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	<title>NOi contro la CORRUZIONE &#187; Alexandra Komocz</title>
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		<title>Siemens Integrity Initiative</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Apr 2016 14:47:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alexandra Komocz]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sanità e Welfare]]></category>
		<category><![CDATA[Anticorruzione]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Curiamo la Corruzione]]></category>
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		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[Siemens Integrity Initiative]]></category>

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		<description><![CDATA[Il progetto Curiamo la corruzione, che oggi, a Roma, nell’ambito della prima giornata contro la corruzione in sanità, ha presentato il Report del 2016, si pone come obiettivo quello di migliorare il Sistema Sanitario Nazionale. Il progetto, finanziato da Siemens Integrity Initiative, avrà durata triennale e si baserà su tre principali pilastri: &#8211; Ricerca &#8211; Formazione [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/04/Schermata-04-2457485-alle-16.33.43.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-5166" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/04/Schermata-04-2457485-alle-16.33.43-300x75.png" alt="Schermata 04-2457485 alle 16.33.43" width="300" height="75" /></a>Il progetto <strong><em>Curiamo la corruzione</em></strong>, che oggi, a Roma, nell’ambito della <strong>prima giornata contro la corruzione in sanità</strong>, ha presentato il Report del 2016, si pone come obiettivo quello di migliorare il Sistema Sanitario Nazionale.<br />
Il progetto, finanziato da <strong>Siemens Integrity Initiative</strong>, avrà durata triennale e si baserà su tre principali pilastri:<br />
&#8211; Ricerca<br />
&#8211; Formazione<br />
&#8211; Divulgazione</p>
<p>L&#8217;iniziativa globale <strong>Siemens Integrity Initiative</strong>  è nata nel 2009 e ha come finalità quella di sotenere finanziariamente, mettendo a disposizione oltre 100 milioni di dollari, organizzazioni e progetti aventi l’intento di contrastare i fenomeni corruttivi al fine di raggiungere una maggiore <strong>trasparenza</strong> e <strong>integrità</strong> attraverso azioni di <strong>formazione</strong>, informazione ed <strong>educazione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L’iniziativa si concentra sul sostegno di progetti che possono avere un forte impatto sul contesto economico e che siano in grado di mostrare risultati misurabili ed oggettivi, e che abbiano come potenziale, quello di poter essere replicati in altri contesti o ambienti.</p>
<p style="text-align: justify;"> Per saperne di più:<br />
<a href="http://www.siemens.com/about/sustainability/en/core-topics/collective-action/integrity-initiative/index.php" target="_blank">Siemens Integrity Initiative<br />
</a> <a href="https://www.curiamolacorruzione.it" target="_blank">Progetto Curiamo la corruzione</a></p>
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		<title>Appalti e corruzione: il progetto Warning on Crime</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Mar 2016 08:10:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alexandra Komocz]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[Appalti]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[grandi opere]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[trasparenza]]></category>
		<category><![CDATA[warning on crime]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando si parla di appalti pubblici, siamo spesso portati a collegare questo argomento a corruzione e criminalità organizzata. I servizi di interesse generale, come scuole, strade e ospedali, tanto per citarne alcuni, svolgono un ruolo fondamentale per la cittadinanza. Ogni anno vengono spesi milioni di euro per procurare alla collettività questi beni e servizi, e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-5150" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/03/Unknown.jpeg" alt="Unknown" width="266" height="189" />Quando si parla di appalti pubblici, siamo spesso portati a collegare questo argomento a corruzione e criminalità organizzata.<br />
I servizi di interesse generale, come scuole, strade e ospedali, tanto per citarne alcuni, svolgono un ruolo fondamentale per la cittadinanza. Ogni anno vengono spesi milioni di euro per procurare alla collettività questi beni e servizi, e spesso le gare di appalto pubblico si tramutano in occasioni d&#8217;oro per mettere in atto un giro di affari fatto di illegalità e corruzione.</p>
<p style="text-align: justify;">La concorrenza sleale che si genera quando questi fenomeni si manifestano nelle gare di appalto, spesso mina la qualità del bene o servizio offerto, e ciò porta inevitabilmente all&#8217;aumento del costo della collettività.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 22 febbraio, presso l&#8217;Università di Torino, sono stati presentati i risultati del <strong>progetto Warning on Crime</strong>, i cui lavori sono iniziati nel marzo 2014.<br />
Questo progetto si è preposto di indagare e rafforzare la conoscenza riguardo alle legislazioni e agli strumenti che i <strong>25 Paesi membri</strong> dell&#8217;Unione Europea analizzati (sono esclusi dalla ricerca Cipro, Belgio e Grecia) possiedono per ostacolare i fenomeni corruttivi negli appalti pubblici.</p>
