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	<title>NOi contro la CORRUZIONE &#187; Daniele Rizzo</title>
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		<title>LE GRANDI INCOMPIUTE D’ITALIA. CAPITOLO 15, LA PUGLIA</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2016 08:30:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rizzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi e Ricerche]]></category>
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		<description><![CDATA[Si avvia verso la conclusione questo viaggio itinerante di anticorruzione.eu all’interno delle opere incompiute più costose d’Italia. A poche puntate dalla fine di questa rubrica ci spostiamo verso il sud della penisola, e più precisamente in Puglia, dove a quanto risulta dall’elenco anagrafico messo a disposizione dal SIMOI (Sistema Informativo di Monitoraggio delle Opere Incompiute)[1] [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Si avvia verso la conclusione questo viaggio itinerante di anticorruzione.eu all’interno delle opere incompiute più costose d’Italia. A poche puntate dalla fine di questa rubrica ci spostiamo verso il sud della penisola, e più precisamente in Puglia, dove a quanto risulta dall’elenco anagrafico messo a disposizione dal SIMOI (Sistema Informativo di Monitoraggio delle Opere Incompiute)<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a> ci sarebbero <strong>81 opere incompiute</strong> (di cui due di interessa nazionale). L’elenco, che fa riferimento ai dati raccolti per l’anno 2014, è stato pubblicato il 30 giugno 2015. Vediamo ora quali sono le opere con i costi più alti della regione.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre 34 milioni di euro sono stati preventivati per i lavori di sistemazione idraulica del bacino imbrifero del Capodacqua con utilizzazione irrigua delle acque alte negli agri di Gravina in Puglia e Poggiorsini. Posto che un bacino imbrifero è quella zona che raccoglie le acque piovane che andranno poi a confluire nel fiume, in questo caso il Capodacqua è l’affluente destro del Bradano. I lavori sono fermi al 56,36% e, proprio di fine novembre scorso sono le parole del commissario straordinario del “Consorzio di bonifica Terre d’Apulia” che hanno confermato l’imprevedibilità della ripresa dei lavori<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a>. L’imponente progetto di bonifica, che nasce già nel 1985<a href="#_ftn3" name="_ftnref3">[3]</a> ma che ha avuto un’esistenza lunga e tormentata da imprevisti burocratici, prevede la necessità di altri 15 milioni di euro oltre ai fondi già stanziati.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre il “Consorzio di bonifica Terre d’Apulia” è la stazione appaltante i lavori di costruzioni per scopi irrigui mediante lo sbarramento del torrente Saglioccia, in località Tempa Bianca, in agro di Altamura. Per la diga in questione i lavori sono iniziati nel 1977<a href="#_ftn4" name="_ftnref4">[4]</a>, due anni dopo la consegna dell’appalto, ma ancora sono fermi al 56,20% benché siano stati impegnati oltre 30 milioni di euro. Dal documento del SIMOI risulta che altri 15 sono i milioni che servirebbero per completare l’opera, i cui lavori sono al momento fermi nonostante il Consorzio spenda circa 200mila euro l’anno in custodia, vigilanza, energia elettrica, telefono, manutenzioni<a href="#_ftn5" name="_ftnref5">[5]</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2002 la giunta comunale di Taranto decide di avviare un “<em>project financing</em>” per ristrutturare lo storico Palazzo degli Uffici, con un investimento minimo previsto di oltre 30 milioni di euro<a href="#_ftn6" name="_ftnref6">[6]</a>. Il primo stop ai lavori si registra però già nel 2005 a causa del dissesto economico dichiarato dal Comune. Nel 2009, in seguito a un cambio di azienda appaltante, riprendevano i lavori (che però su carta sarebbero dovuti essere terminati entro il 2010). Alcuni imprevisti all’interno delle aziende appaltatrici che si sono alternate dal 2009 (come ad esempio l’indagine della DIA per infiltrazione mafiosa all’interno del Consorzio Aedars, ditta subentrata all’appalto) hanno però di fatto rallentato i lavori che sono ancora fermi al 6,13%. In altri 30 milioni di euro circa è stata valutata la cifra che servirebbe per riprendere e completare una volta per tutte la ristrutturazione del palazzo d’epoca. Recentemente sembra che la situazione si stia sbloccando, dopo che il Palazzo degli Uffici è stato inserito all’interno del Contratto Istituzionale di Sviluppo per Taranto, un atto negoziale sottoscritto dal Ministro per la Coesione Territoriale, d&#8217;intesa con il Ministro dell&#8217;Economia e Finanze e da altre amministrazioni competenti, con l’obiettivo di eseguire interventi prioritari di sviluppo, soprattutto nelle aree svantaggiate e nel Mezzogiorno.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> https://www.serviziocontrattipubblici.it/simoi.aspx</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> http://www.statoquotidiano.it/15/12/2015/la-strana-vicenda-del-sistema-capodacqua-pugliese/413719/</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a> Ibidem</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref4" name="_ftn4">[4]</a> http://www.statoquotidiano.it/05/10/2015/la-diga-piu-inutile-e-costosa-della-puglia/385261/</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref5" name="_ftn5">[5]</a> Ibidem</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref6" name="_ftn6">[6]</a> http://www.laringhiera.net/palazzo-degli-uffici-odissea-di-un-appalto/</p>
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		<title>LE GRANDI INCOMPIUTE D’ITALIA. CAPITOLO 14, L’ABRUZZO</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2016/05/le-grandi-incompiute-ditalia-capitolo-14-labruzzo/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2016 08:40:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rizzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[Appalti]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo scorso 29 giugno 2015 la Regione Abruzzo ha provveduto a pubblicare sul proprio portale istituzionale[1] l’elenco anagrafico delle opere incompiute relative al proprio territorio per l’anno 2014. L’elenco, che ha carattere censuario, viene redatto in seguito alle segnalazioni autonome che le amministrazioni fanno tramite il sito del SIMOI (Sistema Informativo di Monitoraggio delle Opere [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Lo scorso 29 giugno 2015 la Regione Abruzzo ha provveduto a pubblicare sul proprio portale istituzionale<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a> l’elenco anagrafico delle opere incompiute relative al proprio territorio per l’anno 2014. L’elenco, che ha carattere censuario, viene redatto in seguito alle segnalazioni autonome che le amministrazioni fanno tramite il sito del <strong>SIMOI (Sistema Informativo di Monitoraggio delle Opere Incompiute)</strong><a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a>. Al momento della pubblicazione nel territorio abruzzese risultavano quaranta opere incompiute, tutte d’interesse regionale eccetto una. Vediamo quali di queste sono le più costose.</p>
