna anti-corruzione, promossa dal Presidente in carica Xi Jinping. Infatti, nonostante quest’ultima stia portando ottimi risultati, andando a colpire anche personalità di rilievo dal punto di vista politico, numerosi attivisti impegnati nella lotta alla corruzione dichiarano di essere ancora “imbavagliati”. Un caso eclatante è sicuramente quello di Zhu Ruifeng, che ha denunciato più di cento persone per reato di corruzione sul suo blog, per poi sparire improvvisamente dalla rete in seguito ad un articolo sul capo segretario di Junjiang, città nella regione del Fujian.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ davvero difficile non pensare che una censura così ferrea tolga respiro alle denunce dei singoli e impedisca azioni efficaci contro la corruzione; del resto censura e corruzione potremmo definirle come due facce di una stessa medaglia.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto, quindi, dobbiamo chiederci perché il governo da un lato sponsorizza una campagna per la lotta alla corruzione e dall’altro mantiene un livello di censura così alto?</p>
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		<title>INDONESIA: UN PAESE CHE LOTTA PER L’INTEGRITA’</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2015 06:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Fazzi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Negli ultimi anni, l&#8217;Indonesia ha compiuto notevoli progressi nella lotta alla corruzione. In molti, sia all&#8217;interno, che all&#8217;esterno del paese, concordano nell’attribuire gran parte di questo successo alla commissione anticorruzione dell&#8217;Indonesia, il KPK, un’agenzia governativa incaricata della lotta alla corruzione. Dalla sua istituzione nel 2002, il KPK ha fatto arrestare centinaia di uomini d&#8217;affari, politici [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/03/giv5_koko.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1982" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/03/giv5_koko-300x200.jpg" alt="giv5_koko" width="300" height="200" /></a>Negli ultimi anni, l&#8217;Indonesia ha compiuto notevoli progressi nella lotta alla corruzione. In molti, sia all&#8217;interno, che all&#8217;esterno del paese, concordano nell’attribuire gran parte di questo successo alla commissione anticorruzione dell&#8217;Indonesia, il KPK, un’agenzia governativa incaricata della lotta alla corruzione. Dalla sua istituzione nel 2002, il KPK ha fatto arrestare centinaia di uomini d&#8217;affari, politici e funzionari governativi. Non dovrebbe sorprendere, quindi, che negli anni, il KPK e i suoi principali esponenti si siano fatti non pochi nemici, che cercano, costantemente, di indebolirlo.</p>
<p style="text-align: justify;">La Polizia Nazionale Indonesiana sembra essere particolarmente in conflitto con la commissione anticorruzione. E’ chiaro come tensioni di questo genere, tra organi che dovrebbero invece lavorare fianco a fianco  contribuiscano invece ad aumentare le tensioni sociali all’interno del paese..</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio in questi giorni, attivisti e organizzatori di associazioni pro-diritti umani, stanno scendendo in piazza al fianco del KPK, promuovendo continue campagne sul web all’insegna dello slogan #SaveKPK.</p>
<p style="text-align: justify;">A spingere la folla verso questa forte presa di posizione, non solo sul web, ma anche per le strade di Jakarta, hanno sicuramente contribuito l’arresto di  Abraham Samad, capo  della commissione KPK ed il fermo spiccato nei confronti del suo numero due  Bambag Widjojanto, entrambi accusati di diffamazione per la mancata nomina di Budi Gunawan a capo della polizia. I due accusati, in loro difesa, spiegano che la decisione è stata presa in quanto Budi Gunawan è stato uno tra i più stretti collaboratori dell’ex presidente Indonesiano, Sukarnoputri, ben noto all’agenzia  anticorruzione.</p>
<p style="text-align: justify;"><span lang="EN-US">Come appena evidenziato, gli attacchi personali nei confronti dei vertici dell&#8217;anticorruzione, hanno avuto una vasta eco all’interno del Paese, sfociata in numerose manifestazioni di piazza a difesa dei due funzionari. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span lang="EN-US">I cittadini si appellano all’attuale capo di Stato, Jokowi che sembra però ostaggio di delicati equilibri politici. Il presidente gode di una reputazione specchiata ma è certamente difficile far fronte a questini così delicate.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span lang="EN-US">La corruzione è un fenomeno molto presente nei paesi emergenti dell’Asia; i governi annualmente annunciano nuove commissionni per combattere questa piaga, che colpisce le loro economie, ma spesso si tramutano in espedienti per una parte della politica di portare avanti i propri interessi. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span lang="EN-US">Speriamo che persone come i due esponenti del KPK, precendentemente menzionati, che stanno pagando con il carcere le loro prese di posizione, andando anche contro i poteri forti, diano il buon esempio e portino ad un progressive cambiamento nella cultura e nella mentalità della gente che popola non solo questi paesi ma tutto il mondo.</span></p>