<p style="text-align: justify;">Dallo studio è emerso che <strong>tutti i sistemi appaltanti</strong> dei Paesi analizzati <strong>presentano vulnerabilità</strong>, ovviamente con diversi gradi di gravità. Risulta inoltre che tra i vari <strong>settori</strong> analizzati, quelli considerati <strong>più a rischio</strong>, nonché quelli che richiedono un maggiore finanziamento rispetto agli altri, <strong>sono costruzione e sanità.<br />
</strong>Questi risultati sono tutt&#8217;altro che positivi se si pensa che ben <strong>un quinto del PIL dell&#8217;Unione viene impiegato nella spesa per beni e servizi di carattere pubblico</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Generale e diffuso livello di corruzione delle istituzioni (sia a livello locale che nazionale), elusivi metodi di manomissione delle procedure di assegnazione degli appalti, assenza di controlli durante la fase di esecuzione del contratto, assenza di autorità specificatamente incaricate del monitoraggio dei lavori sono solamente alcune tra le cause per cui questo fenomeno è ancora così diffuso.</p>
<p style="text-align: justify;">Contrariamente a ciò che tutti siamo portati a pensare, non è l&#8217;assenza di regole il  principale problema di questi fenomeni. Anzi. L&#8217;Italia, ad esempio, possiede un sistema normativo esemplare in materia di appalti ma nonostante ciò, è un Paese dove i fenomeni corruttivi e di mala gestione dell&#8217;esecuzione dei contratti si presentano senza sosta.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante i vari stati membri facciano enormi sforzi per contrastare il fenomeno, senza un framework legale comune a livello europeo sarà difficile riuscire ad ottenere dei forti risultati. Altri aspetti che la ricerca indica come essenziali sono quello del ridurre il processo burocratico e far si che i cittadini stessi si rendano conto dell&#8217;importanza di chiedere di ottenere informazioni più trasparenti riguardo a come vengono spesi i soldi pubblici.</p>
<p style="text-align: justify;">Per maggiori informazioni sul progetto:<br />
<a href="http://www.warningoncrime.eu">http://www.warningoncrime.eu<br />
http://www.warningoncrime.eu/workstreams/<br />
</a></p>
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		<title>A Roma la corruzione è ovunque</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2016/01/a-roma-la-corruzione-e-ovunque/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2016 09:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alexandra Komocz]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Roma Capitale]]></category>

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		<description><![CDATA[È sconcertante il rapporto anticorruzione della Capitale, il quale afferma che nel 2015 il Comune di Roma, con i suoi vari municipi, ha presentato un grandissimo numero di episodi di corruzione e mala gestione amministrativa. Nella “Relazione annuale Anticorruzione”, elaborata e redatta dal segretario generale del Comune di Roma e responsabile per la prevenzione e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/01/Fotolia_37045590_Subscription_Monthly_XL1.jpg"><img class="size-medium wp-image-4929" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/01/Fotolia_37045590_Subscription_Monthly_XL1-300x200.jpg" alt="View of  Rome from Castel Sant'Angelo, Italy." width="300" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">È sconcertante il rapporto anticorruzione della Capitale, il quale afferma che nel 2015 il <strong>Comune di Roma</strong>, con i suoi vari municipi, ha presentato un grandissimo numero di <strong>episodi di corruzione</strong> e mala gestione amministrativa.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella “Relazione annuale Anticorruzione”, elaborata e redatta dal segretario generale del Comune di Roma e responsabile per la prevenzione e la trasparenza in Campidoglio, <strong>Serafina Buarnè</strong>, si dichiara che solo durante il 2015 sono state accertate circa <strong>150 violazioni</strong>, delle quali <strong>61</strong> sarebbero <strong>per fatti rilevanti penalmente.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">15 municipi e ben 26 dipartimenti sono stati interessati da casi di corruzione o illeciti e le aree colpite sarebbero molteplici, tra cui spiccano quella per affidamento di lavori, servizi e forniture, l’area per le politiche sociali e abitative , quelle per l’ambiente, ma a preoccupare di più è l’area controlli, il cui compito è proprio quello di vigilare per evitare condotte illecite all’interno dei vari organi.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalla relazione emergono inoltre innumerevoli problemi che affliggono il sistema amministrativo capitolino, tra i quali quello del controllo e della mappatura dei processi, i quali risultano onerosi e complicati, tanto da richiedere anni per il loro raggiungimento.</p>