<p style="text-align: justify;">L’impianto di depurazione delle acque di Via Raiale, a Pescara, è attivo dal 1980<a href="#_ftn3" name="_ftnref3">[3]</a> e ha un’estensione pari a 65.700 metri quadrati. Da più di 25 anni è utilizzato per purificare le acque della zona, e già nel 2007 si è cominciato a parlare della necessità di operare degli interventi di adeguamento e ottimizzazione sul depuratore stesso<a href="#_ftn4" name="_ftnref4">[4]</a>. Sul documento del SIMOI si legge che per la concessione in “project financing” – riguardante la progettazione definitiva ed esecutiva, la realizzazione e la successiva gestione dei suddetti lavori – è stata preventivata una spesa di oltre 16 milioni di euro, a cui bisogna sommare altri circa 14 milioni per l’ultimazione dei lavori. Attualmente i lavori sono fermi all’8,2% del totale e ad oggi non sussistono le condizioni di riavvio degli stessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto DK15, redatto nel 2002<a href="#_ftn5" name="_ftnref5">[5]</a>, prevedeva una serie di opere per favorire il disinquinamento del fiume Pescara, come per esempio la “realizzazione di una serie di maxi-condotte lungo le linee strategiche della città per intercettare eventuali scarichi abusivi o semplicemente per dare al capoluogo adriatico delle condotte nuove e più efficienti”<a href="#_ftn6" name="_ftnref6">[6]</a>. Nel 2011 si diceva fossero 9 i milioni di euro per lo svolgimento dei lavori ottenuti con dei finanziamenti misti tra Ato (Ambito territoriale ottimale), Aca (Azienda comprensoriale acquedottistica) e amministrazione; ad oggi invece la cifra di partenza si aggira intorno ai 10 milioni di euro, oltre ai circa 7 milioni che servirebbero per ultimare l’opera. I lavori nel 2014 risultavano fermi al 21% del totale, mentre a fine aprile di quest’anno hanno rischiato di subire un nuovo stop a causa di grane burocratiche<a href="#_ftn7" name="_ftnref7">[7]</a>, ma poi a maggio hanno finalmente aperto un primo tratto del DK15<a href="#_ftn8" name="_ftnref8">[8]</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche le infrastrutture viarie sono presenti nel censimento anagrafico del SIMOI, e in particolare la strada di collegamento tra la zona industriale di Alanno Val Pescara e i centri vicini. L’opera, per cui sono stati inizialmente preventivati 6 milioni e mezzo di euro è ferma al 56,5% del totale, e servirebbero ancora altri 3 milioni e 300 mila euro per completarla. Allo stato attuale i lavori sono fermi in quanto le operazioni di collaudo hanno mostrato delle incoerenze tra progetto esecutivo, requisiti richiesti dal capitolato e lavori effettivamente realizzati.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a>http://www.regione.abruzzo.it/osservatorioappalti/index.asp?modello=opereIncompiute&amp;servizio=xList&amp;stileDiv=mono&amp;template=default&amp;msv=navigazi10</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> https://www.serviziocontrattipubblici.it/simoi.aspx</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a> http://www.primadanoi.it/news/cronaca/515011/Visita-al-depuratore-di-via-Raiale&#8212;-il-fangodotto-non-c-e&#8211;troppo-spese-.html</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref4" name="_ftn4">[4]</a>https://www.google.it/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=5&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=0ahUKEwi0lcLX1uPMAhXHtRQKHSMrAB0QFgg7MAQ&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.regione.abruzzo.it%2Fxambiente%2Fasp%2FloadDoc.asp%3FpdfDoc%3DxAmbiente%2Fdocs%2FavvisiDepositoVIA%2FavvisoDiVincenzo.pdf&amp;usg=AFQjCNHBldKmoFKrJrpmAQ4sK4NbprDa1Q</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref5" name="_ftn5">[5]</a> http://www.abruzzo24ore.tv/news/Pescara-vertice-progetto-DK-15/39093.htm</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref6" name="_ftn6">[6]</a> http://www.rete8.it/cronaca/123dk15-pescara-fi-il-progetto-e-del-centro-destra/</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref7" name="_ftn7">[7]</a> http://ilcentro.gelocal.it/pescara/cronaca/2016/04/20/news/i-lavori-per-il-fiume-rischiano-lo-stop-per-un-permesso-1.13335747</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref8" name="_ftn8">[8]</a> http://www.cityrumors.it/notizie-pescara/cronaca-pescara/237075-pescara-mare-fiume-inquinati-domani-attivo-primo-tratto-dk15.html</p>
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		<title>LE GRANDI INCOMPIUTE D’ITALIA. CAPITOLO 13, L’UMBRIA</title>
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		<pubDate>Tue, 17 May 2016 07:45:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rizzo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Giunta Regionale Umbra il 23 giugno 2014 approvò l’elenco anagrafico delle opere pubbliche incompiute, in seguito pubblicato sia sul sito del SIMOI (Sistema Informativo di Monitoraggio delle Opere Incompiute)[1], sia sul sito ufficiale della Regione[2]. Dall’elenco risultano esservi undici opere incompiute, tutte d’ambito d’interesse regionale. Tra queste, un’opera ha il costo preventivato che supera [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La Giunta Regionale Umbra il 23 giugno 2014 approvò l’elenco anagrafico delle opere pubbliche incompiute, in seguito pubblicato sia sul sito del <strong>SIMOI (Sistema Informativo di Monitoraggio delle Opere Incompiute)</strong><a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>, sia sul sito ufficiale della Regione<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a>. Dall’elenco risultano esservi <strong>undici opere incompiute</strong>, tutte d’ambito d’interesse regionale. Tra queste, un’opera ha il costo preventivato che supera i 140 milioni di euro, mentre tutte le altre sono di entità molto più modesta. Vediamo quali sono le più costose.</p>
<p style="text-align: justify;">Quasi <strong>141 milioni di euro</strong> sono stati previsti per il completamento della linea del minimetrò nel comune di Perugia; il progetto della tratta Pincetto – Monteluce risale al 1998,<a href="#_ftn3" name="_ftnref3">[3]</a> ma i lavori sono fermi al 67,42% del totale (in funzione del completamento fisico dell’opera). L’iter per progettare e finanziare i lavori di questa tratta è iniziato nel 2012<a href="#_ftn4" name="_ftnref4">[4]</a> eppure, come detto, manca ancora molto al completamento dell’opera, non sussistendo al momento le condizioni per il riavvio dei lavori.</p>