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		<title>PER UN MONDO SPORTIVO PIU&#8217; PULITO</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Mar 2015 07:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Fazzi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Regoliamoci. Le regole del gioco pulito”: è questo il nome del progetto realizzato dalla Lega Serie B insieme a Sportradar, società leader nell’analisi dei flussi di scommesse e nella lotta al match-fixing, e con il contributo dell’Istituto per il Credito Sportivo, detto anche banca dello sport, che coinvolge tutte le 22 società di Serie B di calcio. Il progetto è [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/03/sport-and-love.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1827" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/03/sport-and-love-300x200.jpg" alt="sport-and-love" width="300" height="200" /></a>“Regoliamoci<span lang="EN-US">. Le</span> regole<span lang="EN-US"> del</span> gioco pulito<span lang="EN-US">”: è</span><span lang="EN-US"> </span>questo il<span lang="EN-US"> nome del progetto realizzato dalla Lega Serie B insieme a Sportradar, società leader nell’analisi dei flussi di scommesse e nella lotta al match-fixing, e con il contributo dell’Istituto per il Credito Sportivo, detto anche banca dello sport, che coinvolge tutte le 22 società di Serie B di calcio. Il progetto è organizzato e coordinato da Gianluigi Pocchi, responsabile delle attività di Integrity e delle iniziative di Responsabilità Sociale della Lega Serie B.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span lang="EN-US">L’obiettivo è quello di contrastare il fenomeno sempre più frequente del <i>match-fixing, </i>cioè delle partite truccate<i>, </i> e quello delle frodi sportive, utilizzando  l’istruzione che è gli l’unico strumento  a nostra disposizione, con cui possiamo realmene ripulire il mondo sportivo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span lang="EN-US">Il 6</span> febbraio<span lang="EN-US"> del 2015,</span><span lang="EN-US"> </span><span lang="EN-US">I rappresentanti di questa iniziativa si sono recati a Perugia, dove tutto il club – dirigenza (compreso il presidente Santopadre), Prima squadra, staff tecnico e medico, Primavera e giovanili – ha partecipato ad un interessante incontro tenuto dall’avvocato Marcello Presilla, responsabile per l’Italia di Sportradar AG, società leader nella lotta al <i>match-fixing</i>. A supportare tale progetto educativo, c’è anche l’avvocato Guido Camera, legale che assiste la Lega Serie B, e l’Istituto di Credito Sportivo, che ha scelto di scendere in campo appoggiando questa iniziativa e dimostrando grande fiducia e speranza nel progetto stesso.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span lang="EN-US">Durante la giornata i partecipanti hanno collaborato con passione ed interesse, scoprendo anche cose nuove come il fatto che la locuzione “calcio-scommesse” di cui spesso si sente parlare in realtà è inesatta; quella giusta è, infatti, <i>match-fixing</i>, perchè il mondo delle scommesse non interessa solo il calico, ma in generale tutti gli sport tra cui il tennis, il basket e molti altri.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span lang="EN-US">Una delle notizie che sicuramente ha sbalordito di piu i partecipanti è quella che riporta che le cifre che ogni anno, nel mondo, vengono scommesse , variano tra i 700 e gli 800 miliardi di euro, con il calcio che risulta essere lo sport preferito dagli scommettitori, che, infatti, copre circa l’80% dell’ammontare annuale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span lang="EN-US">In particolare, nel nostro paese le scommesse sulle partite di pallone raggiungono il 92%, con la serie A che raccoglie circa 15 miliardi di giocate annue e la serie B che, invece, si ferma a 2 miliardi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span lang="EN-US">L’esperienza per i giocatori del Perugia è poi continuata con l’analisi di episodi realmente accaduti nella storia del nostro calcio e di quello internazionale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span lang="EN-US">La mia speranza ed il mio augurio è che questo progetto riesca a combattere tutto quel marcio che con il tempo si è addentrato nel mondo dello sport, un mondo che invece, dovrebbe essere pulito e leale.</span></p>