<p style="text-align: justify;">I controlli sono aumentati di quasi il 50% rispetto a due anni fa (2014), ma nonostante questo il rapporto fa emergere che il Regolamento del Sistema dei controlli interni, in vigore dal 2013 , ancora non è stato attuato.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>lentezza dei controlli</strong> e dei monitoraggi è anche dovuta, come ammette la stessa Direzione Trasparenza nel rapporto, ai limitati poteri di quest’ultima, la quale si limita a segnalare “irregolarità ai dirigenti, sollecitando provvedimenti sanzionatori”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il rapporto è l’ultimo dei segnali che mostrano come l’apparato amministrativo capitolino presenti ancora segni di debolezza. Servono <strong>misure più drastiche</strong> per scovare, ma soprattutto per combattere i fenomeni corruttivi che mettono a rischio non solo la collettività, ma anche la serietà e la reputazione di un organismo così importante.</p>
<p style="text-align: justify;">È necessario trovare degli strumenti capaci di implementare una vera cultura dell’etica, che possa portare in futuro (sperando che questo sia prossimo) ad una maggiore trasparenza ed efficacia del sistema amministrativo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Corruption Perception Index 2015. L&#8217;Italia guadagna 8 posizioni</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2016 10:10:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alexandra Komocz]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi e Ricerche]]></category>
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		<category><![CDATA[Anticorruzione]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; stato presentato ieri a Roma, presso la sede di Unioncamere, il Corruption Perception Index 2015. Presenti all&#8217;evento il presidente dell&#8217;Autorità Nazionale Anti Corruzione (ANAC), Raffaele Cantone; il presidente di Transparency International Italia , Virgilio Carnevali, e il presidente di Unioncamere , Ivan Lo Bello. In questa ventunesima edizione del CPI, l&#8217;Italia si classifica al [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/01/12651061_1012794098794432_1016201305798203592_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4926" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/01/12651061_1012794098794432_1016201305798203592_n-300x169.jpg" alt="12651061_1012794098794432_1016201305798203592_n" width="300" height="169" /></a>E&#8217; stato presentato ieri a Roma, presso la sede di Unioncamere, il <a href="https://www.transparency.it/wp-content/uploads/2016/01/CPI2015_map_web.jpg" target="_blank">Corruption Perception Index 2015</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Presenti all&#8217;evento il presidente dell&#8217;Autorità Nazionale Anti Corruzione (ANAC), <strong>Raffaele Cantone</strong>; il presidente di Transparency International Italia , <strong>Virgilio Carnevali</strong>, e il presidente di Unioncamere ,<strong> Ivan Lo Bello</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">In questa ventunesima edizione del CPI, l&#8217;Italia si classifica al <strong>61simo posto</strong> (su 168), con un punteggio di 44 si 100, un lievissimo miglioramento rispetto all&#8217;<a href="http://anticorruzione.eu/2015/02/litalia-vince-il-premio-corruzione-in-europa-ecco-cosa-rivela-il-cpi-2/" target="_blank">anno precedente</a>.<br />
Miglioramento dovuto al grande impegno e lavoro che sta svolgendo proprio l&#8217;ANAC, come afferma Virgilio Carnevali.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma la strada è ancora lunga e si ravvisa la <strong>necessità di un cambiamento dal basso</strong>, di una &#8220;<em>battaglia educativa che consenta il cambiamento della mentalità</em>&#8221; (Cantone).</p>
<p style="text-align: justify;">Il dibattito è stato occasione di riflessione riguardo alla situazione della corruzione in Italia e degli strumenti per contrastarla.<br />
Riguardo alla lotta alla corruzione, Cantone afferma che &#8220;<em>è di fondamentale importanza il ruolo che stanno avendo e devono avere le imprese, perché sono proprio loro le prime a subire la corruzione come danno per il Paese. […] Un segnale positivo è il fatto che nelle audizioni della Camera dei Deputati, quando si è parlato di <strong>Codice degli Appalti</strong> e dell&#8217;aumento dei poteri dell&#8217;ANAC, la voce più forte è stata quella dell&#8217;<strong>ANCI</strong> […] e questo è il segnale di un cambiamento della cultura, di chi non pensa che controlli e regole siano degli impedimenti&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Un altro segnale di cambiamento è quello della digitalizzazione dei processi, ad esempio quello di avere un registro delle imprese sempre più informatizzato, come afferma Ivan Lo Bello, presidente di Unioncamere. L&#8217;<strong>agenda digitale</strong> è fondamentale in quanto il rapporto tra imprese e Pubblica Amministrazione avverrà in una struttura completamente tracciabile, senza l&#8217;incontro diretto tra i singoli, permettendo così di evitare occasioni che possano portare i soggetti ad avere atteggiamenti corruttivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Si prospetta quindi un anno di grandi cambiamenti: nuovo <strong>Codice degli Appalti</strong>, nuovo <strong>Codice dei Contratti</strong> e nuova <strong>regolamentazione alla trasparenza</strong>, con l&#8217;impegno e l&#8217;augurio di vedere dei miglioramenti significativi nella lotta alla corruzione.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;incontro si è concluso con la firma di un accordo di collaborazione tra ANAC e Transparency International Italia, proprio a conferma della volontà dei due organi di impegnarsi a portare avanti questi propositi.</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Tanim Bala</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Dec 2015 09:17:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alexandra Komocz]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Estorsione]]></category>