<p style="text-align: justify;">Molto più modesta è l’entità della seconda opera incompiuta per importanza. Erano quasi giunti al termine i lavori di riparazione e miglioramento sismico di un immobile di proprietà regionale sito in Assisi, in località Bandita Cilleni. Fermi all’85,92%, per questi lavori erano stati previsti circa 1 milione e 680 mila euro (così come testimonia il totale aggiornato all’ultimo quadro economico). Stessa sorte per gli immobili siti a Nocera Umbra (località Casacce), a Gubbio (località Salia-Cai Miari) e Spello (località Colpernieri), con i lavori di riparazione e miglioramento sismico rispettivamente fermi al 97,10%, 20,10%, 59,80%. Gli stanziamenti iniziali per i lavori di questi ultimi tre immobili erano di circa 2 milioni e mezzo di euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Sembrerebbero invece terminati i lavori per il recupero funzionale dell’Istituto Scolastico Comprensivo Ten. Petrucci a Montecastrilli (Terni). Opera da € 483.531,02 – a cui sommare altri circa 60 mila euro per l’ultimazione) –, al 23 giugno 2014 (data dell’elenco anagrafico) i lavori erano fermi al 68,24%; al 23 aprile 2015 risultava invece che i lavori fossero conclusi<a href="#_ftn5" name="_ftnref5">[5]</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Bloccati al 39,52% sono invece i lavori per la passerella pedonale sul torrente Tessino (Spoleto). Il progetto dell’opera risale al 2010, e i lavori sarebbero costati €450.000. Iniziati nel febbraio successivo subirono un fermo già nel novembre dello stesso anno, quando l’opera venne posta sotto sequestro data l’impossibilità di procedere al collaudo (vista l’irregolarità del materiale utilizzato). Attualmente si attende dunque il dissequestro della passerella per completare i lavori<a href="#_ftn6" name="_ftnref6">[6]</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a>                https://www.serviziocontrattipubblici.it/simoi.aspx</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a>                http://www.regione.umbria.it/opere-pubbliche/opere-incompiute</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a>                http://www.minimetrospa.it/azienda_storia.php</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref4" name="_ftn4">[4]</a>                http://www.perugiatoday.it/cronaca/minimetro-progetto-secondo-tratto-monteluce-iter-partito.html</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref5" name="_ftn5">[5]</a>                http://tuttoggi.info/comune-approva-intervento-da-153mila-euro-per-edilizia-scolastica/268728/</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref6" name="_ftn6">[6]</a>                http://tuttoggi.info/passerella-tessino-si-attende-solo-il-dissequestro-per-completarla/252272/</p>
]]></content:encoded>
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		<title>LE GRANDI INCOMPIUTE D’ITALIA. CAPITOLO 12, L’EMILIA ROMAGNA</title>
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		<pubDate>Mon, 09 May 2016 07:08:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rizzo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo scorso 30 aprile scadeva il termine ultimo[1] per l’invio del monitoraggio relativo alle opere pubbliche dell’Emilia Romagna; entro il 31 marzo la regione avrebbe infatti dovuto compilare l’elenco delle opere incompiute[2] sul sito del SIMOI (Sistema Informativo di Monitoraggio delle Opere Incompiute)[3] per segnalare appunto lo stato d’avanzamento dei lavori nel proprio territorio. Al [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Lo scorso 30 aprile scadeva il termine ultimo<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a> per l’invio del monitoraggio relativo alle opere pubbliche dell’Emilia Romagna; entro il 31 marzo la regione avrebbe infatti dovuto compilare l’elenco delle opere incompiute<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a> sul sito del <strong>SIMOI (Sistema Informativo di Monitoraggio delle Opere Incompiute)</strong><a href="#_ftn3" name="_ftnref3">[3]</a> per segnalare appunto lo stato d’avanzamento dei lavori nel proprio territorio.</p>
<p style="text-align: justify;">Al momento sul sito che si occupa del territorio della Regione è presente solamente l’elenco censitario delle opere incompiute relative all’anno 2014<a href="#_ftn4" name="_ftnref4">[4]</a>, che è stato pubblicato il 23 giugno 2015. <strong>Ventisei</strong> sono le <strong>opere</strong> di carattere regionale presenti sull’elenco del SIMOI, solo una quella di carattere nazionale. Vediamo quali sono le più costose.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul sito delle <strong>Ferrovie dell’Emilia Romagna</strong> (FER) è possibile individuare un bando<a href="#_ftn5" name="_ftnref5">[5]</a> aperto circa l’affidamento dell’appalto avente ad oggetto la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori relativi agli “Interventi per la realizzazione del nuovo assetto dei trasporti ferroviari nel comune di Ferrara e il collegamento diretto delle linee ferroviarie Rimini-Ferrara e Suzzara-Ferrara 1°stralcio &#8211; 2°lotto”; pubblicato il 30 marzo 2016, il bando scadrà il prossimo 18 maggio. “Le opere”, come si evince da una nota pubblicata da FER, “consistono principalmente nella realizzazione di un passante ferroviario delle merci che colleghi direttamente la linea Ferrara Rimini con la linea Ferrara Suzzara sottopassando la linea Bologna Padova. Detto passante è già stato realizzato a meno del collegamento con le linee da interrare; nell’interramento delle linee Rimini Ferrara e Ferrara Codigoro in ambito urbano ed eliminazione di tutti i passaggi a livello; nella realizzazione di tre fermate urbane (Aleotti, via Bologna e Rivana)”<a href="#_ftn6" name="_ftnref6">[6]</a>. I lavori, per cui è prevista una cifra complessiva di oltre 60 milioni di euro, sono ad oggi fermi al 26,13%; il progetto originario autorizzato necessita infatti di un adeguamento normativo “alle nuove disposizioni in materia antisismica ed in tema sicurezza di gallerie ferroviarie emanate successivamente alla redazione del progetto esecutivo”<a href="#_ftn7" name="_ftnref7">[7]</a>, e quindi i lavori sono in regime di sospensione parziale.</p>
<p style="text-align: justify;">A Correggio dovrebbero riprendere a breve i lavori per la ristrutturazione e l’ampliamento dell’Ospedale San Sebastiano (per la formazione di un centro per la riabilitazione post-acuta). A darne notizia è stata il sindaco della città lo scorso 10 aprile, annunciando che entro un anno dovrebbero addirittura terminare i lavori. Questo dopo che nell’agosto 2014 il cantiere si era fermato in seguito al fallimento della cooperativa che stava seguendo il ripristino della struttura ospedaliera. Cominciati nel 2004, e divisi in tre stralci, i lavori erano stati affidati a tre ditte diverse, le quali hanno portato l’avanzamento dei lavori intorno all’83%. Un’opera da oltre 34 milioni di euro che al momento attende quindi di essere completata.</p>