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		<title>CORRUZIONE: UNA SPINA NEL FIANCO PER LA CRESCITA</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Mar 2015 08:49:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Fazzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Controlli, audit e compliance]]></category>
		<category><![CDATA[confindustria]]></category>
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		<description><![CDATA[«La corruzione riduce gli investimenti privati, rende la spesa pubblica inefficiente, scoraggia l&#8217;accumulazione del capitale umano e peggiora la qualità delle istituzioni. È quindi un vero freno per il progresso economico». Questa citazione è l&#8217;incipit del rapporto «La corruzione zavorra per lo sviluppo», contenuto nel numero dello scorso dicembre di Scenari economici a cura del [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/03/confindustria-imago-258x258.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1785" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/03/confindustria-imago-258x258.jpg" alt="confindustria-imago--258x258" width="258" height="258" /></a>«La corruzione riduce gli investimenti privati, rende la spesa pubblica inefficiente, scoraggia l&#8217;accumulazione del capitale umano e peggiora la qualità delle istituzioni. È quindi un vero freno per il progresso economico». Questa citazione è l&#8217;incipit del rapporto «La corruzione zavorra per lo sviluppo», contenuto nel numero dello scorso dicembre di Scenari economici a cura del Centro studi di Confindustria.</p>
<p style="text-align: justify;">Il rapporto merita maggiore attenzione di quanta finora abbia ricevuto da parte d’imprese, politici e giornalisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Visti gli scandali che hanno caratterizzato gli ultimi mesi del 2014, tra cui quello di Mafia Capitale e quello dell’Expo, nel mese di dicembre il governo ha varato un disegno di legge anticorruzione in approvazione in Parlamento proprio in questi giorni.</p>
<p style="text-align: justify;">Diamo un’occhiata più da vicino a questo rapporto del Centro Studi Confindustria.</p>
<p style="text-align: justify;">Una prima interessante informazione la si può ricavare dai dati dell&#8217;Eurobarometro 2014, il sondaggio d’opinione commissionato periodicamente dal Parlamento europeo, secondo il quale il 97% dei cittadini italiani ritiene che la corruzione sia un fenomeno diffuso nel proprio Paese, contro il 68% dei cittadini francesi e il 59% di quelli tedeschi; inoltre, l&#8217;88% dei cittadini del bel paese è convinto che la corruzione riduca la concorrenza nel sistema economico, contro 75% della Francia e il 49% della Germania.</p>
<p style="text-align: justify;">Se ciò è sufficiente a chiarire quanto sia elevata la preoccupazione degli italiani riguardo i reati di corruzione e come questi possano influenzare l’economia e la crescita del paese, a destare ancor più preoccupazione è la percezione negativa della corruzione in Italia da parte dei manager stranieri, che una volta entrati in contatto con il nostro Paese, tendono successivamente a non investire più, con un conseguente calo del flusso di capitali esteri e con forti ripercussioni sulla bilancia dei pagamenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro aspetto interessante è fornito da un’analisi molto accurata svolta dalla Banca Mondiale, la quale dimostra come elevati livelli di corruzione danneggiano la crescita dei paesi. Tale studio è basato su dati relativi al periodo 1990-2011, prendendo come panel di riferimento più di 130 Paesi. Sulla base di questa analisi, il rapporto di Confindustria afferma che all’Italia basterebbe ridurre il tasso di corruzione anche solo al livello della Spagna, cosa non certo impossibile, per incrementare il tasso di crescita del Paese dello 0,6 per cento.</p>
<p style="text-align: justify;">Più in generale, la presenza di corruzione in un paese comporta dei danni che possono risultare irreparabili come, ad esempio, la netta frenata degli investimenti, sia privati che pubblici, un aumento dei costi per la realizzazione di infrastrutture, una sfiducia complessiva del cittadino e indirettamente una crescente fuga verso l’estero dei giovani più brillante in cerca di un riconoscimento meritocratico.</p>
<p style="text-align: justify;">Il punto è che per contrastare la corruzione in questo paese non basta più sanzionare ma, come dice il vice presidente di Confindustria Carlo Pesenti, è necessario porre in essere azioni di prevenzione.</p>