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		<description><![CDATA[Il compito della sicurezza aeroportuale è quello di perquisire i viaggiatori e di confiscare eventuali articoli pericolosi dai bagagli dei passeggeri, al fine di proteggere l’incolumità delle persone e l’integrità dell’infrastruttura pubblica. Molti passeggeri, però, hanno recentemente scoperto che nell’aeroporto di Manila (Filippine) accade il contrario. Il Ninoy Aquino International Airport (NAIA) , infatti, si è [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-4706" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/12/changeorg-bullets-naia-20151029-300x169.jpg" alt="changeorg-bullets-naia-20151029" width="300" height="169" />Il compito della sicurezza aeroportuale è quello di perquisire i viaggiatori e di confiscare eventuali articoli pericolosi dai bagagli dei passeggeri, al fine di proteggere l’incolumità delle persone e l’integrità dell’infrastruttura pubblica.<br />
Molti passeggeri, però, hanno recentemente scoperto che nell’aeroporto di Manila (Filippine) accade il contrario. Il <strong>Ninoy Aquino International Airport</strong> (NAIA) , infatti, si è rivelato essere un vero e proprio centro d’affari “mafioso”.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel settembre 2015, i rapporti dei passeggeri che sono stati accusati e trattenuti per detenzione illecita di proiettili hanno cominciato a ricevere l’attenzione del pubblico e dei media locali e internazionali. Si ritiene infatti che questi “incidenti” siano parte di un sistema estorsivo ben studiato, conosciuto localmente con il termine “<em><strong>tanim bala&#8221;.<br />
</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Il meccanismo è semplice, e il giro d’affari davvero redditizio. Gli addetti ai bagagli e i membri della sicurezza nascondevano <strong>proiettili</strong> nelle valigie degli ignari passeggeri ai quali, poi, veniva chiesto di pagare una somma di denaro per evitare la detenzione e una denuncia penale.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo scandalo ha suscitato molto scalpore e la reazione della classe politica è stata immediata.<br />
Il 31 ottobre, la senatrice Miriam Defensor Santiago ha sollecitato al <strong>Senato</strong> la creazione di una task force per risolvere la questione. Lo stesso giorno, il senatore Alan Peter Cayetano ha chiesto le dimissioni dei funzionari aeroportuali che non riuscissero, entro 48 ore, a individuare e catturare i responsabili di tali episodi.<br />
Il 4 novembre, nel corso di una conferenza stampa presso il NAIA, i funzionari del trasporto hanno affermato che il fenomeno va avanti da molto tempo, e che dal 2012 si sono registrati circa <strong>6000 casi di estorsione</strong>.</p>
<p>Le indagini proseguono e si spera di far luce e di debellare il prima possibile questo fenomeno, in quanto l’immagine e la reputazione dell’aeroporto della capitale filippina sono di fondamentale importanza per un paese che punta fortemente sul turismo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>La corruzione uccide</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2015 08:37:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alexandra Komocz]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Estero]]></category>
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		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
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		<category><![CDATA[Ponta Romania]]></category>

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		<description><![CDATA[La morte sa contare fino a 50! Qualcuno le dica di smettere, perché sta imparando sempre più velocemente. E’ salito a 50 il numero delle vittime causate dall’incendio propagatosi venerdì 30 ottobre nella discoteca della capitale romena, Colectiv. E i numeri delle vittime potrebbero aumentare in fretta, in quanto la maggior parte dei 180 feriti [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4435" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/11/incendiu-colectiv-lumanari.jpg"><img class="size-medium wp-image-4435" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/11/incendiu-colectiv-lumanari-300x200.jpg" alt="&quot;La corruzione uccide&quot;" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">&#8220;La corruzione uccide&#8221;</p></div>
<p style="text-align: justify">La morte sa contare fino a 50! Qualcuno le dica di smettere, perché sta imparando sempre più velocemente.</p>
<p style="text-align: justify">E’ salito a 50 il numero delle vittime causate dall’incendio propagatosi venerdì 30 ottobre nella discoteca della capitale romena, Colectiv. E i numeri delle vittime potrebbero aumentare in fretta, in quanto la maggior parte dei 180 feriti presenta ustioni gravi sul 70% del corpo.</p>
<p style="text-align: justify">La tragedia avvenuta a Bucarest è la scintilla che ha scatenato le rivolte dei cittadini, i quali sono scesi in piazza nelle principali città del paese, ma non solo, per manifestare il loro sdegno nei riguardi di un <strong>sistema corrotto</strong> e dell’<strong>incuria</strong> che colpiscono il paese e che sono stati causa dell’incidente.</p>