<p style="text-align: justify;">Per i lavori di restauro e recupero generale del teatro Verdi a Ferrara (1° e 2° lotto esecutivo) sono previsti € 13.800.000 (dieci dei quali già sono stati spesi negli anni passati)<a href="#_ftn8" name="_ftnref8">[8]</a>, più altri € 7.102.500 per l’ultimazione. Già dal 2010 i lavori sono fermi, a causa di un contenzioso tra la ditta appaltatrice e il Comune<a href="#_ftn9" name="_ftnref9">[9]</a>; nel 2012, dopo la parziale ristrutturazione dell’incompiuta, si cominciavano a registrare anche episodi di degrado<a href="#_ftn10" name="_ftnref10">[10]</a>. Al momento i lavori sono fermi al 48,53% e non sussistono le condizioni di riavvio degli stessi.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> http://territorio.regione.emilia-romagna.it/osservatorio/avvisi</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> Ibidem</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a> http://www.simoi.it/InitLogin.do</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref4" name="_ftn4">[4]</a> Si veda la nota 1.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref5" name="_ftn5">[5]</a> http://www.fer.it/?event=cig-6640246857-interventi-per-la-realizzazione-del-nuovo-assetto-dei-trasporti-ferroviari-in-comune-di-ferrara-e-collegamento-diretto-delle-linee-ferroviarie-rimini-ferrara-e-suzzara-ferra</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref6" name="_ftn6">[6]</a>http://www.cronacacomune.it/media/uploads/allegati/45/nota-fer-febbraio-2013.doc</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref7" name="_ftn7">[7]</a> ibidem</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref8" name="_ftn8">[8]</a> http://www.estense.com/?p=384104</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref9" name="_ftn9">[9]</a> http://www.ilrestodelcarlino.it/ferrara/cronaca/2010/05/04/327297-teatro_verdi.shtml</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref10" name="_ftn10">[10]</a> http://www.ilrestodelcarlino.it/ferrara/cronaca/2012/02/20/670371-ferrara-teatro-verdi-degrado-guaine-rendine.shtml</p>
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		<title>LE GRANDI INCOMPIUTE D’ITALIA. CAPITOLO 11, IL FRIULI VENEZIA GIULIA</title>
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		<pubDate>Tue, 03 May 2016 07:52:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rizzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>
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		<description><![CDATA[Da qualche settimana noi di anticorruzione.eu abbiamo iniziato un viaggio alla ricerca delle opere incompiute più costose d’Italia. Regione dopo regione stiamo cercando di capire quali siano le più virtuose, quelle con meno spreco di denaro pubblico, e quali le più impreparate a gestire i fondi pubblici per la realizzazione di infrastrutture più o meno [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Da qualche settimana noi di anticorruzione.eu abbiamo iniziato un viaggio alla ricerca delle opere incompiute più costose d’Italia. Regione dopo regione stiamo cercando di capire quali siano le più virtuose, quelle con meno spreco di denaro pubblico, e quali le più impreparate a gestire i fondi pubblici per la realizzazione di infrastrutture più o meno grandi.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie al <strong>Sistema Informativo di Monitoraggio delle Opere Incompiute</strong> (SIMOI)<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a> è possibile ottenere gli elenchi anagrafici di tutte le opere censite dalle amministrazioni in tutte le regioni d’Italia. Quest’oggi analizzeremo il Friuli Venezia Giulia<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a>, che al 30 giugno 2015 aveva dodici opere incompiute.</p>
<p style="text-align: justify;">L’opera della regione per cui sono stati stanziati più finanziamenti è il Palasport Primo Carnera di Udine, che è stato inaugurato nel 1970 ma oggi richiede lavori di ampliamento e ristrutturazione per l’ottenimento del Certificato Prevenzione Incendi (CPI) e l’agibilità da parte della Commissione Provinciale di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo (CPVLPS). Nonostante il 5 maggio 2015 il sindaco abbia consegnato i lavori per la ristrutturazione, auspicando una fine degli stessi entro il 31 dicembre dello stesso anno<a href="#_ftn3" name="_ftnref3">[3]</a>, questi non sono ancora terminati. Un sopralluogo a metà ottobre 2015 ha infatti rilevato alcune coperture d’amianto da smantellare che hanno allungato i tempi dei lavori<a href="#_ftn4" name="_ftnref4">[4]</a>. L’assessore ai lavori pubblici ha dichiarato che in data del suddetto sopralluogo i lavori erano completati al 40%<a href="#_ftn5" name="_ftnref5">[5]</a> (cifra ben diversa dal 4,71% del SIMOI, che però è censita al giugno scorso, come detto in precedenza). Il totale dell’intervento aggiornato all’ultimo quadro economico<a href="#_ftn6" name="_ftnref6">[6]</a> parla di € 3.282.000 necessari a completare la ristrutturazione della struttura.</p>
<p style="text-align: justify;">Quasi 2 milioni di euro sono invece i fondi che sarebbero necessari per il recupero dell’edificio ex consorzio agrario di Via Aldo Moro ad uso polifunzionale scolastico, nel comune di Casarsa della Delizia. La struttura, di proprietà comunale, dovrebbe diventare un edificio a disposizione delle scuole, con sala convegni, la mensa e uffici a servizio dei due istituti vicini. I lavori erano cominciati nel 2008, portando la percentuale d’avanzamento dei lavori al 7,17%, ma un errore nella progettazione ha causato una serie di controversie anche burocratiche<a href="#_ftn7" name="_ftnref7">[7]</a>. Di fatto il cantiere non è mai decollato veramente. Il 28 dicembre 2015 è stato presentato il nuovo bando per l’ottenimento dei lavori<a href="#_ftn8" name="_ftnref8">[8]</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">La terza opera interrotta più costosa del Friuli Venezia Giulia è il Centro Intermodale del Comune di San Giorgio a Nogaro. “Per l’amministrazione comunale di San Giorgio di Nogaro, il completamento del centro intermodale è considerato prioritario, e abbiamo gli spazi finanziari per farlo, per cui non risulta vero quanto apparso sugli organi di stampa che per quest’opera «non sussistono le condizioni per il riavvio»”. Così dichiarava l’assessore ai lavori pubblici il primo agosto 2014; da allora però l’autostazione a servizio del trasporto pubblico non è ancora stata terminata, nonostante nel 2012 si parlasse di 8 mesi necessari alla realizzazione dell’opera<a href="#_ftn9" name="_ftnref9">[9]</a>. I lavori, che prevedono un costo di 775 mila euro, sono fermi al 78,59%.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> https://www.serviziocontrattipubblici.it/simoi.aspx</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> https://www.serviziocontrattipubblici.it/informazioni/doc/FVG.pdf</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a> http://www.udinetoday.it/cronaca/riapre-cantiere-lavori-palasport-carnera-udine.html</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref4" name="_ftn4">[4]</a> http://www.ilfriuli.it/articolo/Cronaca/Carnera-points-_slitta_la_fine_dei_lavori/2/148142</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref5" name="_ftn5">[5]</a> Ibidem</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref6" name="_ftn6">[6]</a> Si veda la nota 2.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref7" name="_ftn7">[7]</a> http://messaggeroveneto.gelocal.it/pordenone/cronaca/2015/12/29/news/ex-consorzio-agrario-c-e-il-bando-di-gara-1.12694068</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref8" name="_ftn8">[8]</a>http://www.gazzettaufficiale.it/atto/contratti/caricaDettaglioAtto/originario;jsessionid=cjk9kOOdSVknpTO8OlqlJA__.ntc-as1-guri2b?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2015-12-28&amp;atto.codiceRedazionale=T15BFF21992</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref9" name="_ftn9">[9]</a> http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2012/05/20/news/san-giorgio-partiti-i-lavori-per-il-centro-intermodale-1.4820728</p>