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		<title>“Soffiate-anonime”, un’arma che può contrastare la corruzione</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Feb 2015 07:21:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Fazzi]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Piano Anticorruzione]]></category>
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		<description><![CDATA[Tra i mesi di settembre ed ottobre del 2014, l’organizzazione internazionale, Transparency International Italia ha dato il via alla realizzazione della piattaforma di whistleblowing “Alac-Allerta Anticorruzione”, che permette a chiunque di denunciare episodi di corruzione in forma del tutto anonima. Il sito risulta attivo ed operativo dal mese di dicembre e sembra aver avuto subito [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/02/email-marketing1-672x372.jpg"><img class="alignleft  wp-image-1599" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/02/email-marketing1-672x372-300x166.jpg" alt="email-marketing1-672x372" width="337" height="187" /></a>Tra i mesi di settembre ed ottobre del 2014, l’organizzazione internazionale, Transparency International Italia ha dato il via alla realizzazione della piattaforma di whistleblowing “Alac-Allerta Anticorruzione”, che permette a chiunque di denunciare episodi di corruzione in forma del tutto anonima.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sito risulta attivo ed operativo dal mese di dicembre e sembra aver avuto subito un impatto positivo. Le soffiate, infatti, sembrano essere arrivate a quota 40, non male considerando che il servizio è disponibile da appena due mesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo il Presidente di Transparency International Italia, Virginio Carnevali  &#8220;le segnalazioni pervenute sono relative in particolare a tre settori: edilizia, sanità e servizi pubblici” e gli episodi incriminati sono i più vari, dal medico che cerca di indirizzare i malati al proprio studio privato, al funzionario pubblico che assicura tempi burocratici più brevi in cambio di tangenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Dai risultati di questo primo periodo di attività la regione del bel paese con un maggior numero di denunce effettuate è il Lazio, seguita immediatamente da Lombardia e Puglia, che pronte a completare il podio, registrano segnalazioni di violazioni sia in campo amministrativo che penale.</p>
<p style="text-align: justify;">Da sottolineare, che forse, però, il risultato più importante derivante dall’iniziativa di Transparency International, è l’effetto domino che ha creato, dando ispirazione ad una serie di altre iniziative con lo stesso obiettivo di raccogliere denunce per contrastare il fenomeno della corruzione, che come affermato dalla Corte dei Conti in questi giorni, sta ormai dilagando.</p>
<p style="text-align: justify;">In particolare il comune di Milano da circa due settimane ha reso operativa la propria struttura informatica, fortemente voluta dal sindaco Giuliano Pisapia, presentata alla fine del 2014, grazie alla quale i dipendenti dell’ente comunale avranno al possibilità di inviare e-mail criptate per denunciare eventuali comportamenti illeciti di propri colleghi, in un’apposita sezione della intranet comunale.</p>
<p style="text-align: justify;">Un ultimo punto: due progetti, due governance diverse: una della società civile ed una pubblica; la domanda sorge spontanea: è la stessa cosa?</p>
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		<title>L’UE mette sotto accusa Amazon e il Lussemburgo.</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2015 07:16:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Fazzi]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[conflitto di interessi]]></category>
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		<description><![CDATA[Amazon, la multinazionale a stelle e strisce che negli ultimi anni ha preso il dominio del commercio online, è accusata dalla UE di aver ricevuto aiuti di Stato, con la concessione di privilegi fiscali, da parte del piccolo paese del Lussemburgo. L’Unione Europea risulta essere sempre molto accorta sulla questione dei cosiddetti “aiuti di Stato” [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/01/Amazon_tassa_indagine_commissione_ue_unione_europea_e-commerce_lussemburgo-800x500_c.jpg"><img class="alignleft  wp-image-1435" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/01/Amazon_tassa_indagine_commissione_ue_unione_europea_e-commerce_lussemburgo-800x500_c-300x187.jpg" alt="Amazon_tassa_indagine_commissione_ue_unione_europea_e-commerce_lussemburgo-800x500_c" width="268" height="167" /></a>Amazon, la multinazionale a stelle e strisce che negli ultimi anni ha preso il dominio del commercio online, è accusata dalla UE di aver ricevuto aiuti di Stato, con la concessione di privilegi fiscali, da parte del piccolo paese del Lussemburgo. L’Unione Europea risulta essere sempre molto accorta sulla questione dei cosiddetti “aiuti di Stato” che, infatti, generalmente, sono vietati all’interno dell’area europea, in quanto si considerano dannosi per il mercato, che ne subisce delle distorsioni. Naturalmente possono esserci delle deroghe a tale divieto, nel caso in cui vi sia un interesse comune per l’intera comunità europea, ma secondo la Commissione UE, non è questo il caso. La società di Seattle, però ha immediatamente respinto le accuse, sostenendo di avvalersi delle norme fiscali che vengono applicate alla concorrenza, e di non ricevere alcun favoritismo in termini fiscali.</p>