<p style="text-align: justify">“<em>Questo è in primo luogo un gesto di solidarietà per le vittime dell’incendio, e in secondo luogo, è una protesta contro il governo, contro il municipio della capitale, contro il sistema che ha permesso che questa tragedia avesse luogo</em>” ha dichiarato uno dei manifestanti.</p>
<p style="text-align: justify">Le manifestazioni hanno avuto come risultato, le dimissioni dell’ormai ex Primo Ministro <strong>Victor Ponta</strong>, il quale ha rinunciato al suo incarico mercoledì 4 novembre.</p>
<p style="text-align: justify">A giugno di quest’anno, l’agenzia governativa romena anticorruzione (D.N.A.) aveva reso noto il fatto che Ponta fosse indagato per corruzione, <strong>conflitto d’interessi</strong>, falso, <strong>evasione fiscale</strong> e riciclaggio, ma nonostante le accuse a suo carico, egli ha continuato a svolgere il suo lavoro da Primo Ministro, sostenendo che l’unico organo capace di decidere circa le sue dimissioni fosse lo stesso organo che lo aveva eletto: il Parlamento.</p>
<p style="text-align: justify">Il gesto del premier non è però spontaneo, infatti egli è stato convinto a dimettersi dal suo partito (Partito Social Democratico, PSD), e questo la dice lunga su come egli consideri i rapporti con i cittadini.</p>
<p style="text-align: justify">Ma l’intento dei cittadini di smuovere qualcosa nella coscienza della politica ha avuto successo, i cittadini hanno dimostrato che la <strong>società civile</strong>, quando è stufa, può far cadere un governo, ma chiedono di più che un semplice cambio dei vertici.<br />
Essi chiedono che si cambi il modo in cui si fa politica in Romania. (www.libertatea.ro)</p>
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		<title>Esiste un modello ideale di confisca dei beni illeciti?</title>
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		<pubDate>Fri, 08 May 2015 08:05:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alexandra Komocz]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[beni confiscati]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Integrità]]></category>
		<category><![CDATA[Trasparency International]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Al fine di contrastare le attività della criminalità organizzata è essenziale privare i criminali dei proventi del reato. […] Il sequestro e la confisca dei beni criminali o illeciti costituiscono un modo molto efficace per contrastare la criminalità organizzata, e permettono di recuperare fondi da reinvestire in attività delle forze dell’ordine o in altre iniziative [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Al fine di contrastare le attività della criminalità organizzata è essenziale privare i criminali dei proventi del reato. […] Il sequestro e la confisca dei beni criminali o illeciti costituiscono un modo molto efficace per contrastare la criminalità organizzata, e permettono di recuperare fondi da reinvestire in attività delle forze dell’ordine o in altre iniziative di prevenzione dei reati.&#8221; (<a href="https://www.transparency.it/wp-content/uploads/2015/04/Final_Report_ITA_bc.pdf" target="_blank">report</a>)</em></p>
<p style="text-align: justify;">Esiste un modello ideale per la confisca dei beni di provenienza illecita?<br />
Si pone questa domanda il progetto “<a href="http://www.confiscation.eu/il-progetto?lang=it" target="_blank"><strong>Enhancing Integrity and Effectiveness of Illegal Assets Confiscation</strong></a>”, finanziato dalla Commissione Europea (DG Home Affairs) attraverso il programma “Prevention of and Fight against Crime”, il cui obiettivo quello di migliorare la trasparenza e l&#8217;efficacia dei sistemi di confisca dei beni illeciti.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;attività di ricerca, iniziata nel giugno 2013 e durata 2 anni, vede protagonisti tre paesi: Italia, Romania e Bulgaria, i cui sistemi di gestione di confisca sono stati analizzati a fondo, sia dal punto di vista legale che sociologico.<br />
In Europa, ogni stato membro, in conformità con il proprio ordinamento giuridico, decide le proprie norme per combattere il crimine organizzato e la corruzione, nonché il proprio sistema di gestione delle confische.<br />
Questo ha portato gli studiosi a chiedersi se, in un contesto moderno e globale come quello in cui ci troviamo a vivere, dove il crimine è diventato transnazionale, potrebbe essere conveniente trovare un sistema di norme e procedure comuni, che aiutino a sviluppare una maggiore e più efficiente collaborazione inter-statale.<br />
<img class="aligncenter wp-image-2265" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/05/Schermata-05-2457148-alle-18.45.57.png" alt="Schermata 05-2457148 alle 18.45.57" width="465" height="321" /><br />
Il modello proposto si basa su 7 pilastri:</p>
<p><strong>1-</strong> Necessità di <strong>rafforzamento delle autorità nazionali</strong>, le quali dovrebbero godere di una maggiore autonomia e indipendenza durante lo svolgimento del loro operato. Esse dovrebbero, inoltre, essere specializzate e competenti nel settore della confisca, nonché intraprendere una <strong>maggiore cooperazione</strong> con le autorità degli altri stati membri.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>2-</strong> Adozione di <strong>misure di garanzia</strong> nelle leggi, per garantire la trasparenza, l&#8217;integrità, l&#8217;efficienza e la responsabilità delle autorità e delle procedure di confisca da esse adottate.<br />