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		<title>LE GRANDI INCOMPIUTE D’ITALIA. CAPITOLO 10, LA LOMBARDIA</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2016/04/le-grandi-incompiute-ditalia-capitolo-10-la-lombardia/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Apr 2016 07:06:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rizzo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo che il nono capitolo del nostro viaggio all’interno delle più grandi incompiute d’Italia ci aveva portato in Campania[1], con questa nuova puntata torniamo al nord, e più precisamente in Lombardia. In questa regione, grazie al Sistema Informativo di Monitoraggio delle Opere Incompiute (SIMOI)[2], sono state censite 35 opere incompiute, le quali hanno un costo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dopo che il nono capitolo del nostro viaggio all’interno delle più grandi incompiute d’Italia ci aveva portato in Campania<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>, con questa nuova puntata torniamo al nord, e più precisamente in Lombardia. In questa regione, grazie al Sistema Informativo di Monitoraggio delle Opere Incompiute (<strong>SIMOI</strong>)<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a>, sono state censite <strong>35 opere incompiute</strong>, le quali hanno un costo variabile tra i 18mila euro e i 33 milioni di euro; dal sito della regione Lombardia è possibile ottenere l’elenco anagrafico di queste incompiute aggiornato al 30 giugno 2015<a href="#_ftn3" name="_ftnref3">[3]</a>. Vediamo quali sono le più onerose.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 29 aprile 1987 il Consiglio Comunale di Cantù approvava un progetto per la realizzazione di un nuovo palazzetto dello sport, con un costo previsto che già nel 1993 si aggirava intorno ai 20 miliardi di lire. Nel 2006, con i lavori erano fermi da anni, a causa di furti, vandalismo e degrado si decise per la demolizione del palazzetto prima che questo fosse finito. Tuttavia, dal momento che il finanziamento del “Credito sportivo” che era stato erogato per i lavori avrebbe dovuto essere restituito in mancanza del palazzetto, negli anni a venire si decise di riappaltare i lavori e continuare con un nuovo progetto. Tramite Project Financing si cominciò quindi la ricerca di un nuovo partner finanziario che potesse contribuire alla costruzione del “Palasport/Ex Stecav/Via Spluga”. Una serie di imprevisti burocratici rimandano i lavori del progetto, che nel 2014 vede un nuovo stop quando l’amministrazione comunale si trova costretta a dover rescindere il contratto con la società appaltatrice.<a href="#_ftn4" name="_ftnref4">[4]</a> Al momento la percentuale d’avanzamento dei lavori è del 10%; l’importo totale dell’intervento supera i 33 milioni di euro, a cui devono aggiungersi quasi altri 30 milioni per il completamento. Secondo l’elenco anagrafico del SIMOI i lavori sono al momento fermi a causa del “mancato interesse al completamento da parte della stazione appaltante, dell&#8217;ente aggiudicatore o di altro soggetto aggiudicatore”.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel Comune di Milano era previsto un grosso intervento nel settore delle infrastrutture di trasporto che sarebbe andato a modificare l’impianto viario delle strade comunali (tra Piazza Zavattari e Piazza Brescia) e il piano dei trasporti riguardo la linea circolare 90-91. Il costo previsto era di 16 milioni di euro, a cui andavano ad aggiungersi altri € 6.634.376,48 per il completamento. I lavori non sono tuttavia mai iniziati, e come si legge dal documento del SIMOI al momento sono fermi a causa del “fallimento, liquidazione coatta e concordato preventivo dell&#8217;impresa appaltatrice, risoluzione del contratto ai sensi degli articoli 135 e 136 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, o di recesso dal contratto ai sensi delle vigenti disposizioni in materia di antimafia”.</p>
<p style="text-align: justify;">In provincia di Mantova da circa sei anni si ragiona riguardo la costruzione di una bretella di collegamento tra il casello autostradale di Mantova Nord e la zona produttiva di Valdaro. L’intervento prevede la modifica ed ampliamento della rotatoria esistente limitrofa al casello autostradale e la realizzazione di un nuovo asse stradale che si diparte dalla rotatoria, supera la linea ferroviaria Mantova – Monselice, mediante un sovrappasso, e raggiunge la zona del comparto produttivo Valdaro con una nuova rotatoria d’innesto sulla Strada Provinciale 30. Iniziati nel 2010<a href="#_ftn5" name="_ftnref5">[5]</a>, i lavori sono oggi fermi al 35%, secondo il sito della Provincia<a href="#_ftn6" name="_ftnref6">[6]</a>, all’8,30%, secondo l’elenco SIMOI (che però ricordiamo essere aggiornato al 30 giugno dello scorso anno). In ogni caso parliamo di lavori per 17 milioni di euro, come risulta dall’ultimo quadro economico aggiornato, a cui dovranno aggiungersene altri 7 per l’ultimazione. Il ritardo nella realizzazione della bretella sta inoltre condizionando lo sviluppo dell’intera area, e per questo più voci stanno chiedendo una soluzione al problema<a href="#_ftn7" name="_ftnref7">[7]</a>. Corruzione e/o incompetenza? Dalla banca dati non è dato sapere.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> http://anticorruzione.eu/2016/04/le-grandi-incompiute-ditalia-capitolo-9-la-campania/</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> https://www.serviziocontrattipubblici.it/simoi.aspx</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a>http://www.territorio.regione.lombardia.it/cs/Satellite?c=Page&amp;childpagename=DG_Territorio%2FDGLayout&amp;cid=1213779695504&amp;p=1213779695504&amp;pagename=DG_TERRWrapper</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref4" name="_ftn4">[4]</a> http://www.canturino.com/cantu/palasport-il-testo-dellesposto-pd-alla-corte-dei-conti</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref5" name="_ftn5">[5]</a> http://www.provincia.mantova.it/context_list.jsp?area=7&amp;ID_LINK=456&amp;page=3&amp;IDCTX=1243&amp;id_context=1243</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref6" name="_ftn6">[6]</a> Ibidem</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref7" name="_ftn7">[7]</a> http://gazzettadimantova.gelocal.it/mantova/cronaca/2015/10/31/news/rossetto-vuole-la-bretella-si-con-riserva-a-valdaro-1.12363983</p>