<p>Evidentemente, l’esecutivo UE, non è dello stesso parere, avendo reso nota, la lettera inviata alle autorità del Granducato, riguardo al regime fiscale di cui, il colosso made USA, avrebbe beneficiato.</p>
<p>L’importante decisione di aprire un’inchiesta su questi fatti poco chiari, è stata presa tra i mesi di settembre ed ottobre, durante i quali, però, si è deciso di non divulgare i dettagli della posizione della Commissione Europea per svolgere l’attività di indagine nel miglior modo possibile.</p>
<p>Nel mirino dell&#8217;accusa c’è la cosiddetta “tax rulling”, una pratica legale che serve per chiarire in anticipo il trattamento fiscale che alla società verrà imposto, in modo che sia possibile fare un’oculata scelta e considerazione su quale sia il modo più conveniente di operare. Il sospetto, però, è che questa volta si sia andati ben oltre una semplice previsione del trattamento fiscale migliore, ma che ci sia stato un vantaggio che ha condotto ad una vera e propria elusione fiscale; se così fosse per Amazon sarà un brutto colpo, visto che, oltre a dover pagare una multa di dimensioni non certo trascurabili, dovrà fare i conti con una notevole pubblicità negativa.</p>
<p>Non è la prima volta che le istituzioni Europee si trovano a dover fronteggiare una situazione di questo tipo. Infatti la procedura seguita è stata la stessa già utilizzata in passato per altre inchieste aperte contro l’Olanda per la catena Starbucks e per la Apple e lo stesso Lussemburgo.</p>
<p>Sembra proprio che con queste indagini andremo incontro ad un periodo turbolento, che avrà non poche ripercussioni anche sul profilo politico, visto che l’attuale presidente della Commissione Europea è Jean Claude Juncker, il quale ha ricoperto, la carica di primo ministro dal 1995 al recente 2013, e quella di ministro delle finanze dal 1989 al 2009, proprio del Lussemburgo. Casualità o no, è certo che si potrebbe profilarsi un caso di conflitto d’interessi di non facile gestione.</p>
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		<title>Cina: facilitavano i viaggi verso la Mecca, finiscono agli arresti 32 funzionari</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jan 2015 11:55:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Fazzi]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[cina]]></category>
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		<description><![CDATA[La mattina del 13 gennaio 2015, il Segretario generale del PCC, presidente dello Stato e della Commissione centrale militare cinese Xi Jinping, ha sottolineato, durante un’ intervista  a “China Radio International”, che nel 2014 i provvedimenti per la lotta alla corruzione portati avanti proprio dal suo partito, hanno ottenuto risultati eccellenti. A partire dai piani alti [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">La mattina del <img class="alignleft  wp-image-1326" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/01/sp_Xi-Jinping-257x300.jpg" alt="sp_Xi Jinping" width="167" height="195" />13 gennaio 2015, il Segretario generale del PCC, presidente dello Stato e della Commissione centrale militare cinese Xi Jinping, ha sottolineato, durante un’ intervista  a “China Radio International”, che nel 2014 i provvedimenti per la lotta alla corruzione portati avanti proprio dal suo partito, hanno ottenuto risultati eccellenti. A partire dai piani alti del Partito e dello Stato, è fondamentale persistere verso questa direzione per sconfiggere questo fenomeno, procedendo, inoltre, con determinazione alle indagini sugli elementi privi di trasparenza e prevedendo sanzioni molto pesanti per scoraggiare i cittadini ad un comportamento scorretto. Effettivamente si cominciano ad intravedere i primi risultati. Due giorni dopo questa dichiarazione, trentadue  funzionari, della regione autonoma Xinjiang, situata nell’area nord-occidentale del paese, sono finiti in manette con l’accusa di corruzione ed abuso d’ufficio. Secondo le indiscrezioni trapelate dai quotidiani locali, la colpa degli indiziati, alcuni dei quali sono stati anche espulsi dal Partito Comunista, sarebbe quella di aver intascato tangenti sui pellegrinaggi verso la Mecca, in cambio di uno snellimento nelle pratiche burocratiche e nei tempi di attesa necessari per i viaggi organizzati.</p>