Proprio per il ruolo svolto da queste autorità nazionali, la trasparenza in ogni campo della loro azione risulta di fondamentale importanza, come d&#8217;altronde lo sono anche l&#8217;accessibilità e la visibilità dei dati, grazie all&#8217;istituzione di appositi registri dei beni confiscati, aggiornati costantemente, contenenti dati completi e dettagliati, che permetterebbero ai cittadini di essere più consapevoli e partecipi del processo di confisca.</p>
<p><strong>3-</strong> Meccanismi di <strong>controllo sul lavoro delle autorità</strong>.<br />
Onde evitare che la maggiore autonomia concessa alle autorità nazionali porti ad abusi di potere, è necessario creare un sistema capace di controllare la legalità del loro operato. Si pone necessario, quindi, un assoggettamento di tali autorità ad un controllo istituzionale ma anche della società civile.</p>
<p><strong>4-</strong> Il sequestro e la confisca dei beni devono sempre essere riconducibili ad un a sentenza, penale o civile.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>5-</strong> <strong>Meccanismi più efficienti</strong> e adeguati per la gestione e il riutilizzo dei beni confiscati. Su questo fronte, l&#8217;Italia vanta maggiore esperienza rispetto a Romania e Bulgaria.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>6-</strong> Aumentare la visibilità della supremazia dello Stato sulla criminalità e <strong>introdurre misure obbligatorie per la trasparenza</strong>.<br />
Ciò vuol dire che le misure e i risultati raggiunti dalle autorità dovrebbero essere resi pubblici, ad esempio attraverso la creazione di un registro ufficiale dei beni confiscati consultabile on-line. Inoltre, è necessario rendere evidente all&#8217;esterno il potere dello Stato, rendendo ben visibili i beni confiscati, ad esempio con l&#8217;apposizione di manifesti, targhe o adesivi facilmente distinguibili e riconoscibili.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>7-</strong> <strong>Maggiore cooperazione inter-statale</strong> a livello europeo grazie all&#8217;adozione di parametri comuni, che consentano il rapido accesso a banche dati di altri paesi per uno scambio di informazioni più veloce ed efficace, o al reciproco riconoscimento degli atti giudiziari di condanna.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi 7 pilastri, per poter stare in piedi, devono poggiare su una base solida formata da <strong>standard comuni</strong> che i paesi dell&#8217;unione dovrebbero adottare per una maggiore armonizzazione di diversi sistemi nazionali, così da poter garantire un&#8217;efficiente collaborazione tra paesi; e dal <strong>principio di protezione e garanzia dei diritti umani fondamentali: </strong>le procedure di sequestro e confisca sono molto delicate, e spesso, nella loro esecuzione, è facile incorrere in violazioni di diritti fondamentali.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo i responsabili del progetto, l’azione congiunta di tutti questi elementi aiuterebbe a creare un sistema in grado di garantire l’integrità, la trasparenza, la responsabilità e l’efficienza dei processi.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Non è un paese per … onesti</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Mar 2015 09:50:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alexandra Komocz]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Controlli, audit e compliance]]></category>
		<category><![CDATA[censis]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[raccomandati]]></category>

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		<description><![CDATA[ Sarebbero 800 mila gli italiani che, nell’arco della loro vita, hanno fatto regali ad un dipendente della PA per ottenere in cambio favori. 4,2 milioni, i raccomandati. Queste cifre impressionanti emergono dalla ricerca “La composizione sociale dopo la crisi” realizzata dal Censis nell’ambito dell’iniziativa annuale “Un giorno per Martinoli. Guardando al futuro” (comunicato stampa). I dati parlano [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"> <img class="alignleft wp-image-1973 size-medium" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/03/predicare_bene_razzolare_male-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" />Sarebbero<strong> 800 mila </strong>gli italiani che, nell’arco della loro vita, hanno fatto regali ad un dipendente della PA per ottenere in cambio favori. <strong>4,2</strong> milioni, i raccomandati.</p>
<p style="text-align: justify;">Queste cifre impressionanti emergono dalla ricerca “<em>La composizione sociale dopo la crisi</em>” realizzata dal <strong>Censis</strong> nell’ambito dell’iniziativa annuale “<em>Un giorno per Martinoli. Guardando al futuro</em>” (<a href="http://www.censis.it/7?shadow_comunicato_stampa=121008" target="_blank">comunicato stampa</a>).</p>