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		<title>LE GRANDI INCOMPIUTE D’ITALIA. CAPITOLO 9, LA CAMPANIA</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2016/04/le-grandi-incompiute-ditalia-capitolo-9-la-campania/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Apr 2016 11:03:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rizzo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con il nono capitolo del nostro viaggio in Italia attraverso le più grandi opere incompiute – regione per regione – vogliamo analizzare quelli che sono i progetti più costosi ma interrotti della Regione Campania. Torniamo dunque al sud Italia dopo che la lente si era soffermata a lungo sul centro e sul nord, con gli [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Con il nono capitolo del nostro viaggio in Italia attraverso le più grandi opere incompiute – regione per regione – vogliamo analizzare quelli che sono i progetti più costosi ma interrotti della Regione Campania. Torniamo dunque al sud Italia dopo che la lente si era soffermata a lungo sul centro e sul nord, con gli approfondimenti su Marche<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>, Molise<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a> e Veneto.</p>
<p style="text-align: justify;">I dati presi a riferimento sono stati pubblicati il 12 maggio dello scorso anno, ma risalgono al 2014; il censimento è condotto dal SIMOI (Sistema Informativo di Monitoraggio delle Opere Incompiute) con la partecipazione degli enti amministrativi regionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo il documento pubblicato<a href="#_ftn3" name="_ftnref3">[3]</a> in Campania ci sarebbero 11 opere incompiute, tutte di ambito d’interesse regionale. Ciascuna di queste opere ha un costo che si aggira sotto i 3 milioni di euro, eccezion fatta per un progetto che supera gli 11 milioni di euro e di cui parleremo qui di seguito.</p>
<p style="text-align: justify;">L’autostazione di Avellino è un progetto datato al 1993, i cui lavori sono iniziati però dieci anni dopo. Nel 2003 la struttura è stata realizzata e venduta dal comune alla Autoservizi Irpinia (Air) – ancora oggi detentrice dell’appalto – per 12 milioni e 635mila euro<a href="#_ftn4" name="_ftnref4">[4]</a>. I lavori di completamento relativi al secondo e al terzo lotto si sarebbero dovuti concludere entro il 2010<a href="#_ftn5" name="_ftnref5">[5]</a>, ma di fatto non sono mai stati ultimati: attualmente sono fermi al 64% del totale. Oltre ai 25 milioni di euro già spesi<a href="#_ftn6" name="_ftnref6">[6]</a>, servirebbero, secondo l’ultimo quadro economico, € 11.236.332,19 per completare i lavori di rimodulazione funzionale e redistributiva dell’autostazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ben più indietro sono i lavori per la realizzazione di un nodo di scambio intermodale presso la stazione ferroviaria di Sparanise (Caserta) con terminal bus, parcheggi coperti e scoperti per auto private: i lavori sono infatti fermi a circa il 7% del totale. Nonostante tutto l’opera è parzialmente fruibile, dal momento che le è stato assegnato un uso ridimensionato. La spesa prevista è di € 2.970.000 a cui si aggiungono altri € 2.400.000 per l’ultimazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il comune di Montoro (Avellino) e in particolare la sua frazione Banzano, rientra nell’elenco dei circa 1200 interventi che verranno attuati nell’annuale piano di edilizia scolastica promosso dal Ministero della Pubblica Istruzione<a href="#_ftn7" name="_ftnref7">[7]</a>. Per la messa in sicurezza delle strutture scolastiche della frazione e per il completamento del nuovo polo scolastico lo Stato ha finanziato lavori per oltre 2 milioni e mezzo di euro. Tuttavia il SIMOI stima che per la sola messa in sicurezza serviranno quasi 3 milioni di euro, oltre ai € 2.515.000 per l’ultimazione dei lavori; questi sono infatti fermi a meno dell’8% del totale, in quanto “l&#8217;opera non risulta rispondente a tutti i requisiti previsti dal capitolato e dal relativo progetto esecutivo, come accertato nel corso delle operazioni di collaudo”<a href="#_ftn8" name="_ftnref8">[8]</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> http://anticorruzione.eu/2016/03/le-grandi-incompiute-ditalia-capitolo-6-le-marche/</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> http://anticorruzione.eu/2016/03/le-grandi-incompiute-ditalia-capitolo-7-il-molise/</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a> https://www.serviziocontrattipubblici.it/informazioni/doc/campania.pdf</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref4" name="_ftn4">[4]</a> http://www.contattolab.it/avellinoun-cantiere-apertolautostazione/</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref5" name="_ftn5">[5]</a> http://www.orticalab.it/Autostazione-la-nota-della-Uil</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref6" name="_ftn6">[6]</a> <a href="http://www.contattolab.it/avellinoun-cantiere-apertolautostazione/">http://www.contattolab.it/avellinoun-cantiere-apertolautostazione/</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref7" name="_ftn7">[7]</a> http://www.lanostravoce.info/2015/07/c50-avellino/edilizia-scolastica-tutti-i-progetti-finanziati-in-irpinia/26829</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref8" name="_ftn8">[8]</a> https://www.serviziocontrattipubblici.it/informazioni/doc/campania.pdf</p>
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		<title>LE GRANDI INCOMPIUTE D’ITALIA. CAPITOLO 8, IL VENETO</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2016/04/le-grandi-incompiute-ditalia-capitolo-8-il-veneto/</link>
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		<pubDate>Mon, 11 Apr 2016 10:58:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rizzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Appalti]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Continua il viaggio di anticorruzione.eu attraverso le grandi opere incompiute più costose d’Italia. Dopo le ultime due puntate che hanno visto la nostra lente focalizzarsi sul centro – con le Marche[1] e il Molise[2] – questa volta torniamo nel nord Italia, e lo facciamo concentrandoci sul Veneto. Sul sito istituzionale della Regione[3] è possibile rintracciare [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Continua il viaggio di anticorruzione.eu attraverso le grandi opere incompiute più costose d’Italia. Dopo le ultime due puntate che hanno visto la nostra lente focalizzarsi sul centro – con le Marche<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a> e il Molise<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a> – questa volta torniamo nel nord Italia, e lo facciamo concentrandoci sul Veneto.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul sito istituzionale della Regione<a href="#_ftn3" name="_ftnref3">[3]</a> è possibile rintracciare l’elenco anagrafico delle opere incompiute – relativamente al territorio in questione – comunicate dalle amministrazioni aggiudicatrici con il <strong>Sistema Informativo di Monitoraggio delle Opere Incompiute (SIMOI)</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Su un totale di trentaquattro opere incompiute (una sola a carattere nazionale, le altre di ambito regionale) tre hanno il totale dell’intervento aggiornato all’ultimo quadro economico che supera i 10 milioni di euro. Vediamo quali sono.