<p style="text-align: justify">A primo impatto può sembrare una vicenda di corruzione molto curiosa se pensiamo che solitamente leghiamo tale fenomeno agli appalti o alla politica, eppure se si pensa che in questa precisa regione della Cina è presente una comunità turca che rappresenta circa il 45% della popolazione, si capisce immediatamente come possa essere risultata una grande fonte di guadagni per tali funzionari. Secondo stime ufficiali lo scorso anno sono stati ben 14 mila i cinesi di religione musulmana che sono andati in pellegrinaggio nei luoghi sacri dell’Islam. In quest’area della Cina del resto sono molto forti le tensioni con lo Stato Centrale di Pechino, che, secondo le autorità locali, ha optato per una politica di repressione contro gli appartenenti all’etnia turca, prevedendo tra le varie normative da rispettare, il divieto per lavoratori e studenti di digiunare durante il mese del Ramadam.</p>
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		<title>Piano Anticorruzione Agenzia delle Entrate: arriva la e-mail per le denunce dei dipendenti</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Dec 2014 10:09:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Fazzi]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[agenzia delle entrate]]></category>
		<category><![CDATA[Anticorruzione]]></category>
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		<description><![CDATA[“Il vero male, come dice Don Mazzi, è in chi guarda e lascia passare”; è con questa affermazione che la numero uno del Fisco Italiano, Rossella Orlandi, ha presentato il nuovo piano, volto a  ridurre il fenomeno della corruzione nell’ambito dell’Agenzia delle Entrate. In modo particolare, con tali parole, la direttrice Orlandi, vuole evidenziare quanto [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2014/12/310x0_1402696633104_orlandi_rossella.jpg"><img class="alignleft wp-image-1131" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2014/12/310x0_1402696633104_orlandi_rossella-300x300.jpg" alt="310x0_1402696633104_orlandi_rossella" width="194" height="194" /></a>“Il vero male, come dice Don Mazzi, è in chi guarda e lascia passare”; è con questa affermazione che la numero uno del Fisco Italiano, Rossella Orlandi, ha presentato il nuovo piano, volto a  ridurre il fenomeno della corruzione nell’ambito dell’Agenzia delle Entrate. In modo particolare, con tali parole, la direttrice Orlandi, vuole evidenziare quanto troppo frequentemente i dipendenti siano a conoscenza di cosa accade negli uffici, ma non riferiscano alle autorità competenti per paura o semplicemente perché credono che la cosa non li riguardi. Spesso, però, questo fenomeno di “omertà” è dovuto anche da una mancanza di tutela, da parte delle istituzioni, per chi, invece, è propenso a rendere noti alcuni atteggiamenti non corretti.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ proprio in questo senso, che L’Agenzia delle Entrate è in procinto di lanciare, nei prossimi giorni, un nuovo progetto che prevede, non solo un’e-mail criptata per invogliare i 40.000 dipendenti pubblici a segnalare tutti i casi di corruzione di cui sono a conoscenza salvaguardando la loro privacy; ma è previsto anche l’organizzazione di un “ vero e proprio centro di ascolto, con persone qualificate, che si occupano di raccogliere le denunce e che diano assistenza”.</p>
<p style="text-align: justify;">Sull’argomento è intervenuto anche Raffaele Cantone, presidente in carica dell’Autorità Anticorruzione, che afferma: “ bisogna attuare le norme per la tutela dei whistleblowers previsto dal testo unico dei dipendenti pubblici  per consentire a chi vuole denunciare illeciti di farlo in modo tutelato”, aggiungendo che “non è delazione ma assunzione di responsabilità”. Dobbiamo, infatti, ricordare che chi denuncia, in alcuni casi, mette a rischio la propria vita o quella dei propri familiari; in questo senso è fondamentale che le autorità e le istituzioni assicurino e garantiscano una certa tutela, perché aumenti il numero di collaboratori di giustizia.</p>
<p style="text-align: justify;">La direttrice generale dell’Agenzia delle Entrate, infine, ha sottolineato, come sia di primaria importanza  prevedere, se non il raddoppio, perlomeno un prolungamento dei tempi della prescrizione previsti  per il reato di evasione fiscale con risvolti penali, “così che si permetta di avere il tempo necessario per evitare che accertamenti complessi vengano vanificati dai tempi di prescrizione”.</p>
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