<p style="text-align: justify;">I dati parlano chiaro e mostrano come nel “bel paese” convivano due morali contrastanti: da un lato, tutti pronti a gridare la nostra indignazione quando sentiamo parlare di casi di favoritismi (vedasi il recente caso Lupi, solo l&#8217;ultimo di una lunga serie), dall’altra però, nell&#8217;ombra del nostro piccolo mondo, lasciamo da parte i nostri principi morali pur di trovare una scorciatoia per risolvere i problemi quotidiani. Ed ecco allora che chiedere un favore, e fare un regalino per riconoscenza, non sembra più una questione tanto grave.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ricorso a questi espedienti si rispecchia in un&#8217;opinione negativa che gli italiani hanno sulla Pubblica Amministrazione che , secondo la stessa indagine, è vista come una <strong>macchina lenta</strong>, poco informatizzata e spesso inefficiente: il 50,5% degli italiani pensa che funzioni male, il 63,5% ritiene che non sia migliorata rispetto al passato e il 21,5% che essa sia addirittura peggiorata.</p>
<p style="text-align: justify;">Com&#8217;è possibile allora modificare questa situazione?</p>
<p style="text-align: justify;"> Su questo, gli italiani intervistati hanno le idee chiare. Pugno di ferro e <strong>pene più severe</strong> che colpiscano corrotti e &#8220;furbetti&#8221;, licenziabilità nel caso di scarso rendimento (come avviene per i dipendenti privati), introduzione di un <strong>sistema meritocratico</strong> che gratifichi economicamente chi lavora meglio, e <strong>ricambio generazionale</strong>, che auspicabilmente porti una ventata di innovazione e cambiamento.</p>
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		<title>I giovani? Tollerano la corruzione ma non gli illeciti sportivi</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2015/03/i-giovani-tolleranti-alla-corruzione-2-ragazzi-su-3/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2015 06:41:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alexandra Komocz]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola e Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[ANAC]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[MIUR]]></category>

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		<description><![CDATA[Due ragazzi su tre “tollerano” la corruzione. Quest’affermazione è il risultato di una serie di questionari sulla percezione della corruzione somministrati in alcuni licei milanesi. La notizia, che ha creato stupore e qualche imbarazzo, è stata annunciata dal Presidente della Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti lombarda ,Claudio Galtieri, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario che [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone  wp-image-1810" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/03/corruzione-italia-300x200.jpg" alt="corruzione-italia" width="254" height="169" /><br />
Due ragazzi su tre “tollerano” la corruzione. Quest’affermazione è il risultato di una serie di questionari sulla percezione della corruzione somministrati in alcuni licei milanesi.<a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/03/corruzione-italia.jpg"><br />
</a><br />
La notizia, che ha creato stupore e qualche imbarazzo, è stata annunciata dal Presidente della Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti lombarda ,<strong>Claudio Galtieri</strong>, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario che si è svolta venerdì 6 marzo.</p>
<p style="text-align: justify;">Dai test è emerso che gli adolescenti dimostrano maggiore sensibilità e sdegno quando si parla di illeciti nel campo dello sport, mentre in casi di corruzione nei rapporti tra imprenditori e poteri pubblici, si dimostrano più tolleranti e comprensivi.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Questo è un segnale di osmosi di certi comportamenti cattivi&#8221;</em> tollerati dalle famiglie e dalle scuole, ha commentato Galtieri.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ evidente come l’educazione possa giocare un ruolo cruciale nel formare le giovani menti, per far capire loro come dietro ad un gesto di illegalità, che può all’apparenza sembrare isolato, si nasconda una catena di effetti negativi che si ripercuotono su tutti gli individui.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed è proprio sull’educazione che bisogna puntare, per far emergere nei giovani, e non solo, un sentimento di legalità e correttezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Fortunatamente una risposta positiva in questo senso la stiamo avendo proprio in questo periodo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 5 febbraio, infatti, il ministro dell&#8217;Istruzione, <strong>Stefania Giannini</strong>, il procuratore nazionale antimafia, <strong>Franco Roberti</strong>, il presidente dell&#8217;Autorità nazionale anticorruzione, <strong>Raffaele Cantone</strong>, e il presidente dell&#8217;Associazione nazionale magistrati, <strong>Rodolfo Sabelli</strong>, hanno firmato una <a title="Carta d'Intenti" href="http://www.associazionemagistrati.it/allegati/miur_carta-d_x27_intenti.pdf" target="_blank">Carta d’Intenti </a>per la promozione della legalità nelle scuole.</p>
<p style="text-align: justify;">Il documento ha validità triennale e prevede attività che si realizzano nell’ambito dell’insegnamento di “Cittadinanza e Costituzione”. Attività che sono finalizzate all’informazione, per poter così riconoscere i fenomeni di illegalità ed avere degli strumenti per affrontarli. Questo verrà fatto attraverso seminari ed attività, ma anche per mezzo di piattaforme digitali e social media, che coinvolgeranno non solo docenti e studenti, ma anche le famiglie.</p>