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Sistema Metropolitano Ferroviario Regionale del Veneto prevede che la linea 4, nel tratto Padova-Vigodarzere, venga raddoppiata lì dove ora sussiste in un binario unico. Ma è proprio in prossimità del ponte sul fiume Brenta che i lavori si sono fermati al terrapieno di una nuova rampa (posta più ad ovest del ponte attuale)<a href="#_ftn4" name="_ftnref4">[4]</a>. Di fatto i lavori sono fermi allo 0% del totale, mentre il costo previsto supera i 21 milioni di euro. Non sussistendo le condizioni di riavvio dei lavori stessi e essendo parte di un’opera a rete, il rischio è che la persistenza di un binario unico perseveri una situazione di “deciso collo di bottiglia per i traffici passeggeri regionali ma anche merci nazionali”<a href="#_ftn5" name="_ftnref5">[5]</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel programma delle opere pubbliche relative al triennio 2005/2007 per il comune di Cassola (Vicenza) c’era la realizzazione di un impianto natatorio coperto comunale in frazione San Giuseppe. Il 13 giugno 2008 venne raggiunto un accordo tra il comune e la Acquapark Cassola srl per la realizzazione dell’opera – su un terreno di circa 30.000 metri quadrati – per una cifra intorno ai 16 milioni di euro. Il 7 marzo dell’anno successivo iniziarono i lavori, mentre il 28 luglio dello stesso anno venne approvato dalla Giunta Comunale il progetto esecutivo definitivo dell’opera con una spesa pari a € 18.545.22,49. Ma già nel maggio 2010 i lavori subirono una sospensione a causa di problemi economici della ditta appaltatrice. Da quel momento l’iter del progetto ha subito più di un rallentamento, tanto che oggi i lavori non sono ancora stati ripresi, e che solo il 15,65 % del totale è stato completato<a href="#_ftn6" name="_ftnref6">[6]</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">L’architetto Carlo Aymonino ha presentato il progetto per la realizzazione del Polo Museale e Culturale di Santa Chiara, nel comune di Bassano del Grappa. L’opera occuperebbe un’area di 5.300 metri quadrati, uno spazio in cui prima sorgeva l’antico monastero dedicato alla Santa<a href="#_ftn7" name="_ftnref7">[7]</a>. Il progetto definitivo (€ 17.950.000) prevede una divisione in due stralci<a href="#_ftn8" name="_ftnref8">[8]</a>, il primo dei quali ha un costo di € 11.500.000. Finora sono stati spesi 1 milione e 700 mila euro per la sola progettazione e i lavori iniziali relativi al primo stralcio. Sembrerebbe però che la volontà di cambiare la destinazione d’uso da parte del Comune – oltre al fallimento della prima ditta appaltatrice – abbia di fatto interrotto i lavori<a href="#_ftn9" name="_ftnref9">[9]</a>, da tempo fermi al 7,18 % del totale. Oltretutto, risultando interrotti entro il termine contrattualmente previsto per l’ultimazione, non sussistono neanche le condizioni per il riavvio dei lavori stessi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> http://anticorruzione.eu/2016/03/le-grandi-incompiute-ditalia-capitolo-6-le-marche/</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> http://anticorruzione.eu/2016/03/le-grandi-incompiute-ditalia-capitolo-7-il-molise/</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a> https://www.regione.veneto.it/web/lavori-pubblici/elenco-opere-incompiute</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref4" name="_ftn4">[4]</a> http://www.legambientepadova.it/scelte_pontevigodarzere</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref5" name="_ftn5">[5]</a> http://www.ferrovieanordest.it/portale/node/1059</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref6" name="_ftn6">[6]</a> http://documentionline.comune.cassola.vi.it/DelibereGiunta/2014/deliberazione-di-giunta-comunale-n-118-del-17-06.2014/view</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref7" name="_ftn7">[7]</a> http://www.bassano2020.it/La-Mostra/Polo-Museale-Santa-Chiara.aspx</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref8" name="_ftn8">[8]</a> http://www.urbancenterbassano.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=73:santa-chiara&amp;catid=11&amp;Itemid=131</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref9" name="_ftn9">[9]</a> http://notizie.bassanonet.it/attualita/21572.html</p>
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		<title>Ancora su sanità e corruzione</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Apr 2016 08:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rizzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sanità e Welfare]]></category>
		<category><![CDATA[appalti pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
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		<category><![CDATA[sanità]]></category>

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		<description><![CDATA[Torna d’attualità il tema della corruzione nella sanità dopo che l’università di Torino ha pubblicato un rapporto sulla permeabilità degli appalti pubblici alla criminalità. Lo studio, dal titolo “Warning on Crime” è stato presentato lo scorso 22 febbraio ed è il risultato di uno studio coordinato dal Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Torino, in partnership [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/04/corruzione-sanita.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5161" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/04/corruzione-sanita-300x177.jpg" alt="corruzione-sanita" width="300" height="177" /></a>Torna d’attualità il tema della corruzione nella sanità dopo che l’università di Torino ha pubblicato un rapporto sulla permeabilità degli appalti pubblici alla criminalità. Lo studio, dal titolo “<strong>Warning on Crime</strong>” è stato presentato lo scorso 22 febbraio ed è il risultato di uno studio coordinato dal Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Torino, in partnership con Amapola Progetti per la sicurezza delle persone e delle comunità, l’Università Cattolica di Lione e l’Università di Maastricht.</p>
<p style="text-align: justify;">Dallo studio risulta che in Italia i settori più esposti al rischio di infiltrazioni criminali – e quindi alla corruzione – sono quelli delle costruzioni e della sanità. Nel caso della sanità il rischio viene soprattutto dall’opacità con cui si rapportano i soggetti pubblici e privati; chi ha avuto modo di leggere la ricerca sostiene che l’ambiguità più grande sta nel fatto che “gli appalti per le forniture mediche sono destinati a una ristretta cerchia di operatori del settore. È molto interessante rilevare che quasi mai questi appalti vengono assegnati a fornitori stranieri”<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>. I contratti con i soggetti non italiani sarebbero infatti solo il 2,48% del totale, e in questa cifra sembrerebbe possibile leggere l’assenza di una vera concorrenza e soprattutto la volontà di favorire soggetti nazionali. Interrogarsi sul perché di questi ‘favoritismi’ porterebbe quasi certamente a trovare una risposta nella corruzione.</p>
<p style="text-align: justify;">L’alto livello di vulnerabilità italiana a queste dinamiche trova inoltre un riscontro nei dati già pubblicati nell’articolo “<strong>La trasparenza come antidoto alla corruzione nella sanità</strong>”<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a> lo scorso 19 gennaio, in cui si diceva che benché in Italia non ci siano dati specifici sulle frodi nel sistema sanitario, la Corte dei Conti certifica che “<em>in questo settore si intrecciano con sorprendente facilità veri e propri episodi di malaffare con aspetti di cattiva gestione, talvolta favoriti dalla carenza dei sistemi di controllo</em>”<a href="#_ftn3" name="_ftnref3">[3]</a>. Una stima al ribasso quantifica in <strong>6 miliardi di euro</strong> la cifra media che ogni anno viene sottratta in Italia alle cure per i malati.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’articolo citato parlavamo della coscienza delle persone come il punto di partenza da cui muoversi per correggere questi vizi, ma non dimentichiamo che anche la differenza delle norme tra i diversi stati e la scarsa attenzione di chi ha il potere di prendere decisioni può persino peggiorare la situazione attuale, creando in Europa terreno fertile per la criminalità e i suoi affari.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/02/22/appalti-sanita-italia-seconda-piu-a-rischio-in-europa-per-corruzione-e-mafia/2483578/<br />
<a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a>http://anticorruzione.eu/2016/01/la-trasparenza-come-antidoto-alla-corruzione-nella-sanita/<br />
<a href="#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a> https://www.transparency.it/corruzione-sprechi-sanita/</p>
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		<title>Piani triennali di prevenzione della corruzione: le Asl sono sulla buona strada</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2016 07:26:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rizzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sanità e Welfare]]></category>
		<category><![CDATA[ANAC]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[PTPC]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 16 dicembre scorso è stato pubblicato il “Rapporto sullo stato di attuazione e la qualità dei piani triennali di prevenzione della corruzione nelle amministrazioni pubbliche 2015-2017”. Redatto dall’Autorità Nazionale Anticorruzione, l’analisi è stata condotta su 1911 enti presi a campione. Riguardo le Aziende sanitarie locali (Asl) il rapporto dice che tutte quelle analizzate hanno [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/12/corruzione-sanità.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4735" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/12/corruzione-sanità.jpg" alt="corruzione-sanità" width="299" height="168" /></a>Il 16 dicembre scorso è stato pubblicato il “Rapporto sullo stato di attuazione e la qualità dei piani triennali di prevenzione della corruzione nelle amministrazioni pubbliche 2015-2017”. Redatto dall’Autorità Nazionale Anticorruzione, l’analisi è stata condotta su 1911 enti presi a campione.<br />
Riguardo le Aziende sanitarie locali (Asl) il rapporto dice che tutte quelle analizzate hanno adottato almeno un’edizione del Piano triennale di prevenzione della corruzione (<a href="http://www.anticorruzione.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/Digital%20Assets/anacdocs/Attivita/Pubblicazioni/RapportiStudi/Anac.RappAttuazionePianiPrevenzioneCorruzionePA.dic2015.pdf" target="_blank">PTPC</a>) , un segnale importante che evidenzia un passo in avanti rispetto agli anni precedenti. Nonostante il 58,04% dei Piani delle Aziende sanitarie abbia mostrato una sufficiente o buona analisi del contesto interno, si registra ancora “l’assenza o l’inadeguatezza” delle analisi riguardanti il contesto esterno all’azienda: mancanze queste che provocano ricadute in tutte le aree di rischio più sensibili relativamente alle Asl, come la gestione delle risorse umane, la gestione contabile-patrimoniale, la gestione di farmaci e altri beni sanitari, ecc. Nonostante il rapporto dica che l’analisi del rischio è stata svolta “in maniera sufficiente o buona” dal 61,54% delle Asl prese in considerazione , le aree in questione restano quelle a cui bisogna prestare più attenzione, perché più soggette al pericolo corruzione.<br />
Il presidente dell’Anac Cantone qualche mese fa, in occasione del “Quinto convegno nazionale sull’appropriatezza nel Servizio sanitario nazionale”, ha chiosato dicendo: “La nostra missione è inserire negli organismi pubblici gli anticorpi che impediscano la corruzione” . In quest’ottica preventiva di lotta alla corruzione rientra un’analisi specifica dei PTPC in questione, che ha chiarito quali sono le misure obbligatorie meglio sviluppate dalle Asl: il codice di comportamento (la cui programmazione è risultata complessivamente sufficiente o buona nel 60,14% dei casi); il Whistleblowing (adeguata nel 56,63% dei casi); la formazione (adeguata nel 52,45% dei casi); l’astensione in caso di conflitti di interessi (adeguata nel 52,45% dei casi) . Nel 60,03% dei casi le Asl campionate hanno anche adottato altre misure oltre a quelle obbligatorie (sempre legate all’intensificazione dei controlli, all’adozione di regolamenti o di direttive interne) . Ma queste disposizioni spesso non bastano.<br />
Lo dimostra ad esempio l’Asl Napoli 3 Sud, recentemente finita sui <a href="http://napoli.repubblica.it/cronaca/2016/01/15/news/appalti_irregolari_sprechi_e_clan_l_asl_3_ai_raggi_x_del_commissario-131285658/" target="_blank">giornali</a> in seguito a una relazione del commissario straordinario Antonietta Costantini inviata in Regione lo scorso 22 dicembre 2015. Dal report emergerebbero appalti gonfiati, infiltrazioni mafiose nella ditta incaricata del trasporto infermi, doppi pagamenti ai fornitori, e altre irregolarità tutte da verificare. L’Asl in questione aveva già adottato il PTPC relativo al triennio 2015-2017 – a firma dell’ex commissario straordinario Dott. Salvatore Panaro –, con l’obiettivo di sviluppare misure di prevenzione “in riferimento al proprio particolare contesto di riferimento che, si ricorda, è particolarmente complesso, non solo dal punto di vista organizzativo, ma anche dal punto di vista socio-culturale” .<br />
In concomitanza con la consultazione pubblica indetta dai vari enti per il varo del PTPC relativo al triennio 2016-2018, anche l’Asl Napoli 3 Sud ha promosso un procedimento partecipativo per aggiornare il piano, con il termine ultimo che sarà quello del 31 gennaio prossimo, data in cui il dovrà essere adottato. Misura questa che testimonia la volontà di voler continuare sulla strada della prevenzione, l’unica da seguire per sconfiggere la corruzione.</p>
<p style="text-align: justify;">
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