<p style="text-align: justify;">Per realizzare questi obiettivi , inoltre, il MIUR istituirà un <strong>comitato tecnico-scientifico paritetico</strong>, che avrà il compito di predisporre, curare e approvare il piano annuale delle attività, monitorare le iniziative realizzate, ed in generale, adempiere ad ogni attività utile per il conseguimento degli obiettivi presenti nella Carta d’Intenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Contro le mafie e la corruzione il nemico da combattere è comune, cioè l&#8217;ignoranza</em> &#8211; ha affermato Giannini &#8211; <em>la Buona scuola va nella direzione della conoscenza e della coscienza etica&#8221;.</em></p>
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		<title>&#8220;Corruzione: una tassa da pagare sul 10% dei prodotti&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Mar 2015 08:28:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alexandra Komocz]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[John R. Phillips]]></category>
		<category><![CDATA[ocse]]></category>

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		<description><![CDATA[John R.Phillips, nominato dal Presidente Barack Obama nel giugno 2013 come ambasciatore statunitense in Italia e Repubblica di San Marino, ha visitato lo scorso 26 febbraio la Scuola Superiore Sant’Anna, a Pisa, tenendo un intervento intitolato “A new horizon”, nel quale si è soffermato sulle modalità per liberare il potenziale economico attraverso la riforma della giustizia [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1766" style="width: 188px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/03/phillips.jpg"><img class=" wp-image-1766" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/03/phillips-258x300.jpg" alt="L’Ambasciatore John Phillips " width="178" height="207" /></a><p class="wp-caption-text">L’Ambasciatore John Phillips</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>John R.Phillips</strong>, nominato dal Presidente Barack Obama nel giugno 2013 come ambasciatore statunitense in Italia e Repubblica di San Marino, ha visitato lo scorso 26 febbraio la Scuola Superiore Sant’Anna, a Pisa, tenendo un intervento intitolato “<em>A new horizon</em>”, nel quale si è soffermato sulle modalità per liberare il potenziale economico attraverso la riforma della giustizia in via di approvazione in Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">John Phillips nel 1986 ha dato un contributo significativo al <em>Federal False Claim Act</em>, una legge che da allora è diventata lo strumento principale del governo degli Stati Uniti per perseguire le imprese colpevoli di frodi ai danni dello Stato. Attraverso questa legge, lo studio legale fondato da John R. Phillips ha permesso al Dipartimento del Tesoro di recuperare 11 miliardi di dollari.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo l’ambasciatore, i problemi principali del nostro paese che tengono lontani gli investitori stranieri sono due: processi civili lenti e corruzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Già nella nota dell’OCSE del 2013, “<strong><em>Giustizia civile: come promuovere l’efficienza</em></strong>” (<a title="vedi qui" href="http://www.oecd.org/eco/growth/Giustizia-civile.pdf" target="_blank">vedi qui</a>) si sottolineava quali gravi problemi ha il nostro paese nell’ambito della giustizia, in particolare rispetto ai tempi medi per la conclusione dei procedimenti. Infatti, in Italia i processi durano mediamente tre volte di più rispetto agli altri paesi sviluppati.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Se non si interviene in fretta in questo campo gli investitori esteri continueranno a dirottare altrove le proprie risorse”.</em> Afferma l’ambasciatore Phillips, che ha anche ricordatol’esempio di <strong>Mario Barbuto</strong>, da pochi mesi nominato nuovo capo del Dipartimento dell&#8217;Organizzazione giudiziaria il quale, nel ruolo di Presidente del Tribunale di Torino varò nel 2001 un progetto specifico per la gestione dei procedimenti civili e la riduzione delle pendenze che permise lo smaltimento a Torino del 26% delle vecchie cause.<br />
Secondo l’ambasciatore, una soluzione, che in America ha funzionato, sarebbe quella di colpire economicamente i magistrati meno produttivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda la <strong>corruzione</strong>, ha sottolineato che “<em>in Italia è come una tassa da pagare sul 10% dei vostri prodotti</em>” e per combatterla “<em>è giusto innalzare le sanzioni, reintrodurre il reato del falso in bilancio, perchè è proprio lì che si annida la corruzione</em>”.<br />
E’ importante, inotre, cambiare mentalità, sostenere e proteggere i dipendenti che denunciano pratiche illecite di aziende che intendono truffare lo Stato, cosa che in America già accade da trent’anni grazie ad una legge del 1986.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Le sanzioni sono un deterrente ma da sole non bastano</em> – ha concluso – <em>perché molti pensano che rubare allo Stato sia meno grave che rubare a un privato e dunque bisogna lavorare anche per fare crescere il senso civico di ciascuno”.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><br />
</em><br />
Fonti:<br />
www.stamptoscana.it<br />
<a href="http://www.oecd.org/">http://www.oecd.org/</a><br />
<a href="http://www.oecd.org/http://italian.italy.usembassy.gov/ambassador.html">http://italian.italy.usembassy.gov/ambassador.html</a></p